Germania, intervista a Nils Schmid: "La missione di Macron in Cina è fallita. Von der Leyen trattata come un soprammobile"
di Tonia Mastrobuoni , di Tonia MastrobuoniIn Germania l'intervista in cui Emmanuel Macron mette in guardia l'Europa dal diventare "vassalla" degli Stati Uniti e in cui invita a non seguire "le consegne altrui" su Taiwan, ha suscitato una bufera. Critiche sono piovute dalla maggioranza e dall'opposizione. E in quest'intervista con Repubblica, il responsabile Esteri della Spd, Nils Schmid, spiega perché Berlino ritiene "fallita" la missione del presidente francese in Cina e perché è un peccato per l'Europa: "Ursula von der Leyen è stata trattata come un soprammobile. E Macron lo ha consentito".
In Germania l'intervista in cui Emmanuel Macron mette in guardia l'Europa dal diventare "vassalla" degli Stati Uniti e in cui invita a non seguire "le consegne altrui" su Taiwan, ha suscitato una bufera. Critiche sono piovute dalla maggioranza e dall'opposizione. E in quest'intervista con Repubblica, il responsabile Esteri della Spd, Nils Schmid, spiega perché Berlino ritiene "fallita" la missione del presidente francese in Cina e perché è un peccato per l'Europa: "Ursula von der Leyen è stata trattata come un soprammobile. E Macron lo ha consentito".
"Non ho trovato l'intervista di per sé problematica, nella versione integrale è chiaro che si tratta della solita posizione di Macron, in cui parla del mondo multipolare e della necessità di una maggiore sovranità europea - peraltro condivisa dalla Germania. Il problema, in particolare, è il passaggio su Taiwan. Ma anche come è andato il viaggio. Anzitutto, è sbagliato dare l'impressione che per noi europei non sia importante cosa succederà con Taiwan. Noi siamo chiaramente dalla parte degli Stati Uniti, anzi, di Taiwan, quando afferma di non voler essere inghiottita dalla Cina".
Cosa vuol dire che il problema è il viaggio in sé?
"Che l'idea, di per sé ottima, di portarsi la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, si è rivelata un fallimento. I cinesi l'hanno ignorata, e lui lo ha consentito. L'hanno trattata come fosse un soprammobile. L'idea invece doveva essere quella di rilanciare l'Europa e di segnalare che non esiste una politica nazionale, bensì europea con la Cina. E invece Macron ha dato l'opportunità ai cinesi di mostrare che dell'Europa non gliene importa nulla e che puntano a rapporti bilaterali".
Ma anche Scholz è andato in Cina, è stato il primo leader occidentale dopo la pandemia ad andare a Pechino - e ci è andato senza la Ue e dopo aver firmato un controverso accordo sul Porto di Amburgo.
"Appunto: Scholz non è partito con lo stesso intento, con la stessa idea di una missione comune europea, e non ha firmato grandi accordi a Pechino né si è portato una grande delegazione di imprenditori e top manager. E in conferenza stampa ha criticato le violazioni dei diritti umani e ha difeso Taiwan. Invece Macron si è comportato come se con la Cina fosse tutto "business as usual". E non ha ottenuto molto. Anzi, la cosa tragica è che il senso del viaggio si è trasformato nel suo opposto: alla fine ha dato persino l'impressione che la Francia e l'Europa si distanziassero dagli Stati Uniti. Ma in realtà lui nell'intervista lo dice: non può esserci un'equidistanza dell'Europa dalla Cina e dagli Stati Uniti. E lo ha ribadito ieri nella rettifica.
"È vero ma credo che il risultato sarà simile alla strategia sulla Cina annunciata nel contratto di coalizione, sarà come Olaf Scholz ha scritto in un commento recente su un giornale: non un atteggiamento aggressivo, non un decoupling, non un atteggiamento anticinese, ma di "derisking". Peraltro ormai è un termine che usano tutti".
Pensa che Macron volesse distrarre con la missione in Cina dai suoi problemi interni?
"Sì, probabilmente voleva sfruttare il palcoscenico internazionale per mostrare l'importanza della Francia. E la mia impressione è che lui sia convinto che da presidente a presidente si possano cambiare le cose. Ma non ha funzionato con Putin e non ha funzionato con Trump. Non funziona quando i conflitti sono troppo enormi".
Pensa che abbia voluto favorire l'avvio di colloqui di pace con l'Ucraina?
"Penso che si sia illuso con il diretto contatto con Xi di far avanzare il negoziato diretto sull'Ucraina. Ma non mi pare ci siano segnali che Xi farà qualcosa per l'Ucraina, si è chiaramente schierato dalla parte della Russia. Non c'è stato il gesto verso l'Ucraina che Macron, forse, si aspettava".
Questo episodio peggiorerà ulteriormente i rapporti tra Francia e Germania che sono piuttosto difficili da mesi?
"No, non c'è nessuna crisi Germania-Francia. Anche Scholz sottoscrive l'idea macroniana della sovranità europea. Però questo episodio dimostra quanto è importante coordinarsi su queste missioni in Cina".