Senza abiti al supermercato: la protesta della professoressa brasiliana contro il razzismo
di Daniele Mastrogiacomo , di Daniele MastrogiacomoAndare a fare la spesa indossando solo reggiseno e slip. Camminare normalmente tra le corsie del supermercato, guardare i prodotti, prenderne qualcuno, metterli nel carrello. Non si tratta di esibizionismo è una protesta contro il razzismo sempre più marcato in Brasile. L’ha messa in scena una donna, Isabel Oliveira, attrice e insegnante di colore. Poco prima era andata nello stesso grande negozio della Carrefour di Atacadão, a Curitiba, nello Stato meridionale del Paraná.
Vestita di tutto punto. Girava normalmente. Ma sentiva la pressione di un addetto alla sicurezza che la pedinava da vicino senza mollarla dall’inizio alla fine. Lei si è irritata, ha capito che la considerava una potenziale ladra e che era presa di mira semplicemente perché nera. I furti nei supermercati sono una costante. Capita spesso, ovunque. E in Brasile i controlli sono più severi. Di solito avvengono all’uscita. Ti chiedono lo …
Andare a fare la spesa indossando solo reggiseno e slip. Camminare normalmente tra le corsie del supermercato, guardare i prodotti, prenderne qualcuno, metterli nel carrello. Non si tratta di esibizionismo è una protesta contro il razzismo sempre più marcato in Brasile. L’ha messa in scena una donna, Isabel Oliveira, attrice e insegnante di colore. Poco prima era andata nello stesso grande negozio della Carrefour di Atacadão, a Curitiba, nello Stato meridionale del Paraná.
Vestita di tutto punto. Girava normalmente. Ma sentiva la pressione di un addetto alla sicurezza che la pedinava da vicino senza mollarla dall’inizio alla fine. Lei si è irritata, ha capito che la considerava una potenziale ladra e che era presa di mira semplicemente perché nera. I furti nei supermercati sono una costante. Capita spesso, ovunque. E in Brasile i controlli sono più severi. Di solito avvengono all’uscita. Ti chiedono lo scontrino, verificano cosa hai comprato e se tutto è in regola, un sorriso e ti lasciano andare. Questa volta è stato diverso. Oliveira è uscita a mani vuote.
È tornata a casa furibonda, si è sfogata con il marito e insieme hanno deciso di tornare nello stesso negozio. Mentre lei girava indossando solo biancheria intima, il marito riprendeva la scena con il cellulare. Il video è stato poi postato sui social con la spiegazione: “Essere di colore non equivale a ladri. Meglio allora fare la spesa senza i vestiti, così vedono che non rubi nulla”. Il post ha sollevato un vespaio di polemiche che si sono aggiunte ad altre che nel frattempo incendiavano la rete per un altro episodio di razzismo. La tempesta è stata ancora più forte perché coinvolgeva sempre un supermercato della Carrefour.
Protagonista, questa volta, un uomo. Di colore. Vinícius de Paula, però, è ancora più famoso: è il marito della due volte campionessa olimpica di volley e figlio, a sua volta, di un noto cantante. Era in fila per pagare ma la cassiera gli ha chiesto di farsi da parte e ha servito il cliente che lo seguiva. Lui ha protestato, lei ha fatto finta di niente fino a quando è scoppiata una lite ed è dovuta intervenire la sicurezza. La scena accadeva a Alphaville, quartiere chic di San Paolo. Anche questa storia è finita sui social. Il dibattito in rete è diventato virale. Tanto che lo stesso Lula ne ha parlato con toni insolitamente duri durante la riunione del suo governo per fare il bilancio dei primi 100 giorni da presidente. Se l’è presa con la Carrefour che ha dei precedenti nel Paese. “Se vogliono farlo nel loro Paese, sono affari loro; ma qui, in Brasile, non tollereremo il razzismo”, ha sentenziato.
Vinícius De Paula, nel frattempo, spiegava perché aveva deciso di condividere la sua brutta esperienza. “Se Carrefour non fosse un’azienda con precedenti razzisti, direi che è soltanto una situazione insolita. Ma non è così”. Carrefour si è subito difesa. Ha licenziato il cassiere di San Paolo ma assolto la collega di Curitiba. Ha spiegato di aver visionato i filmati delle telecamere di sorveglianza prima di prendere dei provvedimenti. Ha concluso asserendo non aver notato atteggiamenti “discriminatori” nei confronti della donna che si è presentata poi in mutande e reggiseno.