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L'odissea di Masha, la "bimba del disegno pacifista": affidata alla madre sparita da 10 anni. Allarme per il padre

Masha Moskaliova, 13 anni, riunita con la madre che l'aveva abbandonata nel 2013. Fonte: canale Telegram di Tulskie Izvestija 

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Il papà che l'ha cresciuta, condannato a due anni di carcere, è stato estradato da Minsk dove era fuggito, ma non si sa dove si trovi. Il ricongiungimento con la madre che l'aveva abbandonata è stato organizzato da Llova-Belova, la commissaria ricercata per "trasferimento illegale di bambini". La denuncia del cantante "Chacha": i suoi concerti annullati
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MOSCA - Che fine ha fatto Masha Moskaliova? Sulla vicenda della studentessa tredicenne russa divisa dal padre soltanto per un disegno che invocava la fine del conflitto in Ucraina, sembra essere calato il silenzio.

A scalfire l'omertà ci ha provato domenica scorsa Aleksandr "Chacha" Ivanov, voce della band punk Naiv. In concerto a Mosca, è salito sul palco indossando una t-shirt con scritto "Masha Moskaliova" ed esortando il pubblico a informarsi sulla sua vicenda. "Per qualche ragione, questo caso non mi abbandona. Forse perché mia figlia ha la sua età. Amici, voglio chiedervi una cosa: cercate su Google, inorriditevi per quello che è successo a Masha e alla sua famiglia per un disegno che ha fatto durante la lezione d'arte".

L'appello è stato accolto da un applauso e da un "Fanc... la guerra", ma a quanto pare non è piaciuto alle autorità: il concerto dei Naiv che si sarebbe…

MOSCA - Che fine ha fatto Masha Moskaliova? Sulla vicenda della studentessa tredicenne russa divisa dal padre soltanto per un disegno che invocava la fine del conflitto in Ucraina, sembra essere calato il silenzio.

A scalfire l'omertà ci ha provato domenica scorsa Aleksandr "Chacha" Ivanov, voce della band punk Naiv. In concerto a Mosca, è salito sul palco indossando una t-shirt con scritto "Masha Moskaliova" ed esortando il pubblico a informarsi sulla sua vicenda. "Per qualche ragione, questo caso non mi abbandona. Forse perché mia figlia ha la sua età. Amici, voglio chiedervi una cosa: cercate su Google, inorriditevi per quello che è successo a Masha e alla sua famiglia per un disegno che ha fatto durante la lezione d'arte".

L'appello è stato accolto da un applauso e da un "Fanc... la guerra", ma a quanto pare non è piaciuto alle autorità: il concerto dei Naiv che si sarebbe dovuto tenere oggi a San Pietroburgo è stato posticipato alla primavera del 2024. I fan se l'aspettavano. "O canti o parli. Oramai va così", hanno commentato su Instagram.

Il "caso" che tormenta Chaka è iniziato un anno fa, dopo che un'insegnante di educazione artistica di Efremov, cittadina nella regione di Tula, ha denunciato Masha per un disegno con gli slogan "Gloria all'Ucraina" e "No alla guerra". Da allora le forze di sicurezza hanno preso di mira la famiglia fino a scovare tra i post del padre 54enne Aleksej Moskaliov - che ha cresciuto Masha da solo - critiche contro l'offensiva russa in Ucraina che sono diventate il pretesto per un processo per "discredito delle forze armate".

Aleksej Moskaliov e la figlia 13enne Masha Moskaliova con il disegno "incriminato" 

Masha è stata affidata a un centro di riabilitazione minorile, mentre il padre è stato messo sotto processo e condannato il 28 marzo a due anni di carcere. Evaso dai domiciliari alla vigilia della sentenza, è stato rintracciato in Bielorussia. Stando alle autorità di Minsk, sarebbe stato estradato in Russia la scorsa settimana, ma Mosca non ha commentato e i suoi legali non sono stati informati. Tanto che a distanza di sei giorni hanno lanciato un allarme: "Non so dove sia Aleksej", ha detto l'avvocato Vladimir Bilienko. Nessuno lo vede o ne ha notizie da quando è stato catturato in Bielorussia tre settimane fa.

Intanto, come se niente fosse, si è rifatta viva Olga Sitchikhina, la madre che aveva abbandonato Masha alle cure del padre quando aveva tre anni e che non comunicava con lei da quando ne aveva sei. Il 5 aprile ha prelevato Masha dal centro minorile e l'ha portata con sé nella regione di Tambov dove vive col marito e la figliastra diciottenne. La sua speranza, ha confessato ai media, è distoglierla da "politica, anti-propaganda e disegni". Per i media russi sarebbe stato questo il "lieto fine": Masha e Olga insieme. Con tanto di loro foto sorridenti a sottolinearlo.

I legali di Moskaliov però avanzano dubbi. Il 6 aprile si sarebbe dovuta tenere un'udienza per esaminare la revoca della patria genitoriale dell'uomo e speravano che, nell'occasione, la sua condanna potesse essere riesaminata e sua figlia riaffidata a lui in cambio di un "pentimento pubblico". Ma dal momento che il tribunale non è stato in grado di stabilire dove si trovasse Moskaliov, ha rinviato l'esame a domani. Difficile però che nell'arco di 24 ore cambi qualcosa.

L'improvviso riavvicinamento della madre sembrerebbe inoltre tutt'altro che spontaneo. Secondo diverse fonti russe, a convincerla a prendere con sé la figlia, sarebbe stato niente di meno che il governatore della regione di Tula, Aleksej Djumin, desideroso di mettere una toppa a un caso giudiziario che gli era sfuggito di mano.

Ex guardia presidenziale di Vladimir Putin e da tempo considerato un suo possibile successore, Djumin sarebbe stato rimproverato dal Cremlino per "essere andato troppo oltre" nel caso dei Moskaliov, mettendo in prigione un padre single e affidando la figlia a un istituto soltanto per un disegno per la pace in Ucraina.

A dargli man forte è intervenuta Maria Llova-Belova, la Commissaria russa per i diritti dell'infanzia. È stata lei a organizzare l'affido di Masha alla madre, assicurando che non era stato deciso prima perché la tredicenne era contraria e "per legge la sua opinione doveva essere presa in considerazione". Ma, alla fine, Masha avrebbe cambiato idea.

A farsene garante sempre Lvova-Belova, ricercata insieme al presidente russo Vladimir Putin dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e, in particolare, "la deportazione illegale e il trasferimento illegale di bambini". Quando si dice, una toppa peggiore del buco.