"I miei 509 giorni da sola sottoterra": esce dalla grotta Beatriz Flamini, l'alpinista che ha sfidato l'estremo in Spagna
di Natasha Caragnano , di Natasha CaragnanoQuando l'alpinista spagnola Beatriz Flamini è entrata per la prima volta nella grotta di Los Gauchos, nella provincia di Granada, non era ancora scoppiata la guerra in Ucraina, la Regina Elisabetta II era ancora in vita e il mondo era ancora in piena pandemia. "Sono rimasta ferma al 21 Novembre 2021. Non so nulla di che cosa sia successo dopo nel mondo", ha ammesso uscendo da quella conca 70 metri sottoterra che per 509 giorni è stata la sua casa. Un anno, quattro mesi e 22 giorni senza contatti con il mondo esterno né riferimenti temporali di alcun tipo. "Ho smesso di contare in che giorno mi trovavo al 65esimo, secondo i miei calcoli", ha spiegato in conferenza stampa solo due ore dopo essere tornata alla luce del sole. L'impresa di Flamini fa parte di un progetto chiamato Timecave, ideato per studiare come se la sarebbe cavata una persona che fosse rimasta sottoterra da sola per così tanto tempo.
Quando l'alpinista spagnola Beatriz Flamini è entrata per la prima volta nella grotta di Los Gauchos, nella provincia di Granada, non era ancora scoppiata la guerra in Ucraina, la Regina Elisabetta II era ancora in vita e il mondo era ancora in piena pandemia. "Sono rimasta ferma al 21 Novembre 2021. Non so nulla di che cosa sia successo dopo nel mondo", ha ammesso uscendo da quella conca 70 metri sottoterra che per 509 giorni è stata la sua casa. Un anno, quattro mesi e 22 giorni senza contatti con il mondo esterno né riferimenti temporali di alcun tipo. "Ho smesso di contare in che giorno mi trovavo al 65esimo, secondo i miei calcoli", ha spiegato in conferenza stampa solo due ore dopo essere tornata alla luce del sole. L'impresa di Flamini fa parte di un progetto chiamato Timecave, ideato per studiare come se la sarebbe cavata una persona che fosse rimasta sottoterra da sola per così tanto tempo.
In questo lungo periodo l'unico ponte con il mondo per la 50enne madrilena è stato un router che le permetteva di mandare informazioni al team che l'assisteva dall'esterno. Un piccolo computer, assicura la squadra, con cui Flamini mandava sms e videomessaggi in caso di bisogni primari e attraverso cui venivano monitorate le sue condizioni di salute. La permanenza nella grotta è stata interrotta per 8 giorni, poco oltre la metà della sfida, a causa di problemi tecnici proprio a questo router. Una breve pausa in cui l'alpinista è rimasta isolata in una tenda montata a fianco della cavità, per poi ritornare subito nella grotta. Ma non è bastato questo ostacolo inatteso, che le stava provocando anche malessere fisico per via del rumore costante, a scoraggiarla. E neanche l'invasione di mosche, che descrive come "la parte più complicata che ho dovuto affrontare".
Flamini, infatti, ha raccontato di non aver mai pensato di lasciare la grotta: Anzi, non voleva uscire. "Quando sono venuti a prendermi, stavo dormendo. Ho pensato che fosse successo qualcosa. Ho detto: 'Di già? Non avevo ancora finito il mio libro'", ha raccontato l'alpinista. Nella cavità la 50enne madrilena ha letto sessanta libri e consumato 1.000 litri d'acqua. Ha trascorso la maggior parte del suo tempo a leggere, scrivere, disegnare, tessere, esistere e divertirsi. "Avevo conversazioni interne e andavo molto d'accordo con me stessa", ha scherzato.
L'obiettivo dell'avventura, annunciata in modo enigmatico sul profilo social dell'alpinista qualche giorno prima di entrare nella grotta, era quello di sopravvivere in quella che Flamini chiama "autosufficienza". Ma anche di comprendere meglio l'impatto dell'isolamento sociale e dell'estremo disorientamento del tempo sulle persone. Un gruppo di psicologi, ricercatori, speleologi e allenatori fisici di Timecave ha monitorato le registrazioni dell'alpinista. Il team ha studiato i ritmi circadiani e il sonno di Flamini nelle condizioni eccezionali in cui si trovava. La sua sfida, e i risultati, saranno oggetto di un documentario, curato dalla casa produttrice spagnola Dokumalia.
Secondo la squadra, con i suoi 509 giorni sottoterra Beatriz Flamini ha battuto ogni record mondiale. Ma c'è ancora attesa per la conferma ufficiale. Per il momento nell'annuale libro del Guinness dei primati a detenere il titolo restano 33 minatori cileni e boliviani che nel 2010 hanno trascorso 69 giorni intrappolati a 688 metri sotto la superficie a causa di un crollo nella miniera. Nel 1987, era stato l'italiano Maurizio Montalbini a rimanere isolato in una grotta del complesso ipogeo di Frasassi per 210 giorni.