Il caso dei 100mila macachi in vendita alla Cina che preoccupa gli ambientalisti
di Veronica Stigliani , di Veronica StiglianiLo Sri Lanka sta pensando di vendere 100.000 scimmie a un’azienda privata cinese. Si tratterebbe di macachi toque, presenti solo nell’isola dell’Oceano indiano, che sarebbero destinati agli zoo della Cina. Il ministro dei Trasporti Bandula Gunawardana ha spiegato, in dichiarazioni riportate da Reuters, che il governo ha istituito una commissione per valutare l’offerta dell’azienda, che tuttavia non è mai stata nominata.
L’annuncio ha suscitato le polemiche di gruppi ambientalisti e animalisti che temono che le scimmie possano finire nei laboratori cinesi e diventare oggetto di sperimentazione scientifica. D’altra parte, per i 22 mila zoo presenti Cina il numero di macachi previsti dall'accordo sarebbe estremamente elevato.
I macachi, con le loro qualità simili a quelle umane, sono particolarmente apprezzati dalle strutture di sperimentazione medica, soprattutto in Occidente. Il reddito potenziale di un tale commercio s…
Lo Sri Lanka sta pensando di vendere 100.000 scimmie a un’azienda privata cinese. Si tratterebbe di macachi toque, presenti solo nell’isola dell’Oceano indiano, che sarebbero destinati agli zoo della Cina. Il ministro dei Trasporti Bandula Gunawardana ha spiegato, in dichiarazioni riportate da Reuters, che il governo ha istituito una commissione per valutare l’offerta dell’azienda, che tuttavia non è mai stata nominata.
L’annuncio ha suscitato le polemiche di gruppi ambientalisti e animalisti che temono che le scimmie possano finire nei laboratori cinesi e diventare oggetto di sperimentazione scientifica. D’altra parte, per i 22 mila zoo presenti Cina il numero di macachi previsti dall'accordo sarebbe estremamente elevato.
I macachi, con le loro qualità simili a quelle umane, sono particolarmente apprezzati dalle strutture di sperimentazione medica, soprattutto in Occidente. Il reddito potenziale di un tale commercio sarebbe di gran lunga superiore a quello derivante dalla vendita di questa specie agli zoo. Una prospettiva allettante per un Paese che sta affrontando la peggiore crisi economica da oltre sette decenni.
Il governo argomenta la scelta sostenendo che ci siano 3 milioni di macachi nello Sri Lanka, e che questi causino numerosi danni alle coltivazioni e alle persone. Il ministro dell’Agricoltura Mahinda Amaraweera ha citato un rapporto sulle perdite di raccolto dovute agli animali selvatici realizzato dall'Istituto di ricerca e formazione agraria Hector Kobbekaduwa di Colombo: quasi 100 milioni di noci di cocco verrebbero distrutte da scimmie e scoiattoli giganti, causando una perdita al Paese di circa 19,3 milioni di dollari.
Gli animalisti non sono d’accordo. Gli esemplari presenti nell’isola sarebbero solo 200 mila. Accettare l’offerta dell’azienda significherebbe dimezzarne la popolazione. Inoltre, sebbene le scimmie siano un problema per la comunità cingalese - spesso i macachi entrano nelle case a rubare il cibo, costringendo gli abitanti a tenere chiuse le finestre -, sono fondamentali per preservare l’equilibrio ecologico del Paese.
Il macaco toque è inserito nella lista di specie a rischio di estinzione dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Poiché lo Sri Lanka non ha una legge sull’esportazione di animali, la commissione dovrà valutare gli aspetti legali della proposta cinese prima di accettarla.