Abusi in Germania, 250 sacerdoti colpevoli in 45 anni a Friburgo: l'ex vescovo insabbiò
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziOltre 250 sacerdoti hanno abusato di 540 minorenni nel corso di 45 anni nella diocesi tedesca di Friburgo, e due vescovi, uno dei quali è stato presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha consapevolmente insabbiato alcune denunce. E' il risultato di un rapporto indipendente appena pubblicato. Il numero degli abusi, hanno riferito gli esperti, potrebbe essere superiore.
"I miei due predecessori hanno semplicemente ignorato la legge ecclesiastica che prevedeva l'intervento e la denuncia dei casi", ha dichiarato il vescovo attuale, monsignor Stephan Burger. "Sono sbalordito che possano avere agito in questo modo".
La crisi degli abusi e i rapporti
Negli anni scorsi la crisi della pedofilia del clero ha scosso la Chiesa in tutto il mondo. Mentre la Santa Sede, con Benedetto XVI prima e poi con papa Francesco, ha dato un giro di vite alla normativa canonica, in molti Paesi sono stati condotti studi per accertare quanti a…
Oltre 250 sacerdoti hanno abusato di 540 minorenni nel corso di 45 anni nella diocesi tedesca di Friburgo, e due vescovi, uno dei quali è stato presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha consapevolmente insabbiato alcune denunce. E' il risultato di un rapporto indipendente appena pubblicato. Il numero degli abusi, hanno riferito gli esperti, potrebbe essere superiore.
"I miei due predecessori hanno semplicemente ignorato la legge ecclesiastica che prevedeva l'intervento e la denuncia dei casi", ha dichiarato il vescovo attuale, monsignor Stephan Burger. "Sono sbalordito che possano avere agito in questo modo".
La crisi degli abusi e i rapporti
Negli anni scorsi la crisi della pedofilia del clero ha scosso la Chiesa in tutto il mondo. Mentre la Santa Sede, con Benedetto XVI prima e poi con papa Francesco, ha dato un giro di vite alla normativa canonica, in molti Paesi sono stati condotti studi per accertare quanti abusi sono avvenuti nel corso dei decenni. In alcune nazioni (tra le altre, Irlanda e Australia) sono stati i governi a prendere l'iniziativa, in molti altri Paesi (Stati Uniti, Germania, Francia, Olanda, Inghilterra, Portogallo) gli episcopati hanno commissionato uno studio a commissioni indipendenti, in altri ancora, come la Spagna, sono state attivate due indagini, una di iniziativa parlamentare e l'altra affidata dai vescovi a uno studio di avvocati. In Italia, da ultimo, la Conferenza episcopale ha avviato di recente uno studio sui soli ultimi 20 anni.
In Germania, in particolare, nel corso degli anni dopo un primo rapporto-choc nazionale nel 2018, che ha peraltro convinto vescovi e laici a lanciare un "percorso sinodale" per affrontare i temi sottostanti la crisi degli abusi sessuali, come la morale sessuale, diverse diocesi hanno a loro volta promosso un proprio rapporto. Lo studio di Monaco di Baviera, in particolare, ha indotto l'attuale arcivescovo, il cardinale Reinhard Marx, a rassegnare le sue dimissioni nelle mani del Papa, che le ha respinte, e dal passato è emerso anche un caso che ha sollevato dubbi sul comportamento di Joseph Ratzinger. L'ipotesi di un processo al Papa emerito in un tribunale civile, peraltro, è stata poi archiviata. Altri rapporti sono stati commissionati dalle diocesi di Colonia - dove l'arcivescovo, il cardinale Rainer Maria Woelki, è da mesi sulla graticola - Muenster, Osnabrueck - dove il vescovo, Franz-Joseph Hermann Bode, si è dimesso. A Friburgo (Freiburg) subito dopo il rapporto nazionale la diocesi ha affidato un rapporto ad una commissione indipendente costituita da giuristi e criminologi.
Il vescovo attuale: "Un fallimento"
Il risultato, pubblicato oggi, ricalca grosso modo le cifre emerse nelle altre diocesi. Le vittime identificate sono 540, ma potrebbero essere di più, i sacerdoti abusatori, su 45 anni, 250. In 600 pagine il rapporto ha analizzato approfonditamente i documenti relativi ad alcuni casi per esaminare come sono state affrontate le denunce e come è stato possibile che gli abusi non venissero puniti. E' emersa la responsabilità, in particolare di due ordinari: l'arcivescovo Oskar Saier, oggi defunto, e l'arcivescovo Robert Zollitsch, dal 2008 al 2014 presidente della Conferenza episcopale tedesca. Per entrambi ci sono incontrovertibili prove che hanno insabbiato alcune denunce. In un caso, in particolare, la commissione parla di "insabbiamento programmato".
"Sono sbalordito perché monsignor Oskar Saier era anche un avvocato canonico, mentre monsignor Robert Zollitsch è stato per molti anni responsabile delle risorse umane, è diventato arcivescovo e poi anche presidente della Conferenza episcopale tedesca. Entrambi erano consapevoli dell'importanza e della rilevanza giuridica dell'argomento. Dietro queste scelte c'era un malinteso spirito corporativo", ha detto il vescovo Burger: "Il Vangelo di Gesù è stato chiaramente pervertito. In qualità di responsabili dell'arcidiocesi di Friburgo, gli arcivescovi sono in debito con le vittime. E anch'io devo affrontare questa situazione. E come arcivescovo, mi scuso con le persone colpite per questo fallimento".