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Regno Unito, bullismo al governo: Raab costretto a dimettersi, il premier Sunak perde il suo vice

(reuters)

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Il ministro della Giustizia è accusato di maltrattamenti. Ma tabloid e brexiter gridano al complotto
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LONDRA - "Combatterò fino alla morte", titolava oggi il quotidiano conservatore Daily Telegraph citando Dominic Raab attraverso suoi anonimi "amici". Tutti certi che il vicepremier e ministro della Giustizia non avrebbe mai mollato nonostante le accuse multiple di bullismo e mobbing. Invece, neanche alle 10 di mattina, Raab si era già dimesso: "Lascio fiero del mio lavoro", ha twittato in una lettera livorosa, "ma quanto accaduto è un pericoloso precedente".

Mobbing, bullismo o semplicemente scorbutico e maleducato? I tabloid si scagliano contro mandarini e impiegati del ministero, bollati come "woke" (ossia, nel loro vocabolario, attivisti di sinistra che si indignano per tutto) e "snowflake" ("fiocco di neve", persona ultrasensibile) perché gli accusatori di Raab avrebbero montato tutto questo caso per qualche sgridata o rimprovero.

Diverso il rapporto indipendente dell'avvo…

LONDRA - "Combatterò fino alla morte", titolava oggi il quotidiano conservatore Daily Telegraph citando Dominic Raab attraverso suoi anonimi "amici". Tutti certi che il vicepremier e ministro della Giustizia non avrebbe mai mollato nonostante le accuse multiple di bullismo e mobbing. Invece, neanche alle 10 di mattina, Raab si era già dimesso: "Lascio fiero del mio lavoro", ha twittato in una lettera livorosa, "ma quanto accaduto è un pericoloso precedente".

Mobbing, bullismo o semplicemente scorbutico e maleducato? I tabloid si scagliano contro mandarini e impiegati del ministero, bollati come "woke" (ossia, nel loro vocabolario, attivisti di sinistra che si indignano per tutto) e "snowflake" ("fiocco di neve", persona ultrasensibile) perché gli accusatori di Raab avrebbero montato tutto questo caso per qualche sgridata o rimprovero.

Diverso il rapporto indipendente dell'avvocato Adam Tolley, che ha lanciato un'inchiesta interna dopo le numerose accuse e denunce contro Raab negli ultimi mesi, ultima l'avvocata anti-brexiter Gina Miller che l'ex vicepremier avrebbe chiamato "stupida cagna". Il rapporto parla di almeno otto "comportamenti intimidatori" e "offensivi" di Raab nei confronti di collaboratori e impiegati nei ministeri che ha guidato.

"Raab era inutilmente aggressivo, inquisitorio", scrive Tolley, "c'è stato un caso di abuso di potere umiliante per una vittima", mentre il lavoro di un altro colletto bianco sarebbe stato definito dall'ex ministro "terribile e inutile". Poi però ci sono passaggi che scatenano la rabbia di tabloid e sostenitori di Raab: per esempio, l'ex vicepremier avrebbe "gesticolato troppo mentre discuteva con il suo staff", "zittito un collaboratore con un segno con la mano" oppure "dato un pugno al tavolo".

Raab è una furia: "Questi non sono impiegati, sono attivisti!". Figlio di genitori cechi ebrei sfuggiti al nazismo, cintura nera di karate con un poster di Mohammad Ali in ufficio, a Whitehall Raab è sempre stato amato o odiato per la sua rigidità caratteriale. Nel 2016 l'allora prima ministra Theresa May lo cacciò perché definì le femministe "insopportabili fanatiche".

Ma ora il 49enne Raab non ci sta. Sostiene che la commissione indipendente lo abbia discriminato, che per alcune delle denunce non gli è stato chiesto il contraddittorio, e che altre sono state "presentate e coordinate dopo anni", mentre in genere è possibile farlo solo dopo qualche mese. E riconosce solo due delle accuse, ma si tratterebbe di al massimo maleducazione, nulla più.

Il primo ministro Rishi Sunak accetta le dimissioni: "Mi spiace, Dominic". Per ora, il leader britannico conservatore sembra al sicuro. Ma è da capire se e quando Sunak abbia tergiversato o peggio coperto le presunte malefatte di Raab. La destra tory anti-Ue grida al complotto: "È ua coincidenza che i nostri cadano uno dopo l'altro?", lamenta Lord Daniel Moylan. Nel frattempo, il Regno Unito è diventato un Paese che cambia ministri più frequentemente dell'Italia: quello di Raab è solo ennesimo caso che travolge Westminster, anzi "Pestminster" come la chiamano i suoi critici.

E c'è un altro scandalo, stavolta sessuale, nella confindustria britannica, Cbi, dove due donne hanno accusato di molestie e violenze l'ex presidente Tony Danker e altri dipendenti. Per lo sdegno, è scattato un clamoroso esodio di aziende dalla Cbi, dalla Bmw alla rete Itv a banche come la National West.