✕

Francia, al via il processo per l'attentato alla sinagoga di Parigi del 1980

Corinne Adler, coinvolta nell'attentato di rue Copernic quando aveva 13 anni, in aula a Parigi (afp)
A 43 anni dalla bomba in rue Copernic, in cui morirono quattro persone e 46 rimasero ferite, è iniziato il giudizio contro l'unico imputato, assente in aula
1 minuti di lettura

PARIGI - Quarantatré anni dopo l'attentato alla sinagoga di rue Copernic a Parigi, in cui ci furono quattro vittime e decine di feriti, è iniziato il processo all'unico imputato: Hassan Diab, professore sessantanovenne libanese-canadese, assente in tribunale. Diab è scappato in Canada nel 2018 dopo essere stato scarcerato perché c'era stata un'archiviazione dell'inchiesta, una delle più lunghe dell'antiterrorismo francese. Professore di sociologia, è accusato di aver fabbricato la bomba ed averla fatta esplodere davanti alla sinagoga del sedicesimo arrondissement. Il suo volto corrisponde ad alcuni identikit fatti da testimoni. E anche se lui sostiene che era a Beirut nel periodo dell'attentato, nel 1981 era stato ritrovato a Roma il suo passaporto con timbri di entrata e uscita dall'Europa al momento dell'attentato.

In apertura del processo, l'avvocato generale, Benjamin Chambre, ha accusato Diab di &#…

PARIGI - Quarantatré anni dopo l'attentato alla sinagoga di rue Copernic a Parigi, in cui ci furono quattro vittime e decine di feriti, è iniziato il processo all'unico imputato: Hassan Diab, professore sessantanovenne libanese-canadese, assente in tribunale. Diab è scappato in Canada nel 2018 dopo essere stato scarcerato perché c'era stata un'archiviazione dell'inchiesta, una delle più lunghe dell'antiterrorismo francese. Professore di sociologia, è accusato di aver fabbricato la bomba ed averla fatta esplodere davanti alla sinagoga del sedicesimo arrondissement. Il suo volto corrisponde ad alcuni identikit fatti da testimoni. E anche se lui sostiene che era a Beirut nel periodo dell'attentato, nel 1981 era stato ritrovato a Roma il suo passaporto con timbri di entrata e uscita dall'Europa al momento dell'attentato.

In apertura del processo, l'avvocato generale, Benjamin Chambre, ha accusato Diab di ''viltà" per essersi fatto rappresentare da un avvocato piuttosto che comparire direttamente in aula. Il suo legale William Bouron, ha invece dichiarato che la decisione del suo assistito è "umanamente rispettabile" e in alcun modo "il segno di una qualsiasi viltà". Diab era stato estradato in Francia, nel novembre 2014, ma poi era tornato tornato libero in Canada cinque anni fa. I giudici d'Oltralpe avrebbero potuto teoricamente spiccare un nuovo mandato d'arresto internazionale ma ciò avrebbe comportato il rinvio del processo, ipotesi non sostenuta dall'accusa e dalle parti civili.

"È un bene che si possa celebrare il processo, che avrebbe dovuto svolgersi da tanto tempo, attendiamo l'esito" commenta Corinne Adler, costituitasi parte civile. Adolescente, il 3 ottobre 1980 stava celebrando la bat-mitzvah quando la bomba sistemata a bordo di una moto esplose all'esterno della sinagoga di rue Copernic, uccidendo uno studente che passava in moto, un autista, una giornalista israeliena e il portiere di un palazzo. I feriti furono quarantasei. L'attentato, mai rivendicato ma attribuito al gruppo palestinese Fplp-Os, dissidente dell'Olp, era stato il primo attacco mortale alla comunità ebraica in Francia dalla Seconda guerra mondiale.

Nel 1999, diciannove anni dopo i fatti, Diab venne indicato come colui che confezionò la bomba fatta esplodere dinanzi al tempio israelita. L'accusa evoca, in particolare, il sequestro nel 1981 a Roma, tra gli effetti personali di un presunto membro di Fplp- Os, di un passaporto a suo nome, con bolli di entrata ed uscita dalla Spagna, Paese da dove sarebbe partito il commando terrorista. Diab si è sempre difeso dicendo che in quei giorni lui stava sostenendo esami all'università di Beirut. Ora rischia il carcere a vita. La sentenza è attesa per il 21 aprile.