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Il prezzo delle fake news: Fox paga il conto per le bugie sui brogli

(agf)

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Il network patteggia 800 milioni di rimborso alla società Dominion accusata di manipolare il voto elettronico
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Chi frequenta i talk show tv sa che, spente le telecamere, ospiti e conduttori - parlino di interni, esteri, economia, cronaca - sostengono spesso tesi opposte da quelle espresse in diretta, con un cinismo che colpisce i neofiti. Ma perfino nel peggiore degli studi televisivi è difficile immaginare il sabba di menzogne, disinformazione, calunnie e stravolgimento della verità organizzato da Fox News, canale conservatore del magnate Rupert Murdoch, a favore dell'ex presidente americano Trump e contro Joe Biden, a ridosso delle elezioni Usa 2020. Pur di chiudere un processo che l'avrebbe di certo portata a condanna severa, Fox ha deciso di pagare la cifra monstre di 787,5 milioni di dollari alla compagnia Dominion, che produce macchine per scrutinare i voti, accusata di aver favorito la vittoria di Biden.

Malgrado anchor, direttori, giornalisti ed inviati fossero consapevoli che le accuse di brogli a favore dei democratici nascondessero bugie crasse, la rete ha, co…

Chi frequenta i talk show tv sa che, spente le telecamere, ospiti e conduttori - parlino di interni, esteri, economia, cronaca - sostengono spesso tesi opposte da quelle espresse in diretta, con un cinismo che colpisce i neofiti. Ma perfino nel peggiore degli studi televisivi è difficile immaginare il sabba di menzogne, disinformazione, calunnie e stravolgimento della verità organizzato da Fox News, canale conservatore del magnate Rupert Murdoch, a favore dell'ex presidente americano Trump e contro Joe Biden, a ridosso delle elezioni Usa 2020. Pur di chiudere un processo che l'avrebbe di certo portata a condanna severa, Fox ha deciso di pagare la cifra monstre di 787,5 milioni di dollari alla compagnia Dominion, che produce macchine per scrutinare i voti, accusata di aver favorito la vittoria di Biden.

Malgrado anchor, direttori, giornalisti ed inviati fossero consapevoli che le accuse di brogli a favore dei democratici nascondessero bugie crasse, la rete ha, con pervicace malafede, insultato la Dominion e insinuato nella base militante trumpiana l'idea che oscuri poteri, compresa la giunta del Venezuela, stessero minando la democrazia Usa, una campagna arivata fino al colpo di stato fallito del 6 gennaio 2021, con l'assalto al Campidoglio delle milizie fedeli all'ex presidente repubblicano.

"La verità conta, le bugie hanno conseguenze... i cittadini devono condividere l'impegno verso i fatti", commenta, con saggezza, Justin Nelson, il legale di Dominion. A Fox, infatti, i dirigenti erano consapevoli che l'offensiva contro Biden fosse farlocca, ma dalla proprietà dei Murdoch a giornalisti di destra trasformati in propagandisti milionari, l'intero network ha invece continuato a battere la grancassa della menzogna. Il primo emendamento alla Costituzione americana - lo ha ripetuto il magistrato Eric Davis, che presiedeva il processo prima che Fox accettasse di pagare i danni a Dominion - garantisce libertà di parola, non di accanita diffamazione e disinformazione, tanto più che Tucker Carlson, Sean Hannity, Laura Ingraham e gli altri conduttori erano convinti che Trump mentisse. "Sono pazzi e bugiardi" si dicevano fra loro Carlson e Ingraham a proposito dello stato maggiore trumpiano, tranne poi sostenere l'opposto in prima serata, visto che "la nostra audience è alla buona, abbocca alla grande".

La resa di Fox a Dominion, caso pilota per altri processi ancora in corso contro le accuse di Trump a Biden (e a un altro produttore di macchine per il voto, Smartmatic), farà storia negli Usa, dove il diritto, per tradizione secolare, - vedi la storica sentenza 1964 della Corte Suprema, "The New York Times versus Sullivan" - difende i media a tutti i costi. La corte di Davis e dei giurati popolari, però, si apprestava a infliggere a Murdoch una sonora condanna, che il pingue pagamento extragiudiziale risparmia in extremis. Come amava dire il leggendario editor tv Fred Friendly, portato sugli schermi da George Clooney nel film "Good Night and Good Luck", "La libertà di stampa non difende il terrorista che urli 'Al Fuoco! Al Fuoco!' in un cinema affollato, rischiando di creare stragi".

La disinformazione di Fox, che aveva già seminato danni esponendo migliaia di ascoltatori al Covid senza vaccino, con percentuali di decessi raccapriccianti, ha quindi calunniato la compagnia Dominion, mettendo a repentaglio, a scopo di lucro, la democrazia di Washington. Che debba pagare ammenda è monito grave negli Usa e speriamo rintocchi in Europa e in Italia, dove analoghe campagne di odio, con sponsor di lusso, vanno in onda, e in edicola, ogni giorno e ogni sera.

Instagram @gianniriotta