Regno Unito, con un patrimonio di 700 milioni di euro re Carlo è più ricco della regina Elisabetta
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Sarà per il suo culto della parsimonia e del risparmio, visto che talvolta indossa scarpe comprate decenni fa. Eppure, nonostante la sua proverbiale frugalità, re Carlo III sembra avere anche un grande spirito imprenditoriale. Infatti, secondo la classifica del paperoni stilata dal Sunday Times, oggi è più ricco della leggendaria madre, la regina Elisabetta II, ma anche dei Beckham o di Elton John. Il suo patrimonio personale infatti si aggira sui 600 milioni di sterline, ossia quasi 700 milioni di euro. Mentre le ricchezze della precedente sovrana, secondo i dati della stessa classifica dell’anno scorso, si erano fermate a “soli” 370 milioni di sterline (poco meno di 415 milioni di euro).
Ma come ha fatto Carlo a fare meglio della madre, almeno nel campo finanziario? Le motivazioni sono molteplici, ma quella principale sta proprio nello spirito imprenditoriale del nuovo sovrano. Il&nb…
LONDRA - Sarà per il suo culto della parsimonia e del risparmio, visto che talvolta indossa scarpe comprate decenni fa. Eppure, nonostante la sua proverbiale frugalità, re Carlo III sembra avere anche un grande spirito imprenditoriale. Infatti, secondo la classifica del paperoni stilata dal Sunday Times, oggi è più ricco della leggendaria madre, la regina Elisabetta II, ma anche dei Beckham o di Elton John. Il suo patrimonio personale infatti si aggira sui 600 milioni di sterline, ossia quasi 700 milioni di euro. Mentre le ricchezze della precedente sovrana, secondo i dati della stessa classifica dell’anno scorso, si erano fermate a “soli” 370 milioni di sterline (poco meno di 415 milioni di euro).
Ma come ha fatto Carlo a fare meglio della madre, almeno nel campo finanziario? Le motivazioni sono molteplici, ma quella principale sta proprio nello spirito imprenditoriale del nuovo sovrano. Il nuovo re infatti, sin dagli anni Novanta, ha continuamente lanciato prodotti a chilometro zero, alimenti organici, biscotti, birra, persino attrezzi da giardino, tutti con marchi inventati da lui e riconducibili per esempio alla sua tenuta di Highgrove House e, più in generale, al ducato di Cornovaglia: uno straordinario insieme di asset da 1 miliardo di sterline che gestisce l’erede al trono della Royal Family (Carlo appunto fino a qualche mese fa) e che risale fino al XIV secolo. Tra tenute da oltre 50mila ettari, magioni, edifici, e persino il campo da cricket Oval a Londra. Non solo: Carlo ha lanciato anche la costruzione di interi complessi edilizi o centri abitati, come quello della città utopica di Poundbury, in Dorset, realizzata "a sua immagine e somiglianza" nei primi anni Novanta.
I risultati, secondo il Sunday Times, sono evidenti. Nell’anno fiscale scorso (2021-2022) il valore del Ducato di Cornovaglia - che ora è passato al principe William in quanto nuovo erede al trono - è balzato da 696 milioni di sterline ad addirittura un miliardo in soli 12 mesi. Di questa enorme somma, 212,7 milioni di sterline sono finiti nelle casse di Carlo, sui quali però ha volontariamente deciso di pagare le tasse all’erario (circa il 40%) come beau geste. Mentre i profitti netti annuali del Ducato, ancora grazie alla gestione dell’attuale monarca, sono cresciuti dal 42%, fino ad arrivare 25,4 milioni.
Ora Carlo, diventato re in attesa dell’incoronazione ufficiale del 6 maggio prossimo, gestisce come da prassi il Ducato di Lancaster, ossia tutte le tenute, gioielli e oggetti preziosi del sovrano britannico per un valore di circa 730 milioni di euro. Di qui arrivano molti introiti per il re, mentre gli altri asset e proprietà della Royal Family sotto l’ombrello del "Crown Estate” - un gigantesco portfolio da quasi 20 miliardi di euro incluso il castello di Windsor - sono in grande maggioranza intoccabili, non producono profitti personali in maniera diretta e non appartengono teoricamente né alla Corona né allo Stato, bensì costituiscono un “patrimonio pubblico”.
Come ricorda però il settimanale britannico, Carlo ha sempre avuto molti limiti di utilizzo di questi fondi, nonostante i suoi quasi 700 milioni di euro di patrimonio. Infatti, sinora ha potuto spendere soltanto i profitti del Ducato di Cornovaglia, deve chiedere il permesso al Tesoro britannico per vendere qualsiasi asset che superi le 500mila sterline di valore, non può cedere nulla dell'immenso portfolio del Crown Estate e comunque ogni suo profitto di quest’ultimo fondo se lo intesta lo Stato britannico, che a sua volta ne concede il 25% alla Royal Family.
Certo, poi Carlo ha veri e propri patrimoni personali, ereditati dalla madre, come un fondo di investimenti da circa 100 milioni e i castelli e le immense tenute di Sandringham e la scozzese Balmoral, dove è morta la regina Elisabetta lo scorso settembre. La prima varrebbe circa oltre 270 milioni di euro, la seconda almeno 230 milioni. E soprattutto il sovrano non ha pagato la famigerata tassa di successione, un incubo per tutti i comuni cittadini nel Regno Unito perché molto alta, circa il 40%. Dio salvi il ricchissimo re e anche la sua generosità.