Quando sono scesi dall'aereo con le insegne siriane a metà marzo sulla pista di Abu Dhabi, il messaggio al mondo è stato subito chiaro: gli Assad sono tornati. Completo scuro lui, tailleur pantalone bianco lei, il presidente siriano e la moglie erano nel primo viaggio ufficiale all'estero insieme dall'inizio della rivolta in Siria, nel 2011.
Da allora il leader aveva lasciato il suo Paese solo per andare a Mosca a ringraziare l'uomo che con il suo intervento militare gli aveva consentito di restare al potere, Vladimir Putin. La moglie da parte sua, (vinta una battaglia contro il cancro combattuta sotto gli occhi delle telecamere, con il marito a fianco) si era dedicata al ruolo di "madre della nazione", consolando vedove, orfani e nelle ultime settimane, parenti delle vittime del terremoto che ha sconvolto Siria e Turchia a febbraio. Ma negli ultimi mesi per la coppia tutto è cambiato.
Da qualche tempo, l'andirivieni di voli diploma…
Quando sono scesi dall'aereo con le insegne siriane a metà marzo sulla pista di Abu Dhabi, il messaggio al mondo è stato subito chiaro: gli Assad sono tornati. Completo scuro lui, tailleur pantalone bianco lei, il presidente siriano e la moglie erano nel primo viaggio ufficiale all'estero insieme dall'inizio della rivolta in Siria, nel 2011.
Da allora il leader aveva lasciato il suo Paese solo per andare a Mosca a ringraziare l'uomo che con il suo intervento militare gli aveva consentito di restare al potere, Vladimir Putin. La moglie da parte sua, (vinta una battaglia contro il cancro combattuta sotto gli occhi delle telecamere, con il marito a fianco) si era dedicata al ruolo di "madre della nazione", consolando vedove, orfani e nelle ultime settimane, parenti delle vittime del terremoto che ha sconvolto Siria e Turchia a febbraio. Ma negli ultimi mesi per la coppia tutto è cambiato.
Da qualche tempo, l'andirivieni di voli diplomatici da Damasco si è intensificato: pochi giorni prima degli Emirati Arabi Uniti, Assad (senza la moglie) era stato in Oman. Dopo di lui, a partire era stato il suo ministro degli Esteri Faisal Mekdad, diretto al Cairo per il primo incontro con l'omologo Sameh Shoukry in dieci anni. E nei prossimi giorni - come hanno assicurato tre fonti all'agenzia Reuters - arriverà il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan per consegnare al presidente l'invito a prendere parte al vertice della Lega Araba che si terrà a Riad il 19 maggio: il ritorno ufficiale della Siria nel consesso di 22 Paesi della regione da cui era stata espulsa nel 2011 per il brutale trattamento riservato ai manifestanti che erano scesi in strada a chiedere democrazia e diritti. Più di 500mila persone sono morte nella guerra civile, 12 milioni di siriani - su 21 milioni di abitanti - sono sfollati, migliaia di oppositori restano detenuti nelle prigioni del regime.
Il rientro di Assad è il frutto di un riallineamento regionale culminato nell'accordo siglato a Pechino con cui Arabia Saudita e Iran hanno messo fine ad anni di ostilità: un tentativo di sminare la più acuta delle crisi, che ha spinto il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman a cercare la pace anche nei due scenari in cui Riad e Teheran si sono affrontate a distanza, lo Yemen e appunto la Siria. Il processo di riavvicinamento è stato reso più rapido dal terremoto, che ha spinto i Paesi arabi a inviare aiuti a quella Damasco con cui avevano tagliato i ponti.
Il sisma non ha spinto sulla scena solo Assad, ma anche sua moglie: 47 anni, nata a Londra da una famiglia alawita, Asma, ex esperta di investment banking di JP Morgan, negli ultimi anni ha accentrato nelle sue mani un potere senza precedenti, arrivando a controllare tutti i centri della diroccata economia di guerra siriana: primo fra tutti quello degli aiuti umanitari. Già importante prima della catastrofe di febbraio, fondamentale oggi.
Un'inchiesta pubblicata domenica dal Financial Times spiega - attraverso 18 fonti vicine al regime - come la First Lady abbia in mano alcuni dei business più redditizi della Siria: non solo le agenzie internazionali e le Nazioni Unite sono costrette a distribuire gli aiuti per la popolazione solo in accordo con la Ong da lei fondata. Ma i suoi familiari e i suoi fedelissimi controllano due settori importanti come quello delle comunicazioni e quello finanziario. E ancora: dirigono il Consiglio economico ristretto, incaricato dal presidente di indirizzare la politica economica nazionale.
È un potere costruito negli anni quello della First Lady che nel tempo ha spinto da parte uno dopo l'altro tutti gli uomini d'affari su cui Assad aveva contato nei primi anni di governo e suoi stessi familiari. L'esclusione più famosa è stata quella di Rami Makhlouf, cugino del presidente, a lungo signore incontrastato dell'economia nazionale, messo agli arresti domiciliari qualche anno fa.
Il ruolo di Asma al Assad è ben chiaro agli Stati Uniti, che da anni l'hanno sottoposta e sanzioni. Non è un caso che Washington sia fra i Paesi che si oppongono alla normalizzazione delle relazioni fra Damasco e il resto del mondo arabo. Ma questo probabilmente non basterà: i viaggi di coppia come quello per Abu Dhabi nei prossimi mesi si ripeteranno.