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Artem Uss, i caccia Usa in volo sull'Italia dopo la fuga dell'oligarca russo

Il tracciato dei caccia Usa in volo dopo la fuga di Artem Uss 
Quando è scattato l'allarme per l'evasione due jet F-16 sono decollati da Aviano e hanno presidiato per ore le rotte verso Est. Ufficialmente un'esercitazione, pronta a bloccare un eventuale viaggio del ricercato
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Cosa era disposto a fare il governo americano per fermare la fuga di Artem Uss, il giovane oligarca russo scappato dagli arresti domiciliari a Basiglio lo scorso 22 marzo? Per la magistratura statunitense Uss è il regista del traffico di componenti elettronici che ha permesso al Cremlino di proseguire la produzione di caccia, missili e droni persino dopo l'invasione dell'Ucraina.

Per l'intelligence di Washington è il mediatore del contrabbando di tecnologie e materie prime con la Cina, strategici per la sopravvivenza dell'economia di Mosca sotto embargo. Ma nonostante le segnalazioni formali e ufficiose trasmesse dagli States sulla rilevanza del personaggio- figlio del governatore di una regione della Siberia legato a Putin -, i giudici di Milano non avevano ritenuto che fosse necessario tenerlo in carcere e le nostre autorità di sicurezza non hanno disposto alcuna vigilanza.

I pattugliamenti Usa

Così quando nel pomeriggio del 22 marzo il…

Cosa era disposto a fare il governo americano per fermare la fuga di Artem Uss, il giovane oligarca russo scappato dagli arresti domiciliari a Basiglio lo scorso 22 marzo? Per la magistratura statunitense Uss è il regista del traffico di componenti elettronici che ha permesso al Cremlino di proseguire la produzione di caccia, missili e droni persino dopo l'invasione dell'Ucraina.

Per l'intelligence di Washington è il mediatore del contrabbando di tecnologie e materie prime con la Cina, strategici per la sopravvivenza dell'economia di Mosca sotto embargo. Ma nonostante le segnalazioni formali e ufficiose trasmesse dagli States sulla rilevanza del personaggio- figlio del governatore di una regione della Siberia legato a Putin -, i giudici di Milano non avevano ritenuto che fosse necessario tenerlo in carcere e le nostre autorità di sicurezza non hanno disposto alcuna vigilanza.

I pattugliamenti Usa

Così quando nel pomeriggio del 22 marzo il consolato americano di Milano ha appreso della scomparsa di Uss, la notizia è stata accolta con ira e ha provocato la massima allerta per tentare di impedire il rientro in Russia del fuggitivo. Una mobilitazione a tutti i livelli. Dall'esame di Flightradar24 - il sito che monitora il traffico aereo - risulta che due caccia F-16 statunitensi sono decollati dalla base di Aviano (Pordenone).

I caccia Usa in volo dopo la fuga di Artem Uss 

I due jet - contrariamente a quanto avviene in genere per le esercitazioni Nato - hanno tenuto il trasmettitore di posizione acceso: il loro volo infatti si è mosso per oltre due ore attraverso i cieli più frequentati del Nord, spingendosi fino al lago di Garda. Uno dei caccia del 31mo Stormo ha compiuto diversi pattugliamenti lungo la frontiera austriaca e slovena, incrociando le rotte che puntano verso Oriente. L'altro è rimasto a "orbitare" sul Veneto.

L'esfiltrazione

Stavano cercando di intercettare un velivolo con a bordo l'evaso? E se lo avessero identificato, lo avrebbero obbligato all'atterraggio? Impossibile stabilirlo: ufficialmente i due caccia erano impegnati in un'esercitazione. Ma chi ha organizzato la fuga dell'oligarca ha tenuto conto di questa eventualità e del rischio di intervento delle squadriglie americane che presidiano il Mar Nero e il Baltico, le uniche rotte che permettono di raggiungere direttamente la Russia dall'Europa.

Per questo gli investigatori pensano che "le persone forti e affidabili" - come le ha definite lo stesso Uss al rientro a Mosca - abbiano pianificato ogni mossa come se si trattasse di un'esfiltrazione in zona di guerra.

Lo dimostra l'azione di quattro vetture di grande cilindrata, tutte identiche, che hanno prelevato l'evaso alle porte di Milano, per poi procedere in direzioni diverse: una tattica per ingannare la sorveglianza di droni e satelliti. Se il ruolo dei servizi segreti russi è ormai considerato certo, la preparazione molto probabilmente ha coinvolto figure insospettabili: cittadini europei o svizzeri, attivi nel settore della security.

Proprio per evitare sorprese da parte dei caccia americani, ora si ritiene che il fuggitivo possa avere preso la strada dei Balcani, in auto o con un velivolo diretto in cieli meno sorvegliati dalla Nato: da lì esiste la possibilità di arrivare in Serbia o Turchia per concludere il viaggio verso Mosca con un volo di linea.