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Arresti eccellenti e finanziamenti sospetti: tutti gli scandali che pesano sull'indipendenza scozzese

Nicola Sturgeon esce dalla sua abitazione a Glasgow (afp)
Dalle dimissioni di Nicola Sturgeon una serie di polemiche e controversie si è abbattuta sullo Scottish National Party. Che alle elezioni generali del 2024 rischia di perdere il dominio degli ultimi venti anni
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LONDRA - Braveheart si starà rivoltando nella tomba. Perché il sogno dell’indipendenza scozzese non è mai stato così improbabile come oggi, o perlomeno negli ultimi tre decenni. Continuano ad accumularsi scandali e arresti sul partito Snp. Da quando l'ex leader indipendentista e premier scozzese Nicola Sturgeon si è dimessa oltre due mesi fa ufficialmente per motivazioni personali, una clamorosa valanga di polemiche e controversie si è abbattuta sullo Scottish National Party. Che alle elezioni generali del 2024 potrebbe pure perdere il potere e il dominio incontrastato di questi ultimi venti anni.

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LONDRA - Braveheart si starà rivoltando nella tomba. Perché il sogno dell’indipendenza scozzese non è mai stato così improbabile come oggi, o perlomeno negli ultimi tre decenni. Continuano ad accumularsi scandali e arresti sul partito Snp. Da quando l'ex leader indipendentista e premier scozzese Nicola Sturgeon si è dimessa oltre due mesi fa ufficialmente per motivazioni personali, una clamorosa valanga di polemiche e controversie si è abbattuta sullo Scottish National Party. Che alle elezioni generali del 2024 potrebbe pure perdere il potere e il dominio incontrastato di questi ultimi venti anni.

Due giorni fa c’è stato l'ultimo arresto eclatante, quello di Colin Beattie, da oltre un decennio tesoriere dello Snp. L’uomo è stato rilasciato, per ora senza accuse, dopo 11 ore di interrogatorio da parte della polizia scozzese, e lo stesso era capitato due settimane fa a un altro colosso del partito, Peter Murrell, presidente Snp ma anche marito dell’ex premier Nicola Sturgeon, cui è stato sequestrato un camper, cointestato alla coppia, da circa 130mila euro.

Beattie e Murrell sono stati fermati dalla polizia perché c’è qualcosa che non quadra, secondo gli inquirenti scozzesi, riguardo alle finanze del partito indipendentista. Nello specifico, le 666.953 sterline (oltre 750mila euro) raccolte da iscritti e sostenitori in varie campagne dal 2017 al 2020. Il sospetto degli inquirenti è che questo gruzzolo sia stato deviato da qualche altra parte, visto che lo Snp alla fine del 2019 aveva in cassa ufficialmente solo 97mila sterline, i suoi asset totali netti ammontavano a 272mila sterline e ora bisogna capire se sia tutto regolare o se parte di quel tesoretto da oltre 666mila sterline sia davvero andato da qualche altra, e tuttora oscura, parte.

C’è poi un altro caso bizzarro, strettamente legato alle finanze del partito. Perché ora si scopre che Murrell, presidente Snp e marito di Sturgeon del 2010, avrebbe personalmente prestato al partito oltre 120mila euro nel giugno 2021. Il nuovo leader Snp e premier scozzese (il primo musulmano), Humza Yousaf, ha confermato ai reporter ieri che il partito deve ancora del denaro a Murrell, ma non ha specificato quanto. Secondo Sky News, si tratterebbe di almeno metà della somma. 

Di certo, questi scandali stanno lacerando la reputazione dello Scottish National Party, che ha letteralmente dominato in Scozia negli ultimi due decenni, praticamente senza alcuna opposizione e attirando critiche da alcuni osservatori per la scarsa trasparenza del suo operato. Tra gli iscritti e attivisti indipendentisti, cresce la disillusione e la frustrazione. 

Secondo YouGov, l’indice di gradimento per lo Snp è ai minimi dal 2014, anno in cui perse nettamente il referendum per l’indipendenza racimolando il 44,7% dei voti. Oggi solo il 38% degli scozzesi voterebbe ancora per il partito di Yousaf e Sturgeon, tuttora deputata e membro Snp. E pensare che soltanto due anni fa il consenso dello Scottish National Party sfiorava il 60%. Mentre il 54% degli scozzesi si dice oggi contrario all’indipendenza, contro il 46%.