Il braccialetto senza gps, i quattro suv e le visite sospette ai domiciliari: la rete dei servizi russi che ha "esfiltrato" la spia Uss
di Floriana Bulfon e Giuliano Foschini , di Floriana Bulfon e Giuliano FoschiniNon una fuga, ma un'esfiltrazione. La ricostruzione delle ultime tracce italiane di Artem Uss, il giovane oligarca scappato dagli arresti domiciliari a fine marzo e ricomparso ieri a Mosca, fanno ipotizzare l'intervento diretto di apparati di intelligence: "In questi ultimi giorni particolarmente difficili persone forti e affidabili mi sono state vicine...", ha dichiarato all'agenzia statale Ria Novosti. E il riferimento alle "persone forti e affidabili" sembra confermare la pista investigativa che punta sul ruolo degli 007 russi. Non sarebbe una sorpresa: le autorità statunitensi ritengono che Uss sia il regista della rete che procurava componenti hi-tech per gli armamenti più moderni usati dai russi in Ucraina e il quarantunenne è figlio del governatore di Krasnojarsk, politico e magnate molto vicino al Cremlino. Quello che stupisce - e che avrebbe irritato non poco l'ambasciata Usa - è la totale assenza di misure di vi…
Non una fuga, ma un'esfiltrazione. La ricostruzione delle ultime tracce italiane di Artem Uss, il giovane oligarca scappato dagli arresti domiciliari a fine marzo e ricomparso ieri a Mosca, fanno ipotizzare l'intervento diretto di apparati di intelligence: "In questi ultimi giorni particolarmente difficili persone forti e affidabili mi sono state vicine...", ha dichiarato all'agenzia statale Ria Novosti. E il riferimento alle "persone forti e affidabili" sembra confermare la pista investigativa che punta sul ruolo degli 007 russi. Non sarebbe una sorpresa: le autorità statunitensi ritengono che Uss sia il regista della rete che procurava componenti hi-tech per gli armamenti più moderni usati dai russi in Ucraina e il quarantunenne è figlio del governatore di Krasnojarsk, politico e magnate molto vicino al Cremlino. Quello che stupisce - e che avrebbe irritato non poco l'ambasciata Usa - è la totale assenza di misure di vigilanza intorno a lui, sorvegliato come un ladruncolo e non come una figura strategica per l'impegno bellico russo.
Così all'indomani dell'ordinanza con cui la Corte d'Appello di Milano autorizzava la sua estradizione negli States, sospesa in attesa della Cassazione, Uss è uscito dalla cascina nei dintorni di Basiglio, ristrutturata in maniera lussuosa e affittata dalla moglie, dove più volte era stato visitato dai diplomatici russi. Aveva l'obbligo di indossare un braccialetto elettronico, sprovvisto però di trasmettitore Gps: ha dato l'allarme quando si è allontanato, senza permettere di seguirlo. L'ultima immagine risale alle 14,07. Le telecamere lo hanno immortalato mentre sale su una Punto nera: l'utilitaria è intestata a un cittadino bielorusso che è stato interrogato e dice di non sapere nulla.
Quattro Suv scuri
Più inquietante quello che accade dopo soli tre chilometri: ad aspettare la Punto di Uss ci sono ben quattro Suv scuri, praticamente identici. Lui sale su una delle vetture, che partono subito. Ma stando all'ipotesi degli investigatori non procedono in corteo: come in un film di spionaggio, prendono strade diverse, in modo da depistare eventuali inseguitori. Nemmeno un drone avrebbe potuto stargli dietro. Due le possibili destinazioni: la vicinissima Svizzera o la più lontana Slovenia. Adesso si stanno valutando i voli di jet privati nelle ore successive da piccoli aeroporti di entrambi i Paesi. Noleggiare un velivolo per Artem Uss non è un problema. Ha gestito a lungo la Swiss Avia di Cham sul lago di Zurigo, controllata tramite una sigla delle Cayman, e ha posseduto un'azienda aeronautica tedesca con una filiale elvetica che per anni ha mosso Falcon ed elicotteri attraverso l'Europa.
Un padre ingombrante
Per capire l'origine di ricchezza ed entrature, bisogna guardare alla storia del padre. Dopo il crollo dell'Urss, i tesori minerari della regione siberiana di Krasnojarsk finiscono nelle mani degli oligarchi e Aleksandr Uss diventa una specie di rappresentante politico della lobby dell'alluminio, che conta nomi come Oleg Deripaska, citato pure nell'istruttoria statunitense ma solo per il contrabbando di materie prime. Uss senior avrebbe tessuto rapporti politici ed economici già con il presidente Eltsin - che gli avrebbe addirittura donato un appartamento nella capitale - e poi con Putin, aderendo al partito del nuovo Zar e ottenendo nel 2018 la nomina a governatore della regione siberiana.
L'associazione di Aleksej Navalny e altri gruppi anti-corruzione hanno accusato la famiglia Uss di essersi arricchita con concessioni e appalti. Il figlio Artem ha investito anche in Italia, con una quota della Luxury Sardinia che possiede un albergo sulle spiagge dorate di San Teodoro e una serie di terreni affacciati sul mare che sperava di trasformare in ville. Tramite la Bering Capital Partners delle Cayman ha invece controllato una delle più grandi aziende di esportazioni di legname siberiano che fatturava quasi 25 milioni di euro l'anno. Nel 2021 c'è stata un'indagine per "disboscamento illegale" con l'accusa di avere depredato la foresta pubblica ed è finito in cella il marito della nipote del governatore. Ma l'uomo chiave dello scandalo - stando ai media indipendenti russi - è morto subito dopo essere stato interrogato.
Il giovane Uss è anche azionista di maggioranza della Sibugol llc, una società che estrae e vende carbone ricavando 40 milioni di euro l'anno, un terzo dei quali grazie a contratti pubblici. Artem infine ha piccole quote di altre società - SM City Management Company llc, Novy Grod, Vostok Oil - considerate le casseforti dei notabili siberiani più vicini al Cremlino.
I rapporti con la Cina
Il figlio del governatore però ha imparato a brillare di luce propria, soprattutto nei rapporti con la Cina. Relazioni che, stando all'atto d'accusa degli States, gli sono servite a procurare microchip e strumenti elettronici usati per costruire missili, droni e caccia impiegati nei bombardamenti dell'Ucraina. Il suo arresto è avvenuto a Malpensa lo scorso ottobre e subito la magistratura statunitense ha contattato quella milanese, segnalando con un passo formale la pericolosità del soggetto e quanto fosse rischioso metterlo ai domiciliari. Tutto inutile. Uss ha ottenuto di restare nel resort di Basiglio, affittato in passato dai diplomatici russi in trasferta a Milano, con tutti i comfort fino al momento della sentenza. Poi ha capito che rischiava di venire deportato in un penitenziario di massima sicurezza negli States ed è scattata la fuga. Chi l'ha organizzata? Sarà difficile trovare risposte, tanto più che da ieri è cambiato anche l'ambasciatore a Roma, Sergej Razov, sostituito da Aleksej Paramonov.