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Kara-Murza, l'oppositore condannato a 25 anni di carcere: "La Russia sarà libera"

(afp)
È la sentenza più dura emessa sotto Putin contro un dissidente. Già sopravvisuto a due avvelenamenti, è stato dichiarato colpevole di tradimento e discredito delle forze armate. Condanna dell'Occidente
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MOSCA - "La Russia sarà libera, ditelo a tutti". Le parole di Kara-Murza dopo la sentenza risuonano in un'aula di tribunale vuota. Arrivano a familiari, sostenitori e giornalisti da un maxi-schermo che sfarfalla. Come tutto il processo, anche l'ultima udienza si è tenuta a porte chiuse. Il giudice ha letto la sentenza in tono veloce e monotono dichiarando l'oppositore 41enne colpevole di "alto tradimento", di "discredito delle forze armate" e di lavoro per un'organizzazione "non grata" e infine lo ha condannato a 25 anni di carcere in una colonia penale di regime severo, quanto aveva chiesto l'accusa.

Un quarto di secolo di vita rubata. La sentenza più dura inflitta a un dissidente politico nella Russia di Vladimir Putin. Inedita è anche l'applicazione dell'articolo 275 del codice penale per aver criticato le autorità durante i suoi interventi pubblici all'estero. Tradimento non…

MOSCA - "La Russia sarà libera, ditelo a tutti". Le parole di Kara-Murza dopo la sentenza risuonano in un'aula di tribunale vuota. Arrivano a familiari, sostenitori e giornalisti da un maxi-schermo che sfarfalla. Come tutto il processo, anche l'ultima udienza si è tenuta a porte chiuse. Il giudice ha letto la sentenza in tono veloce e monotono dichiarando l'oppositore 41enne colpevole di "alto tradimento", di "discredito delle forze armate" e di lavoro per un'organizzazione "non grata" e infine lo ha condannato a 25 anni di carcere in una colonia penale di regime severo, quanto aveva chiesto l'accusa.

Un quarto di secolo di vita rubata. La sentenza più dura inflitta a un dissidente politico nella Russia di Vladimir Putin. Inedita è anche l'applicazione dell'articolo 275 del codice penale per aver criticato le autorità durante i suoi interventi pubblici all'estero. Tradimento non più come trasferimento di informazioni segrete, ma come dissenso. "Questo - commenta la politologa Tatiana Stanovaja - è un monito per tutti gli attivisti anti-Putin". Un verdetto "illegale, spudorato, semplicemente fascista", lo definisce l'oppositore già in carcere Aleksej Navalnyj.

Vladimir Kara-Murza in tribunale il 10 ottobre scorso (afp)

In jeans, maglietta nera e giacca grigia, Kara-Murza, già dichiarato "agente straniero", non si scompone. Sorride e con gesti rivolti alla telecamera invita a scrivergli in cella. In detenzione preventiva da un anno, nella sua "ultima parola" del 10 aprile, l'intervento concesso all'imputato dalla legge russa a fine dibattimento, aveva detto di conoscere il suo destino, certo però che "verrà un giorno in cui l'oscurità che ricopre il nostro Paese si dissiperà".

Unanimi le condanne delle cancellerie occidentali, con il Regno Unito che convoca l'ambasciatore russo, mentre Amnesty International e Memorial lo dichiarano "prigioniero di coscienza" e "prigioniero politico". In tribunale ci sono gli ambasciatori di Washington e Londra e 38 diplomatici di altri 22 Paesi, Italia compresa. Una presenza criticata dalla portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, mentre il Cremlino si trincera dietro al "No comment".

Politico, giornalista, storico e regista, doppio passaporto russo e britannico, tre figli che gli vietano di sentire al telefono da un anno, Kara-Murza è un figlio d'arte: suo padre Vladimir Sr era uno dei volti della tv un tempo indipendente Ntv.

Entrato in politica giovanissimo accanto a Boris Nemtsov, resta al suo fianco fino all'uccisione nel 2015. Si avvicina poi all'oligarca in esilio Mikhail Khodorkovskij e alla sua organizzazione non grata" Russia Aperta e infine a Bill Browder. Insieme a Browder, promuove il Magnitskij Act, la legge promulgata dal Congresso statunitense nel 2012 in risposta alla morte in carcere dell’omonimo avvocato russo che aveva denunciato una frode fiscale: prevede sanzioni per i russi colpevoli di violazioni dei diritti mani.

Sopravvive al coma nel 2015 e nel 2017: due avvelenamenti, è la sua denuncia. E ora convive con la polineuropatia, grave malattia nervosa che la prigionia potrebbe aggravare. Eppure non dispera. Alla sua avvocata, Maria Eismont, avrebbe detto: "Venticinque anni è il punteggio più alto che avrei potuto ottenere per quello in cui credevo come cittadino, patriota e politico". Lo stesso commento della moglie, Evgenija, che ha twittato: "Un quarto di secolo per il tuo coraggio, coerenza e onestà nei tuoi tanti anni di lavoro. Sono infinitamente orgogliosa di te, amore mio, e sono sempre al tuo fianco".