I nuovi segnali di Kiev sul futuro della Crimea ignorati dal Cremlino
dal nostro inviato Daniele Raineri , dal nostro inviato Daniele RaineriKRAMATORSK - A lato della spedizione di Emmanuel Macron e di Ursula von der Leyen a Pechino per chiedere al leader cinese Xi Jinping di mediare fra Russia e Ucraina, ci sono segnali diplomatici freschi su possibili negoziati di pace. Potrebbe essere un caso che questi segnali arrivino proprio adesso nel corso della missione europea in Cina, ma è probabile che non si tratti di una coincidenza.
Un consigliere e vice dell'ufficio del presidente ucraino Zelensky, Andriy Sybiha, ha detto al Financial Times che Kiev vuole discutere il futuro della Crimea con Mosca se l'attesa controffensiva militare ucraina avrà successo e arriverà fino al confine della penisola persa nel 2014. È una dichiarazione differente rispetto alla posizione ufficiale, quella che dice che non ci sarà alcun negoziato e i soldati russi devono abbandonare tutti i territori ucraini, Crimea inclusa, altrimenti saranno cacciati con le armi. Nel frattempo l'amba…
KRAMATORSK - A lato della spedizione di Emmanuel Macron e di Ursula von der Leyen a Pechino per chiedere al leader cinese Xi Jinping di mediare fra Russia e Ucraina, ci sono segnali diplomatici freschi su possibili negoziati di pace. Potrebbe essere un caso che questi segnali arrivino proprio adesso nel corso della missione europea in Cina, ma è probabile che non si tratti di una coincidenza.
Un consigliere e vice dell'ufficio del presidente ucraino Zelensky, Andriy Sybiha, ha detto al Financial Times che Kiev vuole discutere il futuro della Crimea con Mosca se l'attesa controffensiva militare ucraina avrà successo e arriverà fino al confine della penisola persa nel 2014. È una dichiarazione differente rispetto alla posizione ufficiale, quella che dice che non ci sarà alcun negoziato e i soldati russi devono abbandonare tutti i territori ucraini, Crimea inclusa, altrimenti saranno cacciati con le armi. Nel frattempo l'ambasciatore cinese all'Unione europea, Fu Cong, ha detto al New York Times che l'amicizia fra Russia e Cina non è davvero "senza limiti", anzi che l'espressione "senza limiti" usata tre settimane fa durante l'incontro tra Xi e Putin era soltanto retorica. Pechino, sostiene l'ambasciatore, non è dalla parte della Russia nella guerra in Ucraina e non sta fornendo armi ai soldati di Mosca. Vorrebbe anche che l'Europa non avesse una posizione comune con gli Stati Uniti in politica estera.