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Media: "Israele testerà un sistema di allarme missilistico a Kiev da Maggio"

(afp)
La tecnologia israeliana consente di collegare radar e network di difesa militari con telefoni cellulari civili e sirene, permettendo un allarme molto localizzato in caso di minaccia missilistica
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GERUSALEMME – Il mese prossimo l’Ucraina dovrebbe cominciare a testare il sistema israeliano di allerta anti-aerea. A riportarlo, citando fonti anonime di Gerusalemme e Kiev, il portale di informazione Axios.

La tecnologia israeliana consente di collegare radar e network di difesa militari con telefoni cellulari civili e sirene, permettendo un allarme molto localizzato in caso di minaccia missilistica. Un tipo di allerta – nota in ebraico come “zeva adom” (colore rosso) - che i cittadini israeliani conoscono bene perché argine fondamentale alla periodica minaccia rappresentata da missili e razzi lanciati da vicini ostili, e in particolare dalla Striscia di Gaza.

La promessa di Gantz

A promettere questo tipo di assistenza all’Ucraina è stato nell’ottobre 2022 l’allora Ministro della Difesa Benny Gantz (oggi uno dei leader dell’opposizione). Il principale vantaggio del sistema consiste appunto nella sua capacit…

GERUSALEMME – Il mese prossimo l’Ucraina dovrebbe cominciare a testare il sistema israeliano di allerta anti-aerea. A riportarlo, citando fonti anonime di Gerusalemme e Kiev, il portale di informazione Axios.

La tecnologia israeliana consente di collegare radar e network di difesa militari con telefoni cellulari civili e sirene, permettendo un allarme molto localizzato in caso di minaccia missilistica. Un tipo di allerta – nota in ebraico come “zeva adom” (colore rosso) - che i cittadini israeliani conoscono bene perché argine fondamentale alla periodica minaccia rappresentata da missili e razzi lanciati da vicini ostili, e in particolare dalla Striscia di Gaza.

La promessa di Gantz

A promettere questo tipo di assistenza all’Ucraina è stato nell’ottobre 2022 l’allora Ministro della Difesa Benny Gantz (oggi uno dei leader dell’opposizione). Il principale vantaggio del sistema consiste appunto nella sua capacità di mandare nei rifugi soltanto chi si trova in aree davvero a rischio, consentendo al resto della zona di continuare la propria routine. Allo stesso tempo però, la vastità del territorio ucraino rispetto a quello israeliano, e le diverse tipologia di missili e razzi usati dalla Russia rispetto a quelli più noti in Israele rappresentano degli ostacoli da superare.

Secondo Axios, il sistema verrà testato a Kiev a maggio, e in caso di successo dispiegato anche nelle altre grandi città ucraine (quelle con più di un milione di abitanti).Lo sviluppo è significativo anche perché gli aiuti militari israeliani all’Ucraina sono stati finora molto limitati.

Sin dall’inizio della guerra il 24 febbraio 2022, Kiev ha ripetutamente chiesto a Gerusalemme di fornire loro armamenti e in particolare tecnologia di difesa antiaerea. Lo Stato ebraico non ha però mai accettato, scegliendo invece di concentrarsi sull’assistenza umanitaria.

La posizione di Israele

Pur condannando l’invasione dell’Ucraina, Israele infatti ha continuato a lavorare per preservare i rapporti con Mosca, che mantiene una importante presenza militare in Siria e ne controlla i cieli, rappresentando quindi un attore chiave per i raid aerei contro gli obiettivi iraniani nel paese. In Russia inoltre vivono centinaia di migliaia di ebrei e le autorità israeliane si stanno adoperando preservarne l’incolumità.

Quando è tornato al governo a fine dicembre, l’attuale Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha accennato di essere pronto a considerare un cambiamento nella politica israeliana verso la guerra e sono state tenuti diverse riunioni per valutare la situazione, senza però che fino a questo momento ci siano state modifiche sostanziali nella linea del governo.

I precedenti

In marzo, sempre Axios aveva rivelato che Israele era pronta a fornire all’Ucraina tecnologia difensiva anti-drone basata sulla guerriglia elettronica. Tra i documenti riservati del Pentagono che di recente sono stati pubblicati da varie testare americane inoltre, uno riguardava proprio il tema della posizione israeliana sugli armamenti all’Ucraina. Il testo suggeriva che aumentando la pressione su Gerusalemme, lo Stato ebraico avrebbe potuto modificare la sua linea di condotta, e dare il via libera alla fornitura di armi, e in particolare di missili terra-aria Barak-8 e Spyder e missili anti-carro Spike – le tecnologie che secondo gli Usa sarebbero più necessarie a Kiev.