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Russia, il padre di Masha Moskaliova mantiene la patria potestà. Ma da un mese non si sa più nulla di lui

Aleksej è stato condannato a due anni di carcere dopo che la figlia ha fatto un disegno pacifista a scuola. Evaso, è stato catturato in Bielorussia ed estradato, ma gli avvocati non ne hanno più notizie
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MOSCA - Gli avvocati di Aleksej Moskaliov festeggiano, ma soltanto a metà. Il tribunale di Efremov, nella regione di Tula, ha archiviato il caso sulla revoca dei diritti dei genitori di Masha Moskaliova, la studentessa tredicenne che un anno fa aveva fatto un disegno per la pace in Ucraina a scuola scatenando un caso giudiziario contro il padre Aleksej.

Per il legale Vladimir Bilienko si tratta di "un'importante vittoria morale", merito di "tutte le persone premurose che si sono preoccupate per questa famiglia". Ma una vittoria a metà. Per due motivi.

Il primo: non si sa dove si trovi il padre Aleksej Moskaliov che ha cresciuto Masha da solo da quando aveva tre anni. Dopo le denunce degli insegnanti di Masha, era stato indagato, posto ai domiciliari e infine condannato a due anni di carcere per "discredito delle forze armate".

Evaso alla vigilia della sentenza, era fuggito in Bielorussia dove è stato arrestato il 30 marzo.…

MOSCA - Gli avvocati di Aleksej Moskaliov festeggiano, ma soltanto a metà. Il tribunale di Efremov, nella regione di Tula, ha archiviato il caso sulla revoca dei diritti dei genitori di Masha Moskaliova, la studentessa tredicenne che un anno fa aveva fatto un disegno per la pace in Ucraina a scuola scatenando un caso giudiziario contro il padre Aleksej.

Per il legale Vladimir Bilienko si tratta di "un'importante vittoria morale", merito di "tutte le persone premurose che si sono preoccupate per questa famiglia". Ma una vittoria a metà. Per due motivi.

Il primo: non si sa dove si trovi il padre Aleksej Moskaliov che ha cresciuto Masha da solo da quando aveva tre anni. Dopo le denunce degli insegnanti di Masha, era stato indagato, posto ai domiciliari e infine condannato a due anni di carcere per "discredito delle forze armate".

Evaso alla vigilia della sentenza, era fuggito in Bielorussia dove è stato arrestato il 30 marzo. Stando alle autorità di Minsk sarebbe stato estradato in Russia il 12 aprile, ma non ci sono prove dell'estradizione e i servizi penitenziari di entrambi i Paesi non rispondono ai legali.

Il secondo: precedentemente portata in un centro di riabilitazione minorile, Masha è stata affidata alla madre che l'aveva abbandonata quando aveva tre anni e non parlava con lei da quando ne aveva nove, ma che ora mantiene anch'ella i diritti genitoriali. Un affido organizzato dalle più alte autorità che però, denunciano gli avvocati, non sarebbe nell'interesse della ragazzina.

"La madre è stata persuasa a prendere la ragazza con sé in cambio di soldi. Aveva grossi debiti che sono svaniti improvvisamente. Mentre tengono il padre Aleksej nell'ombra in modo che la gente si dimentichi di lui", ha detto alla tv Current Time l'avvocato Dmitrij Zakhvatov.

"Stanno creando una nuova narrazione che sostituisca la precedente: non più il padre mandato in prigione e la ragazza nascosta in un orfanotrofio per un disegno contro la guerra, ma il padre mandato in prigione perché ha infranto la legge, ma la ragazza sta bene", continua Zakhvatov lanciando l'allarme: "È quasi un mese che Aleksej è in isolamento. Nessuno sa dove sia".