La nave russa armata con i missili ipersonici è in arrivo nel Mediterraneo
Gianluca Di Feo , Gianluca Di FeoIl confronto tra marina russa e flotta Nato nel Mediterraneo nei prossimi giorni è destinato a riprendere vigore. La fregata “Ammiraglio Gorshkov” infatti sta percorrendo il canale di Suez diretta a Nord, accompagnata dal rifornitore Kama: diversi mercantili l’hanno fotografata, notando anche la grande Z dipinta sulla fiancata. Si tratta di una presenza straordinaria: è l’unica nave al mondo armata con missili ipersonici, esibita dal Cremlino come manifesto della sua superiorità tecnologica.
Un lungo tour di propaganda
La “Ammiraglio Gorshkov” è reduce da una crociera lunghissima. È salpata dall’estrema punta della Penisola scandinava lo scorso 4 gennaio ed ha compiuto un tour di propaganda clamoroso. Dopo avere attraversato la Manica, ha puntato verso le Bermuda e fatto prove dei missili Zircon - senza lanci reali - a distanza utile per colpire le coste statunitensi. Poi ha proseguito verso sud e si …
Il confronto tra marina russa e flotta Nato nel Mediterraneo nei prossimi giorni è destinato a riprendere vigore. La fregata “Ammiraglio Gorshkov” infatti sta percorrendo il canale di Suez diretta a Nord, accompagnata dal rifornitore Kama: diversi mercantili l’hanno fotografata, notando anche la grande Z dipinta sulla fiancata. Si tratta di una presenza straordinaria: è l’unica nave al mondo armata con missili ipersonici, esibita dal Cremlino come manifesto della sua superiorità tecnologica.
Un lungo tour di propaganda
La “Ammiraglio Gorshkov” è reduce da una crociera lunghissima. È salpata dall’estrema punta della Penisola scandinava lo scorso 4 gennaio ed ha compiuto un tour di propaganda clamoroso. Dopo avere attraversato la Manica, ha puntato verso le Bermuda e fatto prove dei missili Zircon - senza lanci reali - a distanza utile per colpire le coste statunitensi. Poi ha proseguito verso sud e si è fermata a Città del Capo per un’esercitazione congiunta con navi della Cina e del Sud Africa, uno dei Paesi “non allineati” che Mosca cerca di avvicinare in funzione anti-occidentale. A marzo una nuova operazione internazionale nel Golfo di Oman, sempre con unità cinesi a cui si è aggiunta una fregata iraniana. Infine nei giorni scorsi la tappa più sorprendente: una visita nel porto saudita di Jeddah, la prima nel Regno dopo oltre dieci anni. Un’iniziativa assolutamente inusuale che ha dato molto fastidio alla diplomazia statunitense.
Verso il Mediterraneo
Adesso dopo questo lungo la tour la “Ammiraglio Gorshkov” sosterà nella base siriana di Tartous per dare riposo all’equipaggio. Poi inizierà la navigazione nel Mediterraneo per “ombreggiare” la flotta statunitense e in particolare la portaerei Bush. Ma anche l’Alleanza Atlantica è ansiosa di ottenere informazioni sui sistemi elettronici usati per la gestione dei missili Zircon: queste armi possono toccare la velocità di 10 mila chilometri l’ora e superare le barriere della contraerea americana. Per questo l’intelligence Nato è interessata a qualsiasi informazione possa permettere di decifrare le frequenze dei Zircon.
Non è escluso che - per evitare intrusioni dei sottomarini occidentali - al suo arrivo a Suez la “Ammiraglio Gorshkov” venga scortata dal sottomarino Krasnodar, salpato pochi giorni fa da Tartous: un battello della classe Kilo particolarmente insidioso. Ma anche i vertici della Marina di Mosca sfrutteranno la presenza della fregata per testare in condizioni reali gli apparati appena installati a bordo: ci saranno duelli di radar e contromisure elettroniche, come ne avvengono quasi tutti i mesi nelle acque tra Sicilia e Siria. Anche per questo, la scorsa settimana il Pentagono ha annunciato che la portaerei “H. W. Bush” prolungherà il pattugliamento del Mediterraneo, in attesa che la Gerald Ford sia pronta a sostituirla: è chiaro che la Casa Bianca non intende lasciare sguarnito questo bacino, diventato dal giorno dell’invasione il secondo fronte del conflitto.