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Al via le esercitazioni navali Usa-Filippine, per la prima volta con proiettili veri

(afp)
 L’esercitazione, sebbene prevista da tempo, segue di appena tre giorni manovre miliari cinesi senza precedenti intorno a Taiwan. La Cina ha immediatamente protestato per le manovre congiunte, ammonendo i governi di Washington e Manila a “non interferire nelle dispute” della regione
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LONDRA – Le forze navali di Filippine e Stati Uniti hanno iniziato stamani le loro più grandi esercitazioni congiunte nell’oceano Pacifico, un appuntamento annuale che per la prima volta include addestramento con proiettili veri. La Cina ha immediatamente protestato per le manovre congiunte, ammonendo i governi di Washington e Manila a “non interferire nelle dispute” della regione e a “non danneggiare i diritti e gli interessi” di Pechino. Ma l’esercitazione, sebbene prevista da tempo, segue di appena tre giorni manovre miliari cinesi senza precedenti intorno a Taiwan, un “wargame” che ha compreso tattiche per colpire l’isola con attacchi di precisione e per imporle un blocco navale. Tempi e modalità danno dunque all’esercizio militare di Usa e Filippine il tono di una reazione alla crescente aggressività della Cina verso Taiwan e di un monito che l’Occidente non permetterà l’uso …

LONDRA – Le forze navali di Filippine e Stati Uniti hanno iniziato stamani le loro più grandi esercitazioni congiunte nell’oceano Pacifico, un appuntamento annuale che per la prima volta include addestramento con proiettili veri. La Cina ha immediatamente protestato per le manovre congiunte, ammonendo i governi di Washington e Manila a “non interferire nelle dispute” della regione e a “non danneggiare i diritti e gli interessi” di Pechino. Ma l’esercitazione, sebbene prevista da tempo, segue di appena tre giorni manovre miliari cinesi senza precedenti intorno a Taiwan, un “wargame” che ha compreso tattiche per colpire l’isola con attacchi di precisione e per imporle un blocco navale. Tempi e modalità danno dunque all’esercizio militare di Usa e Filippine il tono di una reazione alla crescente aggressività della Cina verso Taiwan e di un monito che l’Occidente non permetterà l’uso della forza nella disputa tra Pechino e Taipei.

L’iniziativa sottolinea anche il miglioramento dei rapporti tra Washington e Manila dopo la vittoria elettorale e l’ascesa al potere del presidente Ferdinand Marcos junior, i cui predecessori avevano ridotto l’entità delle esercitazioni militari con gli Stati Uniti per seguire legami più stretti con Pechino. Chiamate “Balikatan”, ovvero esercitazioni “spalla a spalla”, le manovre dureranno tre settimane, coinvolgendo 17 mila soldati e marinai americani e filippini. “Lo scopo è di addestrarsi a tecniche e procedure navali”, afferma il generale Marvin Lucudine, direttore delle esercitazioni per la parte filippina. Le manovre, gli fa eco il generale Eric Austin, direttore per la parte americana, “mirano ad assicurare che i nostri Paesi sono pronti a reagire insieme alle sfide globali”. Nel corso dell’esercitazione verrà anche affondata una vecchia nave militare filippina. Il presidente Marcos assisterà personalmente a parte delle manovre.

I giochi di guerra cinesi dei giorni scorsi erano sembrati a loro volta una risposta per l’incontro fra Tsai Ing-wen, la presidente di Taiwan, e Kevin McCarthy, lo Speaker della camera dei rappresentanti Usa, la settimana passata a Los Angeles. Pechino considera Taiwan come proprio territorio, una pretesa respinta dal governo democraticamente eletto dell’isola, indipendente dalla rivoluzione comunista di Mao nel 1949 e appoggiato da Washington.

Eletto presidente con un’ampia maggioranza nel 2022, Ferdinand Marcos junior è figlio di Ferdinand Marcos senior, il dittatore che governò le Filippine dal 1965 al 1986, quando fu deposto da una rivolta popolare e fuggì in esilio alle Hawaii insieme alla moglie Imelda, famosa per la sua collezione di migliaia di scarpe. Marcos senior è morto a Honolulu nel 1989. Dopo la scomparsa del marito, nel 1991 l’ex-first lady Imelda è tornata nelle Filippime, dove si è candidata lei stessa più volte senza successo alla presidenza ed è stata eletta deputato.