Cina-Usa, Macron corregge il tiro: "Nessuna equidistanza". Ma a Berlino è polemica per le parole del leader francese sull'Ue
dalle nostre corrispondenti Anais Ginori , Tonia Mastrobuoni , dalle nostre corrispondenti Anais Ginori, Tonia MastrobuoniPARIGI - BERLINO - L'Eliseo è costretto a diramare una nota per precisare la posizione di Emmanuel Macron dopo l'intervista in cui, dal ritorno dal viaggio in Cina, ha invitato gli europei a non diventare "vassalli" degli Stati Uniti. Nessuna "equidistanza" della Francia tra Usa e Cina, sostiene ora l'entourage del leader francese. "Gli Stati Uniti sono nostri alleati, condividiamo valori comuni - prosegue la nota - . La Cina è allo stesso tempo un partner, un concorrente e un rivale sistemico con cui vogliamo costruire un'agenda comune per ridurre le tensioni e affrontare le principali questioni globali e internazionali".
PARIGI - BERLINO - L'Eliseo è costretto a diramare una nota per precisare la posizione di Emmanuel Macron dopo l'intervista in cui, dal ritorno dal viaggio in Cina, ha invitato gli europei a non diventare "vassalli" degli Stati Uniti. Nessuna "equidistanza" della Francia tra Usa e Cina, sostiene ora l'entourage del leader francese. "Gli Stati Uniti sono nostri alleati, condividiamo valori comuni - prosegue la nota - . La Cina è allo stesso tempo un partner, un concorrente e un rivale sistemico con cui vogliamo costruire un'agenda comune per ridurre le tensioni e affrontare le principali questioni globali e internazionali".
Il nodo Taiwan
Le dichiarazioni che hanno più fatto scalpore sono quelle a proposito delle tensioni su Taiwan. "La cosa peggiore - ha detto Macron a Politico e Les Echos - sarebbe pensare che noi europei dovremmo solo seguire e adattarci al ritmo americano e a una sovrareazione cinese". Ora l'Eliseo sottolinea che la linea di Macron su Taiwan rimane costante: "Sosteniamo lo status quo e manteniamo gli scambi e la cooperazione con Taiwan, che è un sistema democratico riconosciuto". Il leader francese, sostiene la nota, avrebbe detto " chiaramente al presidente Xi Jinping che la questione di Taiwan deve essere affrontata attraverso il dialogo ".
A proposito del conflitto in Ucraina, puntualizza la nota, l'obiettivo della missione di Macron in Cina era "preservare la stabilità dell'ordine internazionale, impedendo così il coinvolgimento della Cina nella guerra in Ucraina e coinvolgendola negli sforzi per negoziare una soluzione duratura ". Un obiettivo, presica ancora l'Eliseo, di cui Macron aveva parlato con Joe Biden prima di arrivare a Pechino. Nessuno strappo, insistono quindi a Parigi. Con il leader Usa, è il ragionamento, Macron ha concordato anche sull'esigenza di " mantenere un Indo-Pacifico aperto, basato sul rispetto delle regole internazionali e sulla cooperazione di fronte alle sfide globali".
La reazione tedesca
In Germania l'intervista di Emmanuel Macron ha avuto l'effetto di una bomba. Il colloquio, registrato sul volo di ritorno dalla missione in Cina, ha suscitato le ire di esponenti della maggioranza e dell'opposizione. E rischia di scavare un fossato ancora più profondo nei già complicati rapporti tra Parigi e Berlino. Oppure di aprire un nuovo fronte interno al governo Scholz: i Verdi e la Spd litigano da mesi sull'atteggiamento da tenere nei confronti di Pechino. "Macron sembra aver perso il senno": Norbert Roettgen, ex ministro dei governi Merkel, grande esperto geopolitico della Cdu, ha dato sfogo in un'intervista a Bild al suo sgomento per l'intervista a Macron. "Mentre gli Stati Uniti - e non Francia e Germania - sostengono principalmente l'Ucraina, difendendo l'Europa, Macron pretende di voltare le spalle agli Usa. E mentre la Cina fa le prove di un attacco a Taiwan, Macron pretende un avvicinamento alla Cina".
L'attacco di Weber
Durissimo anche il presidente del Ppe, il tedesco Manfred Weber (Csu), che ha paventato il rischio di un crollo della credibilità per Macron "se uno pretende la sovranità per l'Europa e poi firma nel frattempo qualsiasi accordo che si riesce a sottoscrivere con la Cina". Il politico conservatore bavarese è sicuro che "in questo modo i vertici cinesi non rispetteranno gli europei".
Ma le bordate contro le dichiarazioni di Macron non sono piaciute neanche al partito del cancelliere e ai suoi partner di governo, almeno stando alle dichiarazioni dell'esperto di politica estera della Spd Metin Hakverdi: "Dinanzi alla Cina, l'Occidente - dunque l'Europa e gli Stati Uniti - deve sempre cercare di mostrarsi unito e non spaccato". Per Hakverdi è "un grave errore" farsi dividere da Pechino. Anche per il partner al governo della Spd, il segretario generale della Fdp, Bjian Djir-Sarai, l'intervista di Macron è stata una cattiva idea: "Viviamo in un mondo pericoloso. Gli Stati Uniti e l'Europa dovrebbero coordinarsi in modo stretto".
Alle polemiche Macron risponderà probabilmente anche oggi, in occasione di un'altra visita di Stato: direzione Amsterdam e l'Aja con la première dame Brigitte per due giorni di incontri tra la famiglia reale e "l'amico" premier Mark Rutte. Nel pomeriggio Macron farà un discorso sulla "sicurezza industriale ed economica" dell'Ue. Sul tavolo molti progetti di cooperazione bilaterale nell'industria e la difesa, ma anche discussioni sul "patto verde" per accelerare gli investimenti nella transizione ecologica dell'Ue.