A Cuba la crisi della benzina cancella la storica parata del Primo Maggio
di Daniele Mastrogiacomo , di Daniele MastrogiacomoCuba ha cancellato il Primo Maggio. Niente manifestazione, nessuna adunata nella Plaza de la Revolución. E' la prima volta in oltre mezzo secolo, se si escludono quella annullata nel 2020 e nel 2021. Ma c'era il Covid e la gente restava tappata in casa come ovunque nel mondo. Adesso è diverso: manca la benzina. Non si trova da settimane. Ci sono file chilometriche davanti alle stazioni di servizio, per raccattare qualche litro puoi attendere anche due giorni. Il Venezuela e la Russia, i principali fornitori di carburante, hanno i loro problemi. Mosca deve fare i conti con le sanzioni per via della guerra in Ucraina, Caracas ha ridotto persino in casa la distribuzione di benzina e gas. Concentra i suoi sforzi sui negoziati con l'opposizione per definire le elezioni del prossimo anno, ma chiede in cambio la revoca del blocco che Biden tiene ancora in vigore.
Cuba così finisce per pagare l'ennesimo prezzo di una crisi profonda e devastante…
Cuba ha cancellato il Primo Maggio. Niente manifestazione, nessuna adunata nella Plaza de la Revolución. E' la prima volta in oltre mezzo secolo, se si escludono quella annullata nel 2020 e nel 2021. Ma c'era il Covid e la gente restava tappata in casa come ovunque nel mondo. Adesso è diverso: manca la benzina. Non si trova da settimane. Ci sono file chilometriche davanti alle stazioni di servizio, per raccattare qualche litro puoi attendere anche due giorni. Il Venezuela e la Russia, i principali fornitori di carburante, hanno i loro problemi. Mosca deve fare i conti con le sanzioni per via della guerra in Ucraina, Caracas ha ridotto persino in casa la distribuzione di benzina e gas. Concentra i suoi sforzi sui negoziati con l'opposizione per definire le elezioni del prossimo anno, ma chiede in cambio la revoca del blocco che Biden tiene ancora in vigore.
Cuba così finisce per pagare l'ennesimo prezzo di una crisi profonda e devastante. Sono riapparse "le code fantasma", con i taxi gialli che sostano lungo quasi tutto il Malecón e gli autisti rassegnati che chattano sul cellulare cercando qualche dritta su benzinai aperti. Annullare la Festa dei lavoratori è più di una resa. Per l'isola non si tratta di una celebrazione tra le tante. Nell'immaginario politico ufficiale ha sempre rappresentato la principale "manifestazione di appoggio massiccio alla rivoluzione e al socialismo". E lo è ancora di più quest'anno, dopo la fuga dei turisti russi e il crollo del settore, i continui blackout per i ripetuti incidenti alle centrali elettriche, la penuria di gas, la cronica mancanza di cibo.
Da poco riconfermato presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel si era impegnato a rilanciare la mobilitazione popolare anche per ricucire le ferite delle proteste dell'11 luglio del 2021 represse in modo durissimo e chiuse poi con condanne ancora più pesanti. Ma ha dovuto fare i conti con la realtà. La crisi del carburante continua, all'orizzonte non ci sono segnali incoraggianti. Non si sa quando e come si risolverà. Lo ammettono le stesse autorità.
E' accaduto anche in passato, ma mai come oggi. Al posto della manifestazione tradizionale, il governo ha deciso una serie di piccole adunate a cui la gente arriverà a piedi. La poca benzina disponibile viene razionata. Serve per i servizi di emergenze, come ambulanze, vigili del fuoco, polizia. Fermi anche i trasporti pubblici. Niente bus e minivan. Gli effetti si moltiplicano sulla piccola e media economia che dà da mangiare a milioni di persone. I prezzi sono schizzati, si baratta qualsiasi cosa per un litro di carburante. Critica anche la situazione nelle campagne. Il diesel serve ai trattori e alle industrie che sono costretti a calibrare i consumi. Un vero disastro.
"La situazione del carburante ha determinato il cambiamento annunciato", conferma a El País Ulises Guilarte, segretario generale della Central de Trabajadores de Cuba, il sindacato unico dell'isola. I "piccoli gruppi convocati - spiega - avranno lo scopo di denunciare gli ostacoli ai programmi di sviluppo economico dovuti al ferreo blocco economico" e di chiedere la rimozione di Cuba dalla lista dei paesi sponsor del terrorismo. "Questo Primo maggio - ha concluso - è dedicato al popolo per la sua capacità di resistenza".
Senza carburante e gas, si spengono le attività di ristorazione; le piccole e medie aziende, da poco avviate grazie all'apertura verso le iniziative private decretata dalla storica riforma di un anno fa, faticano a tirare avanti. La gente, inoltre, non ha soldi e questo limita il commercio. Persino le grandi aziende statali hanno dovuto ridurre la produzione perché i dipendenti non sempre riescono a raggiungere il posto di lavoro. Soffre anche la vita culturale e artistica. Annullati i concerti sinfonici internazionali programmati da tempo, teatri spenti, rassegne che dimezzano orari e giorni messi in cartellone.
Il governo aveva annunciato una grande manifestazione per il Primo maggio. Ma è stata la stessa popolazione a insorgere sui social e nelle chat chiedendo allo Stato di fare la sua parte. Non sono tempi di propaganda, il poco che resta va destinato alle esigenze prioritarie. Annullare la celebrazione è stato un passo obbligato.