Nato, dopo il “no” di Draghi per l'Italia spunta la carta Cavo Dragone
dal nostro inviato Paolo Mastrolilli , dal nostro inviato Paolo MastrolilliWASHINGTON - "L'Italia resterà al fianco dell'Ucraina fino a quando ce ne sarà bisogno, auspicando ovviamente che a un certo punto si possa arrivare a un tavolo negoziale". È interessante ascoltare questo impegno preso da Giuseppe Cavo Dragone, non solo perché è il capo di Stato Maggiore della Difesa italiana, ma anche perché Roma ha deciso di candidarlo alla carica di presidente del Nato Military Committee.
L'Italia puntava a presentare Mario Draghi come segretario generale, sicura che avrebbe vinto senza problemi. L'ex premier però non ha voluto, e quindi è emersa questa nuova idea. Perciò tra qualche mese l'ammiraglio potrebbe diventare il consigliere militare del leader politico dell'Alleanza.
Cavo Dragone è a Washington, prima di andare domani a Ramstein per la riunione del gruppo che assiste Kiev, e ieri è intervenuto ad un forum dell'Atlantic Council. Ha sott…
WASHINGTON - "L'Italia resterà al fianco dell'Ucraina fino a quando ce ne sarà bisogno, auspicando ovviamente che a un certo punto si possa arrivare a un tavolo negoziale". È interessante ascoltare questo impegno preso da Giuseppe Cavo Dragone, non solo perché è il capo di Stato Maggiore della Difesa italiana, ma anche perché Roma ha deciso di candidarlo alla carica di presidente del Nato Military Committee.
L'Italia puntava a presentare Mario Draghi come segretario generale, sicura che avrebbe vinto senza problemi. L'ex premier però non ha voluto, e quindi è emersa questa nuova idea. Perciò tra qualche mese l'ammiraglio potrebbe diventare il consigliere militare del leader politico dell'Alleanza.
Cavo Dragone è a Washington, prima di andare domani a Ramstein per la riunione del gruppo che assiste Kiev, e ieri è intervenuto ad un forum dell'Atlantic Council. Ha sottolineato che "l'obiettivo strategico di Putin era dimostrare, per la seconda volta in pochi mesi dopo l'Afghanistan, che la Nato non funziona. Ha fallito. L'Alleanza è più forte e affidabile di prima e, proprio a causa della sua mossa, ora abbiamo due nuovi membri, uno ai confini con la Russia". A proposito della controffensiva ucraina, il capo di Stato Maggiore dice che "un momento di stasi nelle operazioni belliche come quello attuale è talvolta prodromico a un movimento più deciso e massiccio. Personalmente, spero che non si arrivi a tanto, e che le parti si siedano a un tavolo negoziale per discutere una pace definitiva".
A Ramstein l'Ucraina tornerà a chiedere armi a lunga gittata e caccia, che però gli alleati ancora non vogliono fornire, per evitare che vengano usate per colpire il territorio russo creando le condizioni per un'escalation. L'ammiraglio resta sul generale: "Esamineremo le esigenze dell'Ucraina per supportarla con materiali e addestramento, facendo tutto il possibile per contrastare questa vera e propria invasione".
Il capo di Stato Maggiore guarda al futuro strategico, sottolineando che "dobbiamo essere pronti ad operare, muoverci e vincere in uno scenario multidominio". Incluso lo spazio, dove "si combatterà, perché la Russia ha già segnalato di essere intenzionata a farlo". Perciò serviranno risorse, investendo "come minimo" il 2% del pil nella difesa.