Ucraina, la beffa degli aiuti italiani: venti cannoni semoventi sarebbero inutilizzabili
di Gianluca Di Feo , di Gianluca Di FeoVenti cannoni semoventi consegnati dall'Italia all'Ucraina sarebbero di fatto inutilizzabili: giganti d'acciaio inutili al fronte. Lo sostiene il Financial Times che riporta le dichiarazioni di un consigliere del ministro della Difesa ucraino. I mezzi donati dal governo di Roma vengono inclusi in un elenco di materiali da rottamare che i Paesi europei hanno mandato a Kiev, sgomberando i loro depositi di residuati bellici senza dare un contributo al potenziamento delle forze ucraine: in pratica, una doppia beffa.
I venti semoventi M109L erano stati prodotti dalla Oto Melara nei primi anni Novanta: si tratta della versione aggiornata di cingolato di progettazione statunitense con un cannone da 155 millimetri, ossia il calibro standard dell'artiglieria pesante della Nato. L'M109 è stato il sistema più diffuso all'interno dell'Alleanza atlantica durante la Guerra Fredda, poi dopo la fine dell'Urss tutti gli eserciti europei lo hanno tolto…
Venti cannoni semoventi consegnati dall'Italia all'Ucraina sarebbero di fatto inutilizzabili: giganti d'acciaio inutili al fronte. Lo sostiene il Financial Times che riporta le dichiarazioni di un consigliere del ministro della Difesa ucraino. I mezzi donati dal governo di Roma vengono inclusi in un elenco di materiali da rottamare che i Paesi europei hanno mandato a Kiev, sgomberando i loro depositi di residuati bellici senza dare un contributo al potenziamento delle forze ucraine: in pratica, una doppia beffa.
I venti semoventi M109L erano stati prodotti dalla Oto Melara nei primi anni Novanta: si tratta della versione aggiornata di cingolato di progettazione statunitense con un cannone da 155 millimetri, ossia il calibro standard dell'artiglieria pesante della Nato. L'M109 è stato il sistema più diffuso all'interno dell'Alleanza atlantica durante la Guerra Fredda, poi dopo la fine dell'Urss tutti gli eserciti europei lo hanno tolto dal servizio. L'Italia nel 2002 ha trasferito tutti i suoi semoventi nel colossale deposito di Lenta, in provincia di Vercelli, dove in quel periodo sono stati accumulati quasi tremila mezzi corazzati. Gli M109 più vecchi sono stati demoliti mentre gli esemplari della versione L sono stati offerti sul mercato: un'ottantina è stata acquistata dal Pakistan e dieci donati a Gibuti.
L'accordo prevede di fornirne sessanta a Kiev, dopo una revisione finanziata dagli Stati Uniti. Sulla carta, hanno ancora prestazioni di tutto rispetto con un raggio d'azione di 30 chilometri e la capacità di sparare quattro proiettili al minuto.