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Shinawatra, la figlia d’arte in campo per cacciare i militari. La Thailandia ci spera

Paetongtarn Shinawatra sul palco di un comizio del suo partito, il Pheu Thai, a Bangkok (afp)

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La 36enne incinta all’ottavo mese e erede dell’ex primo ministro Thaksin potrebbe spuntarla alle elezioni del 14 maggio in coalizione con il movimento dei giovani
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CHENNAI - È incinta all'ottavo mese del secondo figlio, non ha esperienza politica diretta tranne una laurea in Scienze politiche e un master in hotel management ed ha solo 36 anni, metà dei suoi due sfidanti golpisti. Eppure, Paetongtarn Shinawatra, soprannominata "Ung-Ing", è data per vincente nei sondaggi sul voto in Thailandia il prossimo 14 maggio. Ed è lei la miglior speranza di chi crede nella democrazia contro i militari aggrappati al potere da ormai nove anni.

La strada è irta di trabocchetti politici e di alleanze magmatiche per conquistare i 52 milioni di voti per eleggere 500 parlamentari. Ma il mese prossimo la giovane candidata del partito Pheu Thai, dato al 50 % nei sondaggi, potrebbe diventare la terza donna premier a partorire, dopo Benazir Bhutto nel 1990 in Pakistan e Jacinda Ardern in Nuova Zelanda nel 2018. 

CHENNAI - È incinta all'ottavo mese del secondo figlio, non ha esperienza politica diretta tranne una laurea in Scienze politiche e un master in hotel management ed ha solo 36 anni, metà dei suoi due sfidanti golpisti. Eppure, Paetongtarn Shinawatra, soprannominata "Ung-Ing", è data per vincente nei sondaggi sul voto in Thailandia il prossimo 14 maggio. Ed è lei la miglior speranza di chi crede nella democrazia contro i militari aggrappati al potere da ormai nove anni.

La strada è irta di trabocchetti politici e di alleanze magmatiche per conquistare i 52 milioni di voti per eleggere 500 parlamentari. Ma il mese prossimo la giovane candidata del partito Pheu Thai, dato al 50 % nei sondaggi, potrebbe diventare la terza donna premier a partorire, dopo Benazir Bhutto nel 1990 in Pakistan e Jacinda Ardern in Nuova Zelanda nel 2018. 

La più piccola di tre fratelli, "Ung-Ing" è cresciuta nelle scuole private del centro di Bangkok, abbeverandosi di politica mentre accompagnava il padre nelle trasferte come ministro degli Esteri. Era all'università quando vide i carrarmati invadere le strade nel golpe contro il padre, cosa che la spinse a trasferirsi all'Università del Surrey, diventando un'executive dell'impero finanziario di famiglia. Ed ora è il suo turno in politica.

Il prossimo premier affronterà una sfida impegnativa. La Thailandia nel 2022 ha sofferto di una crescita di appena il 2,8%, con previsioni pessimistiche per il 2023. L'economia è stagnante anche per le troppe spese militari. Gli elettori sono delusi dagli scandali di corruzione della giunta e della sua gestione fallimentare della crisi pandemica, che ha decimato un'industria del turismo che dava lavoro al 12 % della popolazione, alimentando il 12 % del Pil. 

Per vincere, Shinawatra punta sull'effetto nostalgia della Thaksinomics, le riforme del padre, il tycoon delle telecomunicazioni che andò al potere nel 2001 risollevando l'economia con una miscela di prestiti agevolati e una moratoria sui debiti per gli agricoltori, oltre a sussidi per il prezzo del carburante. Ciò gli valse la fedeltà delle zone rurali, inimicandogli le élite e i militari che lo misero in fuga con il colpo di stato. Fuggito in Europa, Thaksin si comprò il Manchester City, assumendo come allenatore pure Sven-Goran Eriksson. E manovrò il partito da lontano. Nel 2008 fece eleggere premier, brevemente, suo cognato. Tra il 2011 e il 2014 fu premier la sorella Yingluck, prima di un altro colpo di stato. Una dinastia politica, quella dei Shinawatra, proprio come i Gandhi in India, i Bandaranaike nello Sri Lanka, i Bhutto in Pakistan.

Oltre a contare sulla nostalgia dinastica, "Ung-Ing" raccoglie la simpatia di tante madri lavoratrici, e mira al voto indispensabile dei giovani. Le proteste di piazza del 2020 per riformare la Costituzione, l'esercito e le severissime leggi sulla lesa maestà furono represse con violenza. Oggi più di 1.800 ragazzi sono sotto processo, di cui 280 minorenni, e 41 con meno di 15 anni, come denuncia Human Rights Watch. Ma anche se i numeri sui social promettono bene per Shinawatra, nei sondaggi i giovani preferiscono "Move Forward", erede del Nuovo Futuro, partito sciolto dai golpisti nel 2020. 

Quella che si profila, dunque, è l'ipotesi di una coalizione del partito di Shinawatra con il movimento dei giovani per raccogliere quei 376 seggi parlamentari necessari ad insediare un premier. Il gioco è complesso. La Costituzione golpista del 2017 ha installato 250 senatori nominati dal premier in carica, quel Prayut Chan-ocha che ora si ricandida con un nuovo partito. Per governare bisogna avere il 75% della somma dei 500 parlamentari più i 250 senatori non eletti. Ma anche i golpisti si sono divisi in due partiti che potrebbero riallacciarsi dopo il voto. 

La sfida è sul terreno del populismo. Shinawatra propone di rilanciare la Thailandia raddoppiando il salario minimo a 16 euro al giorno, investendo nella sanità e riducendo i costi dei trasporti pubblici. Mentre il partito dei militari, il Palang Pracharath, risponde con un reddito di cittadinanza da 17 euro al giorno, e la United Thai Nation dell'attuale premier ne promette addirittura uno da 25 euro al giorno. Ma oltre alle promesse per i lavoratori, ciò che fa credere a una schiacciante sconfitta dei golpisti è la voglia di democrazia che sembra attraversare l'elettorato thailandese.