Brasile, la visita di Lavrov e le ambizioni di Lula attaccato dagli Usa: "Sulla guerra fa il pappagallo di Russia e Cina"
di Daniele Mastrogiacomo , di Daniele Mastrogiacomo“Il presidente Lula ripete a pappagallo quanto asseriscono Russia e Cina sulla guerra in Ucraina”. Gli Usa sferrano un duro attacco alle dichiarazioni del leader della sinistra brasiliana mentre il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov viene accolto con tutti gli onori a Brasilia, dove nel pomeriggio incontrerà il nuovo inquilino de l’Alvorada.
Le critiche degli Usa
Lo fanno attraverso le parole di John Kirby, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, a cui si aggiungono le prese di posizione della Ue, che ricorda un concetto evidente ma sempre utile da ribadire. “La Russia, e solo la Russia, è responsabile dell’aggressione illegale co…
“Il presidente Lula ripete a pappagallo quanto asseriscono Russia e Cina sulla guerra in Ucraina”. Gli Usa sferrano un duro attacco alle dichiarazioni del leader della sinistra brasiliana mentre il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov viene accolto con tutti gli onori a Brasilia, dove nel pomeriggio incontrerà il nuovo inquilino de l’Alvorada.
Le critiche degli Usa
Lo fanno attraverso le parole di John Kirby, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, a cui si aggiungono le prese di posizione della Ue, che ricorda un concetto evidente ma sempre utile da ribadire. “La Russia, e solo la Russia, è responsabile dell’aggressione illegale contro l’Ucraina. Non c’è quindi alcun dubbio su chi sia l’aggressore e chi la vittima”, ha affermato un portavoce di Bruxelles. “Le consegne di materiale bellico stanno aiutando l’Ucraina ad esercitare il suo diritto all’autodifesa, perché altrimenti rischia di sparire”. Immediata la replica conciliante del ministro degli Esteri brasiliano Mauro Vieira: “Non so dove e come siano arrivati a queste conclusioni, ma non sono d’accordo”.
Gli interessi russi in America Latina
La visita ufficiale di Lavrov infiamma le polemiche e agita gli Stati Uniti preoccupati dall’azione diplomatica sempre più incisiva del Cremlino in America Latina. Il ministro ha in programma di recarsi in Venezuela, in Nicaragua e a Cuba per rafforzare i legami con quei Paesi che cercano una sponda con Mosca e da cui dipendono molto negli approvvigionamenti energetici e per il sostegno economico.
Ma è sul Brasile che l’emissario di Putin punta le sue carte. Lula ha condannato l’invasione russa dell’Ucraina ma rifiuta di consegnare le armi di cui Kiev avrebbe bisogno e che ha inutilmente richiesto più volte. Persegue la storica posizione neutrale del gigante sudamericano e insiste sulla pace. Lo ha ribadito a Pechino dove, nella sua prima visita ufficiale da presidente, ha esortato Usa e Europa a “iniziare a parlare di tregua per convincere Putin e Zelensky che la pace è nell’interesse di tutti”.
Le ambizioni di Lula
Il Brasile ha maggiori ambizioni. Vuole diventare punto di riferimento dei Non Allineati con il suo “G20 della pace” e assumere il ruolo di mediatore del nuovo assetto geopolitico mondiale. Lula ha parlato con Macron, ha incontrato Xi Jinping; ha avuto scambi telefonici con Biden, con Putin e persino con Zelensky. Ma almeno in apparenza, finora, ha trovato un clima tiepido.
Sergei Lavrov coglie al volo l’aspirazione di Lula e sottolinea la convergenza di vedute proprio nel momento di crescente ostilità tra Usa e Cina che, come è noto, si mantiene equidistante dal conflitto ma lancia strali contro Washington per le pressioni che esercita nel conflitto. “Stiamo raggiungendo”, sostiene il ministro degli Esteri russo con a fianco Vieira, “un ordine internazionale più equo, basato sui diritti, e questo ci dà una visione del mondo multipolare”. Un’affermazione che stona dopo la condanna, solo 24 ore fa, dell'oppositore Vladimir Kara-Murza a 25 anni di carcere da parte di un tribunale russo.