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Il rapper Pras Michel dei Fugees giudicato colpevole di spionaggio a favore della Cina: rischia 20 anni

(afp)
L'artista ha aiutato Pechino ad avere accesso a Obama e Trump, minacciato i testimoni e messo in piedi uno schema per il riciclaggio di denaro, truffe bancarie
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New York - L'ultima spia che ha tradito l'America non viene dal freddo, ma dall'hiphop. Il rapper e produttore discografico haitiano Prakazrel Samuel Michél, noto come Pras Michél, 50 anni, è stato dichiarato colpevole di spionaggio da una corte federale di Washington. Il vincitore di Grammy, membro del trio hiphop americano Fugees e autore di brani tipo Ghetto Superstar, è accusato di aver aiutato un uomo d'affari della Malesia, Jho Low, e il governo cinese a guadagnare l'accesso ai più alti livello dell'amministrazione americana, inclusi gli ex presidenti Barack Obama e Donald Trump.

Dieci reati

Il rapper di Mistery Man, ritenuto colpevole di tutti e dieci i reati per cui era stato incriminato, ha agito da uomo misterioso anche nella vita reale, ingannando il governo americano, minacciando testimoni, mettendo in piedi uno schema per il riciclaggio di denaro, truffe bancarie e muovendosi in modo disinvolto come agente di un…

New York - L'ultima spia che ha tradito l'America non viene dal freddo, ma dall'hiphop. Il rapper e produttore discografico haitiano Prakazrel Samuel Michél, noto come Pras Michél, 50 anni, è stato dichiarato colpevole di spionaggio da una corte federale di Washington. Il vincitore di Grammy, membro del trio hiphop americano Fugees e autore di brani tipo Ghetto Superstar, è accusato di aver aiutato un uomo d'affari della Malesia, Jho Low, e il governo cinese a guadagnare l'accesso ai più alti livello dell'amministrazione americana, inclusi gli ex presidenti Barack Obama e Donald Trump.

Dieci reati

Il rapper di Mistery Man, ritenuto colpevole di tutti e dieci i reati per cui era stato incriminato, ha agito da uomo misterioso anche nella vita reale, ingannando il governo americano, minacciando testimoni, mettendo in piedi uno schema per il riciclaggio di denaro, truffe bancarie e muovendosi in modo disinvolto come agente di un governo straniero. Per mesi il producer aveva radunato gente ricca e famosa nei suoi scintillanti party organizzati a Las Vegas e in altri posti hot. Ma in segreto, secondo l'accusa, volava in Cina e incontrava alti funzionari dell'Intelligence di Pechino. Pras rischia fino a vent'anni di carcere. Nel sistema giudiziario Usa prima viene deciso se una persona è colpevole, e se il verdetto è di condanna, in un secondo momento si stabilisce l'entità della condanna. Pras Michél nelle prossime settimane conoscerà il suo destino.

DiCaprio testimone

Oggi si è chiusa la prima parte del processo, durato tre settimane, e che ha visto tra i testimoni Leonardo DiCaprio, chiamato in causa in questa storia, che riguarda uno degli scandali finanziari più grandi di sempre. Dopo aver fatto sparire fondi della Malesia per 4,5 miliardi di dollari, Low voleva sfondare a Hollywood. Per questo nel 2012 aveva finanziato la produzione del film The Wolf of Wall Street, uscito l'anno dopo, in cui DiCaprio era il protagonista. L'attore aveva raccontato di non aver mai sospettato che dietro quel generoso produttore ci fosse un cleptocrate, considerato lo sfarzo delle sue feste. Pras Michél era uno dei maggiori beneficiari di questo giro.

20 milioni per la foto con Obama

All'uscita del tribunale il rapper non ha risposto alle domande dei giornalisti. Il suo avvocato, David Kenner, ha detto di essere deluso dal verdetto. "Siamo profondamente delusi - ha spiegato - ma siamo fiduciosi che alla fine il caso si risolverà in modo positivo. Di sicuro, faremo ricorso. Questa battaglia non finisce qui". Pras ha raccontato di aver ricevuto nel 2012 venti milioni di dollari da Low in cambio della possibilità di farsi una foto con Obama. Il rapper ha detto di non aver mai usato il denaro dell'uomo d'affari per fini che non fossero il piacere personale. "Avrei potuto comprare dodici elefanti con quei soldi", ha aggiunto. Ma all'idea di una foto da venti milioni la corte non ha creduto.

E cento milioni per far cadere le accuse

Quando Trump è entrato alla Casa Bianca, era già stata avviata un'indagine su Low, già sospettato per la mega truffa con i fondi sovrani della Malesia. Low, ha sostenuto l'accusa, si era rivolto di nuovo a Pras per un altro aiuto. L'uomo d'affari avrebbe dato al musicista cento milioni di dollari perché convincesse il governo, incluso lo stesso Trump, a far cadere le accuse su di lui. Il rapper si sarebbe dato da fare anche per far ottenere l'estradizione, per conto di Pechino, di un dissidente cinese, Guo Wengui, arrestato negli Stati Uniti per un altro caso di truffa agli investitori. Il finanziere della Malesia è stato incriminato come Pras, ma ha fatto perdere le tracce. Secondo gli investigatori, sarebbe in Cina.