La fuga di Uss: i quattro slavi e la scarsa vigilanza. “L’America non ci informò"
di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci , di Giuliano Foschini e Fabio TonacciRoma - Per come è stata ricostruita fino a oggi la fuga di Artem Uss è una lunga catena di errori e di sottovalutazioni che ha regalato all'Italia, per usare le parole di Enrico Borghi, il senatore del Partito democratico membro del Copasir, "una figuraccia internazionale". La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati i nomi di almeno quattro slavi che hanno contribuito alla fuga ma dalle indagini che stanno svolgendo i carabinieri - coordinati dal procuratore Marcello Viola e dal pm Giovanni Tarzia - emerge chiaramente che le responsabilità sono anche di chi avrebbe dovuto vigilare sul detenuto e invece non lo fatto.
Primo punto: dopo la decisione del tribunale di Milano di concedere i domiciliari a Uss nelle more del verdetto della Cassazione sull'estradizione chiesta dagli Stati Uniti, non è stato organizzato alcun servizio speciale di controllo nei confronti di un detenuto che, non fosse altro per la capacit&…
Roma - Per come è stata ricostruita fino a oggi la fuga di Artem Uss è una lunga catena di errori e di sottovalutazioni che ha regalato all'Italia, per usare le parole di Enrico Borghi, il senatore del Partito democratico membro del Copasir, "una figuraccia internazionale". La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati i nomi di almeno quattro slavi che hanno contribuito alla fuga ma dalle indagini che stanno svolgendo i carabinieri - coordinati dal procuratore Marcello Viola e dal pm Giovanni Tarzia - emerge chiaramente che le responsabilità sono anche di chi avrebbe dovuto vigilare sul detenuto e invece non lo fatto.
Primo punto: dopo la decisione del tribunale di Milano di concedere i domiciliari a Uss nelle more del verdetto della Cassazione sull'estradizione chiesta dagli Stati Uniti, non è stato organizzato alcun servizio speciale di controllo nei confronti di un detenuto che, non fosse altro per la capacità economica di cui disponeva, non era "comune". La vigilanza era affidata ai carabinieri di Basiglio, piccolo centro nella provincia di Milano, che lo controllavano a casa ogni 72 ore. Nessun uomo dei nostri Servizi era stato interessato della vicenda e questo perché, spiegano a Repubblica fonti di intelligence, "nessuno, né tantomeno il governo americano, ci aveva informato che Uss rappresentasse un problema per la sicurezza nazionale".