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Israele, il passo indietro di Netanyahu: annullato il licenziamento di Gallant, il ministro della Difesa

Poco più di due settimane dopo averlo estromesso dall'esecutivo, il premier ha dichiarato il suo reintegro. Complici le estese proteste di piazza
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GERUSALEMME - Passo indietro del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: poco più di due settimane dopo aver annunciato il licenziamento del Ministro della Difesa Yoav Gallant, in un discorso alla nazione il premier ieri ne ha dichiarato il reintegro, sostenendo di aver messo da parte i dissapori. Mentre ha attaccato l'opposizione, indicandola come responsabile delle minacce alla sicurezza di Israele.
"Abbiamo le nostre differenze di vedute, anche serie", ha detto Netanyahu di Gallant. "Ma ho deciso di metterle alle spalle".

Le proteste

Il 26 marzo, il comunicato di Netanyahu in cui rivelava di aver sollevato Gallant dall'incarico aveva scatenato proteste senza precedenti nella s…

GERUSALEMME - Passo indietro del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: poco più di due settimane dopo aver annunciato il licenziamento del Ministro della Difesa Yoav Gallant, in un discorso alla nazione il premier ieri ne ha dichiarato il reintegro, sostenendo di aver messo da parte i dissapori. Mentre ha attaccato l'opposizione, indicandola come responsabile delle minacce alla sicurezza di Israele.
"Abbiamo le nostre differenze di vedute, anche serie", ha detto Netanyahu di Gallant. "Ma ho deciso di metterle alle spalle".

Le proteste

Il 26 marzo, il comunicato di Netanyahu in cui rivelava di aver sollevato Gallant dall'incarico aveva scatenato proteste senza precedenti nella storia di Israele. Il giorno prima, l'ex generale aveva chiesto pubblicamente che venisse interrotto l'iter di approvazione della controversa riforma della giustizia portata avanti dal governo, per le fratture causate nella società israeliana e, per la prima volta, anche nell'esercito.

Nelle settimane precedenti infatti migliaia di riservisti, inclusi moltissimi membri di unità di élite e piloti, avevano annunciato che non si sarebbero presentati per il servizio. Nelle ore successive al licenziamento di Gallant, nonostante l'annuncio a sera inoltrata, decine di migliaia di israeliani erano scesi in piazza per protestare, come già nelle settimane precedenti. La mattina dopo sindacati e persino alcune aziende hanno dichiarato uno sciopero generale, bloccando il Paese e spingendo la maggioranza a fermare l'approvazione della riforma per iniziare le trattative con l'opposizione.

Gli scontri ad al Aqsa

Se gli incontri tra le delegazioni non hanno finora portato grandi frutti (con la Knesset che è comunque chiusa per le vacanze in occasione di Pesach - la Pasqua ebraica, attualmente in corso - e delle ricorrenze nazionali che nelle prossime settimane commemoreranno i caduti della Shoah e delle guerre, e celebreranno l'Indipendenza), nel frattempo Israele si è ritrovata in mezzo a un'escalation in materia di sicurezza.

La settimana scorsa si sono registrati scontri violenti tra polizia israeliana e palestinesi alla moschea di Al Aqsa a Gerusalemme, e nei giorni successivi decine di razzi sono stati sparati da Gaza, dal Libano e della Siria verso il territorio dello Stato ebraico, che in risposta ha condotto diverse incursioni aeree nelle tre aree, soprattutto contro obiettivi di Hamas, considerato il responsabile degli attacchi. Venerdì, una madre e due sorelle sono state uccise in un attentato nella valle del Giordano, mentre la sera un attacco veicolare a Tel Aviv ha ucciso l'avvocato italiano Alessandro Parini.

Le polemiche con l'opposizione

La situazione ha reso la situazione precaria di Gallant (che non ha mai ricevuto una lettera di licenziamento ufficiale e ha quindi continuato a svolgere le sue funzioni) ancora più problematica. Da qui la decisione di annullare il licenziamento. Secondo Netanyahu, la responsabilità dell'escalation ricade sul precedente governo (l'inizio della recrudescenza degli attentati risale alla primavera scorsa). "Il nostro Paese è sotto attacco da parte del terrorismo," ha detto ieri sera. "Ma l'ondata non è iniziata adesso. Sotto il governo precedente, il numero di attacchi terroristici è raddoppiato".

Il premier ha anche accusato le opposizioni di aver indebolito l'immagine del Paese, offrendo ai suoi avversari un incentivo a colpire. "Quando dichiari che lo Stato di Israele sta crollando, come pensi che lo interpretino i nostri nemici?" le parole di Netanyahu. Dichiarazioni che sono state aspramente criticate dall'ex premier e leader dell'opposizione Yair Lapid. "Invece di tenere una conferenza stampa e incolpare gli altri per i problemi causati dal loro governo estremista e fallito, è giunto il momento che Netanyahu e i suoi ministri finalmente si assumano le loro responsabilità", ha detto Lapid.



Pochi commenti al discorso di Netanyahu da parte degli altri esponenti della maggioranza, inclusi di coloro che avevano lodato il licenziamento di Gallant, come il leader del partito religioso nazionalista Potere Ebraico Itamar Ben Gvir. Un segno di quanto tanto la situazione del paese - e quella delle dinamiche della maggioranza - sia complicata.