Il disertore russo Karakulov: "Putin isolato e impaurito. Ma non è malato"
di Rosalba Castelletti , di Rosalba Castelletti“Il presidente russo è un criminale di guerra”. L’accusa non farebbe scalpore se a farla non fosse un ex capitano dell’Fso, il Servizio federale di protezione incaricato di salvaguardare la sicurezza dei vertici della Federazione russa, Vladimir Putin compreso.
Il disertore
Dal 2009 il capitano Gleb Karakulov lavorava come ingegnere presso il Direttorato delle comunicazioni presidenziali dell’Fso. Faceva parte di quella che chiamano “unità di campo” che presiede alla crittografia delle comunicazioni del primo ministro e del presidente russo durante i loro viaggi di lavoro, in Russia e all’estero. Fino al 14 ottobre scorso quando ha seguito Putin ad Astana, in Kazakhstan, dove il leader del Cremlino doveva partecipare a tre vertici. Per Karakulov è stata “la 183° o 184° trasferta di lavoro”. E anche l’ultima.
Da Astana è volato a Istanbul con moglie, figlia e tutta la loro vit…
“Il presidente russo è un criminale di guerra”. L’accusa non farebbe scalpore se a farla non fosse un ex capitano dell’Fso, il Servizio federale di protezione incaricato di salvaguardare la sicurezza dei vertici della Federazione russa, Vladimir Putin compreso.
Il disertore
Dal 2009 il capitano Gleb Karakulov lavorava come ingegnere presso il Direttorato delle comunicazioni presidenziali dell’Fso. Faceva parte di quella che chiamano “unità di campo” che presiede alla crittografia delle comunicazioni del primo ministro e del presidente russo durante i loro viaggi di lavoro, in Russia e all’estero. Fino al 14 ottobre scorso quando ha seguito Putin ad Astana, in Kazakhstan, dove il leader del Cremlino doveva partecipare a tre vertici. Per Karakulov è stata “la 183° o 184° trasferta di lavoro”. E anche l’ultima.
Da Astana è volato a Istanbul con moglie, figlia e tutta la loro vita stipata in tre valigie. Ha spento il cellulare per silenziare gli interrogativi prima e poi gli insulti dei colleghi. E ha detto addio alla sua vecchia vita.
Oggi è ufficialmente un disertore ricercato come sospetto criminale dal ministero degli Interni russo. “Sarei dovuto andare in pensione tra meno di due anni. Ma nel febbraio 2022 è scoppiata una guerra criminale e non potevo più scendere a compromessi con me stesso. Non potevo restare al servizio di questo Presidente. Lo considero un criminale di guerra. Anche se non ero direttamente coinvolto nella guerra, non mi era più possibile eseguire i suoi ordini criminali o restare al suo servizio”, ha raccontato a Dossier Center, il sito investigativo con sede a Londra finanziato dall’oligarca in esilio Mikhail Khodorkovskij che ha raccolto la sua testimonianza dopo aver verificato l’autenticità dei suoi documenti. Lo ha intervistato più volte, per un totale di oltre dieci ore, e ha condiviso video e trascrizioni con l’Associated Press, la Danish Broadcasting Corporation Dr, la Swedish Television Svt e la Norwegian Broadcasting Corporation Nrk.
Il ritratto di un Putin isolato
Ne emerge il ritratto di un Putin sempre più isolato. Come ribadito più volte in passato dallo stesso Putin e dal suo portavoce Dmitrij Peskov, il presidente russo non usa il cellulare o Internet. L’unico suo filo con il mondo esterno è la tv di Stato russa. Chiede di averne accesso ovunque vada. È il suo unico contatto con la realtà esterna. Fa affidamento soltanto sui rapporti d’intelligence dei servizi segreti. Vive di fatto in una bolla. “In tutti i miei anni di servizio, non l’ho mai visto con un cellulare", ha detto. “Riceve informazioni soltanto dalla cerchia di persone a lui vicine. Vive in una sorta di vuoto informativo”.
"Ottima salute"
A dispetto di alcune ricostruzioni delle intelligence occidentali, gode di ottima salute per avere settant’anni. “Putin lavora molto. Non va a letto prima delle 2 o 3 del mattino, ora di Mosca. Quando era in Kamchatka (Estremo Oriente Russo, ndr), ha avuto un incontro nel cuore della notte semplicemente perché a Mosca era giorno ed era conveniente per lui”, ha raccontato Karakulov. In 13 anni che ha seguito il leader del Cremlino, Putin ha cancellato soltanto un paio di viaggi per malattia. Eppure continua a insistere su rigidi protocolli anti-Covid tanto da obbligare i dipendenti dell’Fso a osservare una quarantena di due settimana prima di qualsiasi evento. “Anche quelli della durata di 15-20 minuti”. Dopo aver lanciato l’operazione militare speciale contro l’Ucraina, la sua paranoia è aumentata.
Putin ha smesso di usare gli aerei. Preferisce viaggiare su uno speciale treno blindato, come peraltro rivelato in passato dallo stesso Dossier Center. “Perché è meno appariscente. Gli aerei vengono visualizzati su determinati servizi. Mentre un treno, quanti di questi treni grigi ci sono? Soprattutto, non possono essere rintracciati su nessuna risorsa informativa”. Ha allestito uffici identici a San Pietroburgo, Sochi e Novo-Ogariovo. “Sono tutti uguali. È tutto identico”.
Strategie di depistaggio dell'intelligence straniera
Una volta che si trovava a Sochi, ad esempio, i funzionari della sicurezza hanno finto deliberatamente che stesse andando via facendo decollare un aereo e spostando un corteo di automobili, quando in realtà era rimasto. “È uno stratagemma per confondere l'intelligence straniera, in primo luogo, e per evitare qualsiasi attentato alla sua vita, in secondo luogo”, ha detto Karakulov. Non solo. “anche una cabina telefonica che portiamo in ogni viaggio all'estero. È un luogo da cui è possibile condurre colloqui con riservatezza garantita. La cabina è, ovviamente, ingombrante. È un cubo alto circa 2,5 metri. All'interno c'è una postazione di lavoro e un telefono, che si può usare per parlare senza paura che queste conversazioni vengano ascoltate o lette da intelligence straniera”.
Una volta ha fatto allestire una linea di comunicazione sicura in un bunker presso l’ambasciata russa in Kazakistan. “Presumo che abbia semplicemente paura”, conclude Karakulov. “Ora si è isolato dal mondo con ogni tipo di barriera, la quarantena, il vuoto informativo. La sua visione della realtà è diventata distorta. Una persona sana di mente nel ventunesimo secolo, che guarda oggettivamente a tutto ciò che accade nel mondo, che può prevedere gli sviluppi, almeno a medio termine, non avrebbe permesso che questa guerra accadesse”. Chiude con un appello: “È in corso una guerra folle e terribile. Putin deve essere fermato il prima possibile”.