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Lula vola da Xi Jinping: il progetto di sostituire il dollaro con la moneta cinese

(reuters)

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Il leader di Pechino accoglie con cordialità il presidente brasiliano: sul tavolo accordi commerciali e crisi in Ucraina. Ma anche il piano per superare la "dipendenza" dal dollaro con il Novo Banco de Desenvolvimento, la banca dei Brics, guidato da Dilma Rousseff
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"Sono molto felice di vederti guarito, sei venuto appena ti sei ripreso e di questo ti ringrazio". Frasi di prammatica ma anche sincero affetto da parte del presidente Xi Jinping che accoglie personalmente Luiz Inácio Lula da Silva nella sua prima visita ufficiale in Cina. L'atmosfera è cordiale, la cerimonia attenta ai dettagli. Il leader della sinistra brasiliana è arrivato con un stuolo di ministri e di imprenditori per mettere a segno un pacchetto di accordi su settori vitali per entrambi i Paesi.

Il ritorno di Dilma

Il Brasile ha bisogno di rilanciare la sua economia e guarda con interesse a un rapporto con Pechino che considera prioritario se non privilegiato. Con Xi parlerà di geopolitica, di nuovo assetto internazionale, di sviluppi tecnologici, spaziali, informatici e di comunicazioni. Ma anche della guerra in Ucraina, delle sanzioni Usa inflitte alla Russia di Putin. Ha in mano la sua proposta di mediazione come atto fondatore del …

"Sono molto felice di vederti guarito, sei venuto appena ti sei ripreso e di questo ti ringrazio". Frasi di prammatica ma anche sincero affetto da parte del presidente Xi Jinping che accoglie personalmente Luiz Inácio Lula da Silva nella sua prima visita ufficiale in Cina. L'atmosfera è cordiale, la cerimonia attenta ai dettagli. Il leader della sinistra brasiliana è arrivato con un stuolo di ministri e di imprenditori per mettere a segno un pacchetto di accordi su settori vitali per entrambi i Paesi.

Il ritorno di Dilma

Il Brasile ha bisogno di rilanciare la sua economia e guarda con interesse a un rapporto con Pechino che considera prioritario se non privilegiato. Con Xi parlerà di geopolitica, di nuovo assetto internazionale, di sviluppi tecnologici, spaziali, informatici e di comunicazioni. Ma anche della guerra in Ucraina, delle sanzioni Usa inflitte alla Russia di Putin. Ha in mano la sua proposta di mediazione come atto fondatore del "Club della pace" su cui Lula punta molto. Ma ci sarà tempo di parlarne nelle prossime ore prima di riprendere il volo e rientrare a Brasilia. Sullo sfondo c'è l'altra grande prospettiva: adottare la moneta cinese e quella brasiliana nel fitto scambio commerciale racchiuso nei 15 accordi che sono già stati firmati dagli sherpa giunti a Pechino due giorni fa.

Superare la "dipendenza" dal dollaro. Rilanciare un'economia parallela che metta fuori gioco il biglietto verde e consenta alla Cina di entrare a pieno titolo, con lo yuan, nel continente sudamericano. Lula era stato chiaro sin da giovedì mattina quando era atterrato a Shanghai per inaugurare il Novo Banco de Desenvolvimento, (Ndb, nel suo acronimo inglese) alla guida del quale è stata nominata Dilma Rousseff come presidentessa. "Perché non possiamo alimentare il commercio sostenuti dalla nostra moneta?", si era chiesto nel suo discorso scritto che aveva poi continuato a braccio accolto subito da uno scroscio di applausi. "Chi ha deciso che deve essere il dollaro? Abbiamo bisogno di una moneta che trasformi i Paesi in una situazione un po' più pacifica. Oggi siamo costretti a correre dietro al dollaro per esportare".

Contro le politiche del Fmi

Ma Lula ha anche ammesso che non si tratta di un'operazione automatica. "È difficile, la gente non è abituata", ha riconosciuto. Si è quindi rivolto a Dilma che lo affiancava e che con l'incarico a dirigere la nuova banca dei Brics è tornata sulla scena internazionale dopo gli anni bui, trascorsi in silenzio e spesso chiusa in casa, seguiti alla sua destituzione con un impeachment che sapeva di golpe. "Adesso tocca a te", l'ha esortata il fondatore del Pt. "Impara dalla pazienza cinese". "I Brics", ha poi aggiunto, "possono lavorare con una moneta diversa. Penso, mi piace pensarlo, che il 21° secolo possa aiutarci, chissà, a fare le cose in modo diverso".

Lula ha voluto difendere l'istituzione della Ndb come alternativa al Fondo Monetario Internazionale. I Paesi, ha sostenuto, "hanno il diritto a indebitarsi, a investire, senza la pressione che devono affrontare oggi in caso di difficoltà". "Non è possibile soffocare le economie", ha aggiunto, "come sta facendo ora il Fmi con l'Argentina. Nessun governante può lavorare con il coltello alla gola perché hai dei debiti. Le banche devono essere pazienti e, se necessario, rinnovare gli accordi. Quando il Fondo o qualsiasi altro istituto concede dei prestiti a un paese del Terzo Mondo, chi lo fa si sente in diritto di comandare e amministrare il conto di quel Paese. Come se fosse normale che i Paesi diventino ostaggio di chi presta loro denaro".

La banca dei Brics

La Icbc cinese sarà la controparte della Ndb per effettuare la compensazione in yuan nel mercato brasiliano. Mercoledì ha già fatto la sua prima transazione in valuta cinese. La svolta impressa da Lula è vista con una certa apprensione negli Usa. A Washington temono di essere tagliati fuori da un mercato miliardario. Ma, sostenuti da esperti ed economisti, sanno anche che l'operazione è complicata. Viene accolta con un certo scetticismo dagli operatori finanziari internazionali. "Il commercio con valuta locale sarebbe molto più favorevole per la Cina che per il Brasile. La Cina intende rendere la sua valuta convertibile a livello globale", ricorda a Folha José Augusto de Castro, presidente dell'associazione per il commercio estero Aeb.

Difficile scalzare il dollaro che domina i mercati. La stragrande maggioranza delle holding e delle aziende mondiali continuano a usare il biglietto verde come punto di riferimento. Ma la visita di Lula a Pechino getta il primo seme di un meccanismo valutario che con la Banca dei Brics già coinvolge Russia, Cina, India e Sudafrica. Da proporre anche negli scambi tra i paesi del Mercosur: Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay.