Francia, la convenzione sul "fine vita" dice sì all'eutanasia
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Dopo tre mesi di incontri e discussioni, la convenzione sul “fine vita” ha deciso: la maggioranza ha votato a favore dell'"assistenza attiva nel morire", ad alcune condizioni. Risultati netti, che provocano polemiche tra chi è ostile a una revisione delle attuali regole ma che confermano che i francesi sono pronti a spingersi verso il modello di Belgio e Svizzera. La creazione della Convenzione di cittadini è stata un’idea di Emmanuel Macron. Formata da 184 cittadini estratti a sorte, ha depositato oggi all'Eliseo un rapporto con le sue conclusioni.
Un documento che non è vincolante per il governo ma il leader francese ha già annunciato di voler presentare un progetto di legge entro la fine dell'estate. "E' un gesto di coraggio riflettere e dibattere sulla più impensabile delle cose della vita: la nostra morte" ha detto Macron incontrando i membri della Convenzione, senza precisare…
PARIGI - Dopo tre mesi di incontri e discussioni, la convenzione sul “fine vita” ha deciso: la maggioranza ha votato a favore dell'"assistenza attiva nel morire", ad alcune condizioni. Risultati netti, che provocano polemiche tra chi è ostile a una revisione delle attuali regole ma che confermano che i francesi sono pronti a spingersi verso il modello di Belgio e Svizzera. La creazione della Convenzione di cittadini è stata un’idea di Emmanuel Macron. Formata da 184 cittadini estratti a sorte, ha depositato oggi all'Eliseo un rapporto con le sue conclusioni.
Un documento che non è vincolante per il governo ma il leader francese ha già annunciato di voler presentare un progetto di legge entro la fine dell'estate. "E' un gesto di coraggio riflettere e dibattere sulla più impensabile delle cose della vita: la nostra morte" ha detto Macron incontrando i membri della Convenzione, senza precisare se e come seguirà le conclusioni del rapporto, seguendo per esempio quanto succede in Belgio o in Svizzera. Il dibattito sul fine vita è stato rilanciato da alcuni ultimi casi, non ultimo quello del regista Jean-Luc Godard che a settembre aveva scelto di morire attraverso il suicidio assistito in Svizzera. Macron ha anche consultato nelle ultime settimane intellettuali e autorità religiose, organizzando una cena sul tema all’Eliseo. L’ordine dei medici francesi ha fatto invece sapere attraverso una nota di essere contrario alla legalizzazione dell’eutanasia.
Senza ancora sbilanciarsi, il capo dello Stato ha detto di voler costruire un “modello francese”, che prenda in conto anche investimenti per migliorare le cure palliative. "Lo Stato ha l'obbligo di garantire l'accesso effettivo e universale alle cure di sostegno per il fine vita" ha detto Macron, in riferimento all’applicazione dell’attuale legge Leonetti, che regola il fine vita dei malati terminali in Francia. Adottata nel 2016, dopo una prima versione del 2005, proibisce l'eutanasia e il suicidio assistito, ma consente una "sedazione profonda e continua fino alla morte" per i malati terminali in grande sofferenza, con una prognosi vitale a breve termine.