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Qatargate, Eva Kaili ai domiciliari: “Ritrovo la mia bambina. Non ho commesso reati”

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L’ex vicepresidente dell’Europarlamento, in carcere da 4 mesi, tornerà a casa con il braccialetto elettronico
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MILANO - "Aspetto con impazienza che venga trovato il braccialetto elettronico per uscire di prigione. Il primo giorno voglio soltanto stare a casa con mia figlia. Tutto il giorno con lei. Da gennaio a oggi l'ho vista soltanto due volte al mese. Resterò a Bruxelles, continuerò a combattere per la mia innocenza". La notizia è arrivata ieri: presto, forse già domani, al più tardi lunedì, l'ex vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili, 44 anni, madre di una bambina di due, la politica al centro del "Qatargate", lascerà la prigione di Haren, alla periferia settentrionale della capitale belga, dov'è detenuta da oltre quattro mesi.

La prima a entrare, l'ultima a uscire, visto che gli altri protagonisti al centro dello scandalo delle euromazzette hanno già percorso diversi destini. E nel giorno della decisione dei magistrati - arresti domiciliari con braccialetto elettronico - Kaili affi…

MILANO - "Aspetto con impazienza che venga trovato il braccialetto elettronico per uscire di prigione. Il primo giorno voglio soltanto stare a casa con mia figlia. Tutto il giorno con lei. Da gennaio a oggi l'ho vista soltanto due volte al mese. Resterò a Bruxelles, continuerò a combattere per la mia innocenza". La notizia è arrivata ieri: presto, forse già domani, al più tardi lunedì, l'ex vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili, 44 anni, madre di una bambina di due, la politica al centro del "Qatargate", lascerà la prigione di Haren, alla periferia settentrionale della capitale belga, dov'è detenuta da oltre quattro mesi.

La prima a entrare, l'ultima a uscire, visto che gli altri protagonisti al centro dello scandalo delle euromazzette hanno già percorso diversi destini. E nel giorno della decisione dei magistrati - arresti domiciliari con braccialetto elettronico - Kaili affida al suo avvocato Michalis Dimitrakopoulos queste parole, a partire dalla speranza di trascorrere tutto il tempo possibile con la sua bambina. Ma anche la determinazione nel difendersi dalle accuse. 

Eva Kaili dovrà restare in Belgio. Potrà fare rientro nella sua abituazione di Rue Wiertz, nell'appartamento che condividerà con la figlia ma non con il compagno Francesco Giorgi (anche lui scarcerato e col braccialetto): "Vivranno separati", precisa il legale. Che aggiunge: "Lei tornerà in Grecia soltanto quando la Corte dichiarerà la sua innocenza. Ma dopo quattro mesi e mezzo siamo felici. Il nostro obiettivo adesso è convincere il giudice Claise e il procuratore federale Malagnini che lei è innocente". 

Era la mattina del 9 dicembre scorso quando la politica greca venne arrestata in flagranza di reato, con valigie piene di denaro contante in casa. La polizia fermò anche il padre, subito rilasciato, che stava scappando con una valigia piena di soldi. Kaili è stata accusata, come il suo compagno, l'assistente parlamentare Francesco Giorgi, di associazione criminale, corruzione e riciclaggio per aver prestato il fianco all'ex eurodeputato Antonio Panzeri aiutandolo a mettere in piedi un giro di soldi sporchi tra Bruxelles, Doha e Rabat per influenzare le politiche comunitarie. La sua scarcerazione rappresenta una nuova svolta in una settimana segnata dal rilascio, sempre ai domiciliari sotto sorveglianza elettronica, di Panzeri (forte di un accordo da pentito che gli assicura una pena di un anno di detenzione) e dell'eurodeputato belga Marc Tarabella, arrestato a febbraio come l'altro eurodeputato ex Pd Andrea Cozzolino, ai domiciliari a Napoli. Entrambi accomunati, come Kaili, dal netto rifiuto di tutte le accuse.

"Kaili esce di prigione a testa alta e con dignità, non ha confessato reati che non ha commesso", continua il suo avvocato. "La mia opinione in questo caso contro di lei è che ha anche dei fattori politici molto seri che saranno evidenziati in futuro". Cosa intende? "Risponderò in futuro, non adesso". 

Domani, intanto, i giudici belgi che hanno istruito l'indagine sono attesi a Milano per un vertice in Procura. Ci saranno il procuratore Marcello Viola e gli investigatori della Guardia di Finanza. Uno scambio di informazioni utile per la costola milanese dell'inchiesta: un fascicolo per riciclaggio è stato infatti aperto a carico di due presunti prestanome di Giorgi. Gli accertamenti, da quanto si sa finora, riguardano un giro di soldi per 300mila euro.