In Sudan, nello stato del Darfur occidentale, l'ospedale di El Geneina supportato da Medici Senza Frontiere (Msf) e principale struttura sanitaria dell'area è stato saccheggiato dopo una violenta irruzione avvenuta negli ultimi due giorni.
Nella città sudanese continuano i saccheggi e la distruzione, case e proprietà vengono dati alle fiamme, tra cui anche il mercato centrale, i campi sfollati e i luoghi dove si radunano le persone in fuga dal conflitto e il bilancio delle vittime nell'ultima settimana di scontri, secondo una stima delle Nazione Unite, sarebbe di 96 morti.
Oltre 50 mila profughi e più di 75 mila sfollati
Una situazione allarmante che riguarda tutto il Sudan in preda alla guerra con almeno 50 mila persone hanno abbandonato il Paese dilaniato dagli scontri fra l'esercito regolare e la milizia dell'Rsf che imperversano dal 15 aprile, secondo l'Unhcr.
Si tratta di circa 20 mila in Ciad, 16 mila in Egitto, 13.292 in Sudan del Sud, 1.300 in Repubblica centrafricana, senza contare un "limitato" numero di altre entrate in Etiopia: le cifre sono pubblicate in un'infografica su Twitter dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati aggiornata a ieri.
La situazione a El Geneina
Sylvain Perron, viceresponsabile delle operazioni di Msf per il Sudan, ha detto che "è assolutamente inaccettabile vedere l'ospedale di El Geneina e altre strutture sotto attacco, saccheggiate, a corto di personale e di forniture. Siamo profondamente preoccupati per la sicurezza del personale sanitario e delle nostre équipe nel Darfur occidentale. Le persone sono circondate da continue violenze, temono per la propria sicurezza e la propria vita nel tentativo di raggiungere le poche strutture sanitarie ancora funzionanti e aperte".
Perron sottolinea che "da anni Medici senza frontiere fornisce assistenza medica a tutte le comunità del Darfur Occidentale, spesso colpite da atti di estrema brutalità e che altrimenti non avrebbero accesso alle cure essenziali".
Inoltre, afferma, "gli scontri in corso ci hanno costretto ad interrompere la maggior parte delle nostre attività in Darfur Occidentale. I nostri team non sono riusciti a raggiungere l'ospedale, né hanno potuto svolgere le attività di cliniche mobili nelle comunità di Galala, Mogshasha, Wadi Rati e Gelchek. Finora siamo riusciti a garantire l'assistenza medica all'ospedale di Kreinik, ma sono sempre meno i pazienti provenienti da zone fuori dalla città".
Gli ospedale Msf in Sudan
In Sudan le strutture supportate da Msf continuano a fornire assistenza medica a Kreinik, nel Darfur Occidentale, a Rokero, nel Darfur Centrale, a Um Rakuba e Tinedba, nello Stato di Gedaref e a Damazin, nello Stato del Nilo Blu. A El Fasher, nello Stato del Nord Darfur, nell'ospedale supportato da Msf, gli operatori sanitari continuano a lavorare incessantemente e a ricevere un gran numero di feriti.
Finora 410 persone sono arrivate all'ospedale, unica struttura sanitaria operativa in città, e purtroppo 55 sono morte a causa delle ferite riportate. La struttura e il magazzino di Msf a Nyala sono stati saccheggiati, causando la sospensione di tutte le attività nel Sud del Darfur.