Nella corsa all'intelligenza artificiale Google, come Meta, ha sempre dichiarato di voler mantenere un approccio responsabile. Sundar Pichai, amministratore delegato di Alphabet - la holding che controlla, tra le altre aziende, proprio Big G - è preoccupato. I rischi e i dubbi legati all'IA gli tolgono il sonno. "Non abbiamo ancora tutte le risposte - ha detto Pichai alla popolare trasmissione 60 Minutes della Cbs - e questa tecnologia si muove velocemente". Dietro i modi pacati e le parole rassicuranti, in realtà, ribolle un'azienda che rischia di perdere terreno prezioso. Il core business di Google, quella ricerca sul web che vale 162 miliardi di dollari all'anno, è in pericolo. Open AI, una piccola startup di San Francisco, ha rivitalizzato Bing, il motore di ricerca di Microsoft, con la stessa intelligenza artificiale usata da ChatGpt. Ora il "nuovo Bing" è in grado di dialogare con gli utenti come un essere uman…
Nella corsa all'intelligenza artificiale Google, come Meta, ha sempre dichiarato di voler mantenere un approccio responsabile. Sundar Pichai, amministratore delegato di Alphabet - la holding che controlla, tra le altre aziende, proprio Big G - è preoccupato. I rischi e i dubbi legati all'IA gli tolgono il sonno. "Non abbiamo ancora tutte le risposte - ha detto Pichai alla popolare trasmissione 60 Minutes della Cbs - e questa tecnologia si muove velocemente". Dietro i modi pacati e le parole rassicuranti, in realtà, ribolle un'azienda che rischia di perdere terreno prezioso. Il core business di Google, quella ricerca sul web che vale 162 miliardi di dollari all'anno, è in pericolo. Open AI, una piccola startup di San Francisco, ha rivitalizzato Bing, il motore di ricerca di Microsoft, con la stessa intelligenza artificiale usata da ChatGpt. Ora il "nuovo Bing" è in grado di dialogare con gli utenti come un essere umano.
È una rivoluzione che fa gola a molti. Samsung avrebbe addirittura preso in considerazione l'idea di rimpiazzare Google con Bing sui suoi dispositivi mobili. Quando negli uffici di Mountain View è trapelata la notizia, si è scatenato "il panico". Lo scrive il New York Times, che sostiene di aver visionato delle comunicazioni interne sulla possibile minaccia. Non è difficile da credere. La ricerca su smartphone e tablet prodotti dal colosso sudcoreano porta nelle casse di Google circa tre miliardi di dollari all'anno. E in fondo l'azienda fondata 25 anni fa da Sergey Brin e Larry Page ha rafforzato la sua posizione dominante, nel search, sfruttando proprio canali cruciali come quelli di Samsung e Apple. A quest'ultima Google paga tra i 12 e i 15 miliardi di dollari l'anno per comparire come motore di ricerca predefinito sui suoi dispositivi: sono più di 1,5 miliardi gli iPhone in tutto il mondo. Il contratto con Apple scade quest'anno. E il rinnovo potrebbe non essere più una questione di denaro. Ma di tecnologia. La nuova intelligenza artificiale generativa, capace di produrre testi e immagini come farebbe un uomo, non ha prezzo. Lo ha detto lo stesso Pichai: "Questa IA potrebbe avere un impatto sulla civiltà più significativo di quello che hanno avuto il fuoco e l'elettricità".
Negli ultimi anni Google ha reso più intelligente il suo motore di ricerca. Già oggi, se si cerca "auto economica", oltre alla lista di siti si ottiene una serie di domande - con relative risposte - che anticipa i desideri dell'utente: "Qual è l'auto che costa meno?" oppure "Quale auto economica comprare nel 2023?". Ma questo non è più abbastanza. Lo sa anche Google, che da anni lavora allo sviluppo dell'intelligenza artificiale avvalendosi di uno dei laboratori di ricerca più avanzati al mondo, DeepMind. Eppure le soluzioni proposte finora da Big G non hanno entusiasmato.
Bard, l'alternativa a ChatGpt e Bing svelata da Google lo scorso febbraio, è inciampata su una risposta errata proprio nel giorno della sua presentazione. E ha causato un rovinoso tonfo in borsa di Alphabet. Per questo, forse, l'azienda guidata da Pichai ha pensato a uno strumento di ricerca nuovo, chiamato Magi, che intende migliorare l'esperienza degli utenti e, al tempo stesso, preservare gli interessi di Alphabet. Magi sarà in grado di conversare con gli utenti proprio come Bard, ma a differenza di quest'ultimo proporrà pubblicità a chi lo usa. Annunci che permetteranno a Google di continuare a fare cassa. Magi potrebbe essere lanciato già a maggio, sostiene sempre il New York Times, ma solo negli Stati Uniti e a un numero limitato di utenti. La controffensiva di Big G, comunque, non si limiterà a un ritocco di Bard. Nuove funzioni miglioreranno il motore di ricerca tradizionale. Tra queste ci sono Gifi, un generatore di immagini basato su intelligenza artificiale, e Searchalong, che sul browser Chrome permetterà di fare domande sul contenuto di una specifica pagina web.