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Cuba, Miguel Díaz-Canel rieletto presidente

Miguel Diaz-Canel (afp)
In un esito dato per scontato, resterà al potere altri 5 anni e ha chiesto la riconferma di Marrero come primo ministro. Tra le sfide del nuovo mandato deve affrontare una grave recessione, l'aumento dell'inflazione e i tassi record di emigrazione verso gli Stati Uniti
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Il Parlamento cubano, riunito oggi nella sua prima sessione dopo le recenti elezioni, ha approvato la rielezione dell'attuale presidente uscente di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, per un secondo mandato. La presidente del Consiglio nazionale elettorale (Cen), Alina Balseiro Gutiérrez, ha comunicato che per Díaz-Canel hanno votato 459 parlamentari sui 462 presenti, equivalente al 97,66%.

Allo stesso modo, il parlamentare e membro dell'Ufficio politico del partito comunista, Salvador Valdés Mesa, è stato rieletto per occupare la carica di vice presidente della Repubblica. La conferma Díaz-Canel, che domani compie 63 anni e che secondo la Costituzione non p…

Il Parlamento cubano, riunito oggi nella sua prima sessione dopo le recenti elezioni, ha approvato la rielezione dell'attuale presidente uscente di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, per un secondo mandato. La presidente del Consiglio nazionale elettorale (Cen), Alina Balseiro Gutiérrez, ha comunicato che per Díaz-Canel hanno votato 459 parlamentari sui 462 presenti, equivalente al 97,66%.

Allo stesso modo, il parlamentare e membro dell'Ufficio politico del partito comunista, Salvador Valdés Mesa, è stato rieletto per occupare la carica di vice presidente della Repubblica. La conferma Díaz-Canel, che domani compie 63 anni e che secondo la Costituzione non potrà più presentarsi per un ulteriore mandato, era data per scontata, essendo l'unico candidato per questo incarico. Appena confermato Díaz-Canel, in conformità con le disposizioni della Costituzione, ha proposto al Parlamento di approvare la conferma del 59enne Manuel Marrero Cruz, come primo ministro cubano. 

Tra le sfide del nuovo mandato, Díaz-Canel deve affrontare una grave recessione provocata dalla pandemia di Covid-19, l'aumento dell'inflazione innescato dalle scelte della politica finanziaria e severe sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Deve anche fare i conti con il malcontento di molti cubani, espresso in parte attraverso tassi record di emigrazione verso gli Stati Uniti e altrove.

Lo stesso presidente ha espresso a dicembre la sua forte “insoddisfazione personale” per non essere riuscito a migliorare la situazione economica del Paese. Ma ha rifiutato qualsiasi modifica al sistema politico di Cuba che sancisce nella costituzione il Partito Comunista come leader della società e unico partito legale. "Mi rifiuto di demonizzare il socialismo, perché il socialismo è, in sostanza, un sistema volto a raggiungere la massima giustizia sociale possibile", ha detto all'epoca Díaz-Canel.

Díaz-Canel è il primo civile ad aver preso le redini del Paese nel 2018 dopo le presidenze dei fratelli Fidel e Raul Castro. Il Paese all'epoca aveva "speranze di cambiamenti politici ed economici", ma Díaz-Canel è invece diventato l'alfiere della continuità, ha detto Luis Carlos Battista, analista e avvocato cubano-americano che vive a Washington.

Appena confermato Díaz-Canel, in conformità con le disposizioni della Costituzione, ha proposto al Parlamento di approvare la conferma di Manuel Marrero Cruz, come primo ministro cubano. Marrero, che ha 59 anni ed è architetto per formazione, "ha sviluppato - spiega il giornale Granma - uno stile di lavoro improntato al legame con le persone negli scenari più complessi". In lui, si dice infine, "spicca l'impegno per migliorare i meccanismi di ricezione di reclami, denunce e approcci da parte della popolazione, nonché un'attenzione diretta alle politiche sociali".