Trump, al processo per stupro depone E. Jean Carroll: "Mi ha violentata"
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - "Sono qui perché Donald Trump mi ha stuprata e quando lo scrissi, lui disse che non era successo". La scrittrice Jean Carroll si è presentata in aula a New. York per raccontare una storia avvenuta una sera di quasi trent'anni fa, nel camerino dei grandi magazzini di lusso di Manhattan. E' stato il secondo giorno del processo, istruito sulle accuse della donna, che ora ha 79 anni, grazie alla nuova legge approvata dallo Stato di New York che ha aperto una finestra temporale di un anno, entro cui le persone vittime di abusi e violenze possono denunciare fatti che sarebbero caduti in prescrizione.
I legali della donna hanno chiesto alla Corte distrettuale federale di dichiarare Trump colpevole di aggressione e diffamazione e, se ritenuto responsabile, di obbligarlo a versare un risarcimento alla vittima. Carroll ha raccontato in aula la sua storia, senza nascondere i dettagli, ma anche parlato di come quell'episodio le abbia cambiato per se…
NEW YORK - "Sono qui perché Donald Trump mi ha stuprata e quando lo scrissi, lui disse che non era successo". La scrittrice Jean Carroll si è presentata in aula a New. York per raccontare una storia avvenuta una sera di quasi trent'anni fa, nel camerino dei grandi magazzini di lusso di Manhattan. E' stato il secondo giorno del processo, istruito sulle accuse della donna, che ora ha 79 anni, grazie alla nuova legge approvata dallo Stato di New York che ha aperto una finestra temporale di un anno, entro cui le persone vittime di abusi e violenze possono denunciare fatti che sarebbero caduti in prescrizione.
I legali della donna hanno chiesto alla Corte distrettuale federale di dichiarare Trump colpevole di aggressione e diffamazione e, se ritenuto responsabile, di obbligarlo a versare un risarcimento alla vittima. Carroll ha raccontato in aula la sua storia, senza nascondere i dettagli, ma anche parlato di come quell'episodio le abbia cambiato per sempre la vita, ma anche di quello che era avvenuto dopo, quando il tycoon l'aveva accusata pubblicamente di essere una "truffatrice" in cerca di celebrità.
L’aveva spinta talmente con forza che la donna aveva battuto la testa contro la parete. "Ero estremamente confusa - ha raccontato con la voce rotta dall'emozione - ma ho subito capito quello che stava per succedere". “Si è chinato e mi ha abbassato le calze”. Lei ha provato a dargli una ginocchiata. "A un certo punto - ha aggiunto - ha infilato le sue dita nella mia vagina, è stata una cosa estremamente dolorosa". Poi, ha detto, Trump ha infilato il suo pene. "Mi vergognavo - ha raccontato - pensavo fosse colpa mia". Da quell'esperienza, ha rivelato, "sono stata incapace di avere di nuovo una vita sentimentale".
Trump ha sempre respinto ogni accusa, liquidando quella confessione come un mezzo per lanciare la vendita del suo libro. "Non so chi sia", aveva scritto su Twitter. Poi aveva aggiunto: "non era il mio tipo". Ma i legali di Carroll hanno ricordato di come una volta Trump avesse scambiato in foto lei con Maria Maples, la sua prima moglie. "Carroll - ha aggiunto uno dei legali - era esattamente il suo tipo, il tipo di bella donna di cui lui era automaticamente attratto". Ma l'accusa all'allora presidente degli Stati Uniti aveva provocato dure reazioni nei sostenitori di Trump. Il magazine Elle l'aveva licenziata. "Persi otto milioni di lettori - ha raccontato - la gente da allora ha cominciato a guardarmi in modo diverso".
Il processo durerà circa sei settimane. Trump non è obbligato a presentarsi in aula per difendersi. A rappresentarlo c'è Joe Tacopina, lo stesso che lo difende dall'incriminazione per aver comprato il silenzio di una porno star e di una playmate durante la campagna presidenziale del 2016. Alla domanda del giudice Lewis Kaplan, che ha chiesto se Trump avesse intenzione di testimoniare, Tacopina ha detto di non esserne sicuro. Ma dovrà prendere una decisione entro questa settimana. La scrittrice è attesa adesso dalla seconda parte della sua deposizione.