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La nuova linea della Difesa australiana: missili a lungo raggio per affrontare la minaccia cinese

Anthony Albanese presenta la Defence Strategic Review a Canberra, Australia (reuters)
Il più approfondito rapporto sulle sue capacità militari dalla fine della Seconda guerra mondiale ad oggi afferma che, “nell’era missilistica”, il Paese non può più sentirsi protetto dall’isolamento geografico
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LONDRA – L’Australia ha deciso di accelerare i piani per acquisire missili a lungo raggio allo scopo di affrontare meglio la crescente minaccia posta dalla Cina. Il più approfondito rapporto sulle sue capacità militari dalla fine della Seconda guerra mondiale ad oggi afferma che, “nell’era missilistica”, l’Australia non può più sentirsi protetta dall’isolamento geografico. Lo studio del ministero della Difesa australiano avverte inoltre che il massiccio rafforzamento degli armamenti di Pechino rende necessario aumentare la spesa militare in tempi rapidi, sia a scopo deterrente che nell’eventualità di dover rispondere a un attacco. 

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LONDRA – L’Australia ha deciso di accelerare i piani per acquisire missili a lungo raggio allo scopo di affrontare meglio la crescente minaccia posta dalla Cina. Il più approfondito rapporto sulle sue capacità militari dalla fine della Seconda guerra mondiale ad oggi afferma che, “nell’era missilistica”, l’Australia non può più sentirsi protetta dall’isolamento geografico. Lo studio del ministero della Difesa australiano avverte inoltre che il massiccio rafforzamento degli armamenti di Pechino rende necessario aumentare la spesa militare in tempi rapidi, sia a scopo deterrente che nell’eventualità di dover rispondere a un attacco. 

In particolare, come riporta la Bbc, il governo del premier Anthony Albanese ha autorizzato l’acquisto di missili con 500 chilometri di raggio a un costo pari a circa 11 miliardi e mezzo di euro nell’immediato futuro. L’iniziativa, osserva il leader laburista, renderà l’Australia “più autonoma, più preparata e più sicura”. Il mese scorso gli Stati Uniti avevano concordato con il governo di Canberra la vendita di 220 missili cruise per un valore di 895 milioni di dollari.  

I razzi, che non sono dotati di testate nucleari, verranno installati su una nuova classe di sottomarini che l’Australia acquisterà dagli Usa nell’ambito del patto di difesa comune Aukus, firmato da Australia, Regno Unito e Stati Uniti. Il nuovo programma prevede anche l’acquisizione di missili anti-nave da installare su cacciabombardieri. Il piano include pure un miglioramento della capacità navale delle forze armate australiane.  

La Strategic Defense Review, questo il nome del rapporto, giunge dopo un precedente studio del 2022 in cui una think tank aveva messo in guardia su un possibile “scenario peggiore” nel quale la Cina potrebbe prende possesso di territori nella regione dell’Indo-Pacifico durante una eventuale guerra per conquistare Taiwan. “Quello che il nostro governo sta provando a fare è persuadere Pechino a non ricorrere alla forza per realizzare i propri obiettivi, inclusa l’annessione di Taiwan e il controllo delle acque internazionali nel mar cinese meridionale”, commenta Malcom Davis, un analista di affari militari dell’Australian Strategic Policy Institute. “Ma non sempre la deterrenza funziona, come abbiamo visto in Ucraina, perciò bisogna essere pronti a rispondere militarmente e questo rapporto è un passo nella direzione giusta”.