La Pasqua blindata di Putin a Mosca. Il patriarca Kirill chiama l'Ucraina "piccola Russia" protetto dagli agenti
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA - Non basta aver blindato il centro di Mosca. Non basta neppure che alla cattedrale del Cristo Salvatore si entri soltanto su invito del Cremlino dopo aver superato un doppio metal detector presidiato da soldati ed essersi sottoposti a un'ulteriore perquisizione.
Dopo gli attentati costati la vita a Daria Dugina a Mosca e a Vladlen Tatarskij a San Pietroburgo, l'allerta terrorismo è così alto che il patriarca Kirill inizia a officiare la veglia della Pasqua russa ortodossa circondato da agenti dei servizi di sicurezza.
Christos voskrès, "Cristo è risorto", annuncia Kirill. Voistinu voskrès, "Davvero è risorto", risponde il presidente russo Vladimir Putin all'unisono con gli altri fedeli, ma a debita distanza da loro. Vestito scuro, cravatta color porpora, una candela rossa in mano, sta in un cantuccio, affiancato soltanto - qualche passo più in là - dal sindaco di Mosca Serghej Sobjanin co…
MOSCA - Non basta aver blindato il centro di Mosca. Non basta neppure che alla cattedrale del Cristo Salvatore si entri soltanto su invito del Cremlino dopo aver superato un doppio metal detector presidiato da soldati ed essersi sottoposti a un'ulteriore perquisizione.
Dopo gli attentati costati la vita a Daria Dugina a Mosca e a Vladlen Tatarskij a San Pietroburgo, l'allerta terrorismo è così alto che il patriarca Kirill inizia a officiare la veglia della Pasqua russa ortodossa circondato da agenti dei servizi di sicurezza.
Christos voskrès, "Cristo è risorto", annuncia Kirill. Voistinu voskrès, "Davvero è risorto", risponde il presidente russo Vladimir Putin all'unisono con gli altri fedeli, ma a debita distanza da loro. Vestito scuro, cravatta color porpora, una candela rossa in mano, sta in un cantuccio, affiancato soltanto - qualche passo più in là - dal sindaco di Mosca Serghej Sobjanin come un anno fa.
E mentre Putin si fa ripetutamente il segno della croce, bombe cadono sulla chiesa ortodossa di Komyshuvakha nella provincia meridionale ucraina di Zaporizhzhia e non lontano dalla Cattedrale della Santa Trasfigurazione del capoluogo dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, fronti opposti del conflitto ucraino che egli stesso ha scatenato poco più di un anno fa.
La Pasqua è la celebrazione più importante del calendario ortodosso, ma la Russia non ha decretato alcuna tregua, a differenza di quel che fece lo scorso Natale. Unica concessione quello che il consigliere presidenziale ucraino Andriy Yermak definisce un "grande scambio pasquale di prigionieri".
Circa 130 ucraini sarebbero stati liberati da parte russa, almeno stando alla compagnia militare privata Wagner che ne diffonde le immagini intestandosi il gesto di "buona volontà" con Evgenij Prigozhin che si fa riprendere mentre dà istruzioni e poi accende un cero.
Il presidente russo affida le sue parole a un messaggio. Riconosce le "gravi sfide" che si trova ad affrontare il Paese e ringrazia Kirill per il suo "lavoro instancabile e disinteressato nel preservare i valori storici, spirituali, morali e familiari duraturi, nell'educare e illuminare i giovani" e nel "consolidare la società".
Kirill, invece, prega perché il Signore benedica i "Grandi Russi" e i "Piccoli Russi" - così definisce gli ucraini - e conceda una "pace giusta e duratura" ai fratelli "usciti dallo stesso fonte battesimale", presentando ancora una volta Russia e Ucraina come un'unica "terra russa".
Pretesa respinta da Kiev che, anzi, nell'ultimo anno hanno moltiplicato perquisizioni e procedimenti giudiziari contro chiese e sacerdoti ritenuti vicini a Mosca ed espulso nei giorni scorsi i monaci russi dal monastero della Lavra delle Grotte di Kiev, definito la "culla" dell'ortodossia russa, dove ieri per la prima volta è stata detta messa in lingua ucraina.
Nel suo discorso pasquale, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky descrive la festa come "la vittoria del bene, della verità, della vita". E i pochi fedeli che si raccolgono nel cortile del monastero dorato di San Michele a Kiev per far benedire le uova di Pasqua paragonano la risurrezione alla speranza di pace.
Anche l'oppositore russo Aleksej Navalnyj scrive dalla cella: "Questo giorno ci ricorda che non dobbiamo disperare e, non importa quanto sia difficile, verrà il giorno in cui il male sarà sconfitto".