Il Dalai Lama e il bambino, parla il monaco che indaga sugli abusi nel buddismo: "È un dramma che spacca la comunità"
di Tonia Mastrobuoni , di Tonia MastrobuoniIl più recente post di Tenzin Peljor racconta di un risarcimento milionario che è stato riconosciuto in Canada a una donna stuprata da un monaco buddista. Peljor si occupa da anni di “Problemi complicati del Buddismo tibetano”, come recita il suo blog. Ha avuto milioni di visitatori in questi ultimi anni: è raro che un monaco tibetano parli pubblicamente degli abusi nella sua comunità. Ma sul video che sta scandalizzando il mondo, sul Dalai Lama che invita un bambino indiano a succhiargli la lingua, Peljor invita a riflettere.
“Mi hanno mandato la versione breve giorni fa (il video è del 1 marz…
Il più recente post di Tenzin Peljor racconta di un risarcimento milionario che è stato riconosciuto in Canada a una donna stuprata da un monaco buddista. Peljor si occupa da anni di “Problemi complicati del Buddismo tibetano”, come recita il suo blog. Ha avuto milioni di visitatori in questi ultimi anni: è raro che un monaco tibetano parli pubblicamente degli abusi nella sua comunità. Ma sul video che sta scandalizzando il mondo, sul Dalai Lama che invita un bambino indiano a succhiargli la lingua, Peljor invita a riflettere.
“Mi hanno mandato la versione breve giorni fa (il video è del 1 marzo, ndr). Sulle prime sono rimasto scioccato, mi sembrava di impazzire, ero schifato. Mi ha fatto veramente male. Non riuscivo a togliermi quell’immagine dalla testa. Poi ho letto un articolo molto equilibrato sul settimanale Spiegel. E ho cercato la versione integrale del video”.
E?
“È interessante perché gli indiani che hanno caricato il video integrale lo ha corredato una serie di emoji con abbracci e cose simili. Io l’ho trovato comunque disturbante e non accettabile, ma forse all’inizio - anche da chi ha caricato il video - è stato interpretato come uno scherzo, un gesto affettuoso. Lei deve sapere che il Dalai Lama è una personalità molto calorosa, goliardica, che spesso cerca il contatto fisico”.
“Ho conosciuto il Dalai Lama, posso testimoniare che ha sempre la tendenza allo scherzo, al contatto fisico, me lo ricordo con i nativi americani che prendeva i gioielli che avevano indosso e se li portava a pochi centimetri dagli occhi, ridendo. Altre volte prendeva i capelli di qualcuno e se li metteva sul mento, come una barba. A volte, nel tentativo di esprimere vicinanza, può superare qualche confine. Questa volta, indubbiamente, è successo. Ma bisogna indagare sulle sue intenzioni”.
Come sta reagendo la comunità buddista?
“È spaccata tra chi lo condanna senza appello - “schifoso, ributtante” - e chi cerca di difenderlo. Ma bisogna dire subito che chi lo difende sostenendo che quel gesto sia un normale gesto di saluto nell’antico Tibet, sbaglia. Il tradizionale saluto con la lingua non c’entra assolutamente niente con un invito a ‘succhiare la lingua’”.
“Come faccio a giudicare se qualcuno è pedofilo? Non sono uno psichiatra. Ma io, in tanti anni, non l’ho visto mai fino ad ora commettere un gesto pedofilo. Però quello che vorrei sapere, quello che mi angoscia è: come sta il bambino, come stanno i genitori?”.
Cosa succederà adesso con il prezioso lavoro del suo blog, con le denunce per abusi sessuali nel buddismo tibetano?
“Quando ho visto il video mi sono detto che anche da quel punto di vista è un dramma. Perché una comunità polarizzata tra colpevolisti e innocentisti sul Dalai Lama non ha la serenità per costruire ponti e discutere degli abusi nei monasteri e nella comunità”.