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La telefonata di Xi piace all’Occidente: “La aspettavamo da tempo”. Ma una tregua rimane lontana

(ansa)
La speranza è che la chiamata a Zelensky aiuti Pechino a comprendere meglio il dolore causato da Putin
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NEW YORK - La Casa Bianca aveva incoraggiato Xi ad avere un contatto diretto con Zelensky, per sentire la sua versione sull'attacco di Putin all'Ucraina, e magari convincerlo ad avere un ruolo più costruttivo per frenare il suo alleato, invece di fornirgli armi letali. Perciò Washington, come Bruxelles, saluta la telefonata di ieri come un passo positivo. Se poi questo basterà ad aprire la strada per colloqui utili a cambiare le dinamiche e fermare il conflitto è un altro discorso, che al momento nessuno si azzarda a fare.

Nei giorni scorsi il consigliere per la sicurezza nazionale Sullivan aveva apertamente sollecitato il presidente cinese a sentire il collega di Kiev, perché se davvero voleva presentarsi come mediatore non poteva farlo parlando solo col suo amico di Mosca, con cui condivide la sfida lanciata dalle autocrazie all'Occidente per smantellare l'ordine basato sulle regole e sostituirlo con un nuovo equilibrio multipo…

NEW YORK - La Casa Bianca aveva incoraggiato Xi ad avere un contatto diretto con Zelensky, per sentire la sua versione sull'attacco di Putin all'Ucraina, e magari convincerlo ad avere un ruolo più costruttivo per frenare il suo alleato, invece di fornirgli armi letali. Perciò Washington, come Bruxelles, saluta la telefonata di ieri come un passo positivo. Se poi questo basterà ad aprire la strada per colloqui utili a cambiare le dinamiche e fermare il conflitto è un altro discorso, che al momento nessuno si azzarda a fare.

Nei giorni scorsi il consigliere per la sicurezza nazionale Sullivan aveva apertamente sollecitato il presidente cinese a sentire il collega di Kiev, perché se davvero voleva presentarsi come mediatore non poteva farlo parlando solo col suo amico di Mosca, con cui condivide la sfida lanciata dalle autocrazie all'Occidente per smantellare l'ordine basato sulle regole e sostituirlo con un nuovo equilibrio multipolare.

La speranza era che dialogando direttamente con Zelensky, Xi avrebbe compreso meglio la tragedia provocata da Putin, scegliendo di adoperarsi per fermarla. Perciò il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Kirby ha reagito così: "La telefonata è una buona cosa. Sono due leader sovrani e siamo contenti che abbiano parlato". Quindi ha aggiunto: "Se ciò porti a qualche sorta di movimento significativo verso la pace, o un piano, o una proposta, al momento non lo sappiamo. Noi abbiamo sempre detto che vogliamo la fine di questa guerra. E potrebbe terminare immediatamente, se Putin ritirasse le sue truppe. Ma ciò non appare imminente". Quanto alla trattativa, "se ci sarà un negoziato, dovrà avvenire quando il presidente Zelensky sarà pronto. Noi appoggiamo qualunque sforzo di arrivare alla pace, purché sia sostenibile e credibile".  

Eric Mamer, portavoce della presidentessa della Commissione europea von der Leyen, ha usato un tono simile: "Accogliamo la telefonata in modo positivo. È un primo passo importante da parte della Cina, e atteso da lungo tempo, nell'esercizio delle proprie responsabilità in qualità di membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite". Mamer ha ricordato che von der Leyen e Macron "avevano trasmesso la richiesta del presidente Zelensky per una chiamata durante il loro incontro con il presidente Xi a Pechino".

Proprio quella visita però aveva preoccupato Washington, perché poi il leader francese aveva fatto dichiarazioni in cui diceva che l'Europa non doveva fare il "vassallo" degli Usa. Lo scopo strategico di Pechino sembra essere proprio quello di dividere l'alleanza atlantica e occidentale, per aiutare Putin, e ciò crea rischi enormi per gli americani, insieme al pericolo che la Repubblica popolare inizi ad armare la Russia.

Quindi era seguita la dichiarazione dell'ambasciatore cinese a Parigi, secondo cui l'indipendenza degli ex membri dell'Urss non è neppure riconosciuta. Probabilmente Xi ha alzato il telefono anche per rimediare a questa gaffe, che danneggia il rapporto con l'Europa. Non ha citato né la guerra, né Putin, ma la speranza di Washington è che adesso inizi a spendersi davvero per la pace.