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Tunisia, due naufragi in ventiquattr'ore: 27 tra morti e dispersi

(ansa)
La crisi economica e la "caccia al nero" scatenata dal presidente Saied spingono alla fuga su imbarcazioni di fortuna. E gli interventi della Garde Nationale non bastano
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Tunisi - Ancora tragedie nelle acque del Mediterraneo. E ancora in quel braccio di mare davanti a Sfax, la seconda città della Tunisia, diventata il crocevia più importante della migrazione clandestina in direzione di Lampedusa. Sono 27 i migranti morti o dati per dispersi nelle ultime ore. Venerdì pomeriggio uno dei tanti barchini metallici, instabili e pericolosi, pieno di subsahariani diretti verso l'Italia, ha iniziato a prendere acqua, mentre al largo le onde si facevano più alte e minacciose. Una pattuglia della Garde Nationale, che in Tunisia assicura il servizio di guardia costiera, è intervenuta, ma è riuscita a salvare solo 17 persone. Altre 20 risultano disperse.

Ieri mattina, un altro naufragio, a breve distanza dal primo: questa volta la Garde Nationale ne ha potuto salvare 36, ma ha recuperato anche quattro cadaveri, mentre di tre migranti si sono perse le tracce. E sempre ieri, altri 11 migranti sono stati trovati morti sul…

Tunisi - Ancora tragedie nelle acque del Mediterraneo. E ancora in quel braccio di mare davanti a Sfax, la seconda città della Tunisia, diventata il crocevia più importante della migrazione clandestina in direzione di Lampedusa. Sono 27 i migranti morti o dati per dispersi nelle ultime ore. Venerdì pomeriggio uno dei tanti barchini metallici, instabili e pericolosi, pieno di subsahariani diretti verso l'Italia, ha iniziato a prendere acqua, mentre al largo le onde si facevano più alte e minacciose. Una pattuglia della Garde Nationale, che in Tunisia assicura il servizio di guardia costiera, è intervenuta, ma è riuscita a salvare solo 17 persone. Altre 20 risultano disperse.

Ieri mattina, un altro naufragio, a breve distanza dal primo: questa volta la Garde Nationale ne ha potuto salvare 36, ma ha recuperato anche quattro cadaveri, mentre di tre migranti si sono perse le tracce. E sempre ieri, altri 11 migranti sono stati trovati morti sulle coste marocchine.

Non c'è alcuna speranza di ritrovare in vita i dispersi. In genere inizia solo tra qualche settimana la stagione più intensa delle partenze di migranti verso l'Italia, quando si consolida la primavera e arriva il bel tempo. Quest'anno, però, le cose vanno diversamente: dall'inizio del 2023 il flusso è già aumentato in maniera vertiginosa. Secondo il Viminale, nei primi tre mesi sono arrivati sui barconi 15.537 migranti dalla Tunisia (di cui solo 1.859 tunisini, la maggior parte provengono dall'Africa subsahariana), rispetto ai 1.525 del primo trimestre del 2022: si è registrato un aumento del 920%. Proprio venerdì la Garde Nationale aveva fornito i dati relativi alla sua attività nei primi tre mesi del 2023, che confermano l'esplosione delle partenze: hanno salvato in mare 14.406 persone (13.138 i cittadini subsahariani) contro i 5.300 totali dello stesso periodo dell'anno scorso.

Il perché di questa situazione? Ci sono varie ragioni. Un discorso durissimo sulle "orde di migranti clandestini" in Tunisia, pronunciato dal presidente Kais Saied il 21 febbraio scorso, ha scatenato una sorta di "caccia al nero", favorendo la fuga di questi migranti. Ma è anche la grave crisi economica del Paese a convincere a partire sempre più tunisini e subsahariani in transito (che non riescono a trovare qui occupazioni decenti per mantenersi). Pure i mezzi scarsi a disposizione della Garde Nationale fanno sì che la situazione sia scappata di mano alle autorità tunisine. "Abbiamo imbarcazioni e mezzi operativi che sono stati donati dai Paesi europei, Italia compresa, per intercettare questi migranti. Ma non sono sufficienti e in certi casi ormai sono vecchi", ha dichiarato Nabil Ammar, ministro degli Esteri, a Repubblica nei giorni scorsi. Ammar sarà giovedì a Roma per discutere (anche di questo) con l'omologo Antonio Tajani.

Quanto ai naufragi, ormai così frequenti, una delle cause è il ricorso a "imbarcazioni di ferro, che offrono condizioni minime di sicurezza, ma che sono meno care da fabbricare di quelle di legno", ha detto Faouzi Masmoudi, portavoce del Tribunale di Sfax, ricordando che le persone morte nei due naufragi navigavano su quei terribili "barchini".