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Usa, colpiti per aver sbagliato indirizzo. Ma chi ha sparato rischia di farla franca

Uccisa una ragazza, un altro ferito gravemente. L’autodifesa degli assalitori: “Ci sentivamo minacciati”
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NEW YORK - Ralph Yarl, 16 anni, aveva suonato al campanello sbagliato. Kaylin Gillis, 20, aveva preso il vialetto sbagliato. Entrambi sono stati raggiunti da colpi di arma da fuoco. Lui è stato ferito alla testa e a un braccio, a Kansas City, Missouri. Lei era in macchina a Hebron, zona rurale sopra New York, ed è morta in pochi minuti, raggiunta da un solo colpo, mentre i tre amici che erano con lei, terrorizzati, tentavano di trovare aiuto in una zona buia, sporca e con poca copertura telefonica. Ralph è afroamericano. Killis era una wasp, bianca e bionda.


In tutti i Paesi ci sono i razzisti e i pazzi, ma negli Stati Uniti c’è qualcosa in più: la libera circola…

NEW YORK - Ralph Yarl, 16 anni, aveva suonato al campanello sbagliato. Kaylin Gillis, 20, aveva preso il vialetto sbagliato. Entrambi sono stati raggiunti da colpi di arma da fuoco. Lui è stato ferito alla testa e a un braccio, a Kansas City, Missouri. Lei era in macchina a Hebron, zona rurale sopra New York, ed è morta in pochi minuti, raggiunta da un solo colpo, mentre i tre amici che erano con lei, terrorizzati, tentavano di trovare aiuto in una zona buia, sporca e con poca copertura telefonica. Ralph è afroamericano. Killis era una wasp, bianca e bionda.


In tutti i Paesi ci sono i razzisti e i pazzi, ma negli Stati Uniti c’è qualcosa in più: la libera circolazione delle armi e una legge, lo “Stand your ground” (praticamente, “tieni la posizione”), che autorizza a difendere la proprietà, la casa, l’auto o il posto di lavoro, minimizza i reati e le conseguenze civili, secondo il principio del prima spara e poi chiedi. Non c’è neanche bisogno che una persona provi a entrare, per poter premere il grilletto.

Andrew Lester, 84 anni, che nelle foto diffuse dai media appare con lo sguardo torvo e i capelli nero seppia, ha detto di aver sparato perché si sentiva minacciato. Da un ragazzo di 16 anni, che pensava di aver suonato a casa di amici, per riportare a casa i due fratellini. Anche Kevin Monahan, 65 anni, ha dichiarato di aver sparato perché si sentiva minacciato. Da un’auto che stava facendo marcia indietro, e da cui non era uscito nessuno.

Il primo è stato rilasciato dalla polizia dopo appena due ore, e incriminato solo cinque giorni dopo per via delle proteste, tra cui quelle di star di Hollywood come Viola Davis e Halle Berry. Ora Lester è stato accusato di aggressione di primo grado e azione criminale armata, con motivazioni razziali. Ma fino a ieri sera risultava ancora libero. Il secondo è stato incriminato per omicidio di secondo grado, non premeditato, e arrestato. La gente dice che se la vittima fosse stata nera, Monahan sarebbe a casa.

Chi ha sparato non ha dato il tempo alle vittime di parlare. Non c’è stata alcuna interazione. Una casa isolata può essere una polveriera. Negli Stati Uniti ci sono milioni di case isolate. I gruppi conservatori, inclusa la National Rifle Association, la più grande lobby di produttori e possessori di armi, difendono lo “Stand your ground”, mentre gli oppositori dicono che ha legittimato la risposta d’istinto e non l’uso delle armi come ultima risorsa. Secondo uno studio del 2022, c’è stato un incremento dell’11 per cento di omicidi per autodifesa. In maggioranza le vittime sono afroamericane o ispaniche, ma la tragedia di New York ricorda che può succedere a chiunque.

Cosa insegnerà? Niente. Una volta passata l’onda emotiva non sarà facile dimostrare in aula che chi ha sparato non fosse impaurito. In almeno 38 Stati esiste lo “Stand your ground”, in altri c’è una qualche variante. L’idea di imbracciare il fucile e tenere alla larga il mondo dal giardino di casa è considerata romantica, molto americana. E aiuta gli assassini. Nel 2012 George Zimmerman, addetto al controllo del vicinato, venne assolto dopo aver ucciso uno studente afroamericano di 17 anni, Trayvon Martin, andato a trovare i parenti.

In Texas, il governatore Greg Abbott vuole graziare Daniel Perry, condannato per l’omicidio di un uomo che partecipava a una protesta antirazzista di Black Lives Matter. Zimmerman disse di aver agito perché si sentiva minacciato. Perry ha dichiarato la stessa cosa. Come Lester, Monahan, e come Kyle Rittenhouse, che a 17 anni ha ucciso per strada due manifestanti, e a dieci posava in foto imbracciando un fucile da guerra. Loro che sono armati possono permettersi di avere paura e di uccidere. A noi è concessa solo la paura di sbagliare indirizzo.