Taiwan, la proposta di Borrell: "Navi europee per pattugliare lo Stretto"
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA – Navi militari dell’Unione Europea dovrebbero pattugliare lo stretto di Taiwan, per proteggere l’isola dalla Cina nella disputa tra i governi di Pechino e di Taipei. Lo afferma Josep Borrell, l’Alto rappresentante della Ue per gli affari esteri e la sicurezza, in un articolo pubblicato stamane dal Journal Du Dimanche. Un intervento a favore di un maggiore ruolo per l’Europa unita, a fianco dell’America, in difesa di Taiwan. E un segnale alla Cina che ogni atto di belligeranza verso Taiwan potrebbe avere conseguenze non soltanto economiche nei rapporti con l’Europa.
“Taiwan ci riguarda economicamente, commercialmente e tecnologicamente”, scrive il “ministro” degli Esteri della Ue nel commento uscito sul giornale francese. “Questo è il motivo per cui esorto le Marine militari europee a pattugliare lo stretto di Taiwan per dimostrare l’impegno dell’Europa per la libertà di navigazio…
LONDRA – Navi militari dell’Unione Europea dovrebbero pattugliare lo stretto di Taiwan, per proteggere l’isola dalla Cina nella disputa tra i governi di Pechino e di Taipei. Lo afferma Josep Borrell, l’Alto rappresentante della Ue per gli affari esteri e la sicurezza, in un articolo pubblicato stamane dal Journal Du Dimanche. Un intervento a favore di un maggiore ruolo per l’Europa unita, a fianco dell’America, in difesa di Taiwan. E un segnale alla Cina che ogni atto di belligeranza verso Taiwan potrebbe avere conseguenze non soltanto economiche nei rapporti con l’Europa.
“Taiwan ci riguarda economicamente, commercialmente e tecnologicamente”, scrive il “ministro” degli Esteri della Ue nel commento uscito sul giornale francese. “Questo è il motivo per cui esorto le Marine militari europee a pattugliare lo stretto di Taiwan per dimostrare l’impegno dell’Europa per la libertà di navigazione in questa area assolutamente cruciale”.
L’intervento di Borrell giunge due settimane dopo esercitazioni navali della Cina attorno a Taiwan che hanno simulato attacchi e un blocco dell’isola, come reazione per un incontro avvenuto in California tra la presidente taiwanese Tsia Ing-wen e lo Speaker della Camera dei rappresentanti Usa Kevin McCarthy. Martedì scorso l’Alto rappresentante per gli affari esteri della Ue aveva già dichiarato, in un discorso al parlamento di Strasburgo: “Taiwan fa chiaramente parte del nostro perimetro geostrategico per garantire la pace internazionale. Non è soltanto per ragioni morali che un’azione contro Taiwan deve essere necessariamente respinta. È anche perché, in termini economici, sarebbe estremamente grave per l’Europa, perché Taiwan ha un ruolo strategico nella produzione dei semiconduttori più avanzati”.
Le sue parole, ora rafforzate dall’articolo sul Journal Du Dimanche, sembrano una voluta presa di distanze dalle recenti affermazioni di Emmanuel Macron, secondo il quale l’Europa non dovrebbe essere “un gregario” degli Stati Uniti nell’eventualità di un conflitto con la Cina a causa di Taiwan. La dichiarazione del presidente francese, fatta dopo una visita a Pechino che non pare avere prodotto grandi risultati sulla guerra in Ucraina e sul problema di Taiwan, ha suscitato forti critiche da leader politici sia in Europa che a Washington.
Intanto Pechino ha protestato per le affermazioni del presidente sud-coreano Yoon Suk-yeol, che ha detto che le tensioni su Taiwan dipendono dal tentativo cinese di cambiare lo status quo “con la forza”, definendo la questione un problema non solo tra Pechino e Taipei ma “globale”. E il presidente del Guatemala, Alejandro Giammatei, è partito per una visita di Taiwan, parte di un’iniziativa di Taipei di rafforzare le relazioni diplomatiche con l’America Latina.