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Russia, il viaggio dei motociclisti filo-Putin "Lupi della notte": verso Berlino per festeggiare la vittoria sul nazismo

Aleksandr Zaldostanov guida la partenza da Mosca dei Lupi della Notte  (afp)
I biker nazionalisti sono sotto sanzioni occidentali. Ma vogliono arrivare nella capitale tedesca ripercorrendo la rotta da Mosca alla Germania che traversò nel 1945 l'Armata Rossa
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MOSCA - Puntano ancora una volta al Reichstag. Vogliono ripercorrere la rotta da Mosca a Berlino che traversò nel 1945 l'Armata Rossa, ma in sella alle loro moto. Sventolano bandiere russe e sovietiche. E sulle fiancate dei loro bolidi sfoggiano la lettera "Z", diventata il famigerato simbolo della cosiddetta "operazione militare speciale" russa contro Kiev lanciata nel febbraio 2022. Anche lo slogan arriva dall'offensiva in Ucraina: "Non abbandoniamo i nostri".

Partiti dalla capitale sabato, i biker russi del più grande club motociclistico russo, i "Nochnye Volki" ossia i Lupi della Notte, soprannominati i "Putin's Angels", oggi sono attesi a Volgograd, l'ex Stalingrado, teatro della sanguinosa battaglia che segnò la Seconda Guerra Mondiale.

Proseguiranno per Donetsk, la regione dell'Est dell'Ucraina unilateralmente annessa da Mosca lo scorso settembre, dove distribuiranno aiuti a c…

MOSCA - Puntano ancora una volta al Reichstag. Vogliono ripercorrere la rotta da Mosca a Berlino che traversò nel 1945 l'Armata Rossa, ma in sella alle loro moto. Sventolano bandiere russe e sovietiche. E sulle fiancate dei loro bolidi sfoggiano la lettera "Z", diventata il famigerato simbolo della cosiddetta "operazione militare speciale" russa contro Kiev lanciata nel febbraio 2022. Anche lo slogan arriva dall'offensiva in Ucraina: "Non abbandoniamo i nostri".

Partiti dalla capitale sabato, i biker russi del più grande club motociclistico russo, i "Nochnye Volki" ossia i Lupi della Notte, soprannominati i "Putin's Angels", oggi sono attesi a Volgograd, l'ex Stalingrado, teatro della sanguinosa battaglia che segnò la Seconda Guerra Mondiale.

Proseguiranno per Donetsk, la regione dell'Est dell'Ucraina unilateralmente annessa da Mosca lo scorso settembre, dove distribuiranno aiuti a civili e militari. E contano di concludere il raduno battezzato "Le strade della vittoria" in Germania il 9 maggio, anniversario della vittoria sovietica sul nazismo. L'ennesima provocazione che i Paesi europei potrebbero respingere, come del resto è avvenuto già in passato.

Chi è il fondatore, il "Chirurgo" Zaldastanov

"La guerra non fermerà la primavera! È questo il messaggio principale", ha detto il sessantenne Aleksandr Zaldostanov, soprannominato "Il Chirurgo" perché ex medico, leader e fondatore del club. "Nonostante tutte le difficoltà che la Russia deve affrontare, la nostra aspirazione alla vittoria è eterna".

Su Zaldostanov pendono già dal 2014 le sanzioni di Stati Uniti e Canada per il suo sostegno all'annessione della Crimea e ai separatisti filorussi nel Donbass e, dall'anno scorso, anche europee. Nel maggio 2015, l'assenza di restrizioni Ue non aveva però impedito alla Polonia di negargli l'ingresso durante una simile iniziativa. Ci si aspetta che anche quest'anno accadrà lo stesso.

Putin e Zaldostanov insieme nel 2011 

I Lupi della Notte o "Angeli di Putin"

Il gruppo, che conta più di 5mila membri, affonda le sue radici nei primi Anni '80, negli incontri di motociclisti che organizzavano concerti illegali o convegni sui tatuaggi nella Russia sovietica. Negli anni si è sempre più politicizzato difendendo il nazionalismo, i valori conservatori e anche promuovendo l'omofobia fino a diventare uno strumento chiave della propaganda governativa e un'entità quasi paramilitare. Che, stando agli Stati Uniti, avrebbe prestato servizio in Ucraina e in Crimea.

La prima apparizione pubblica di Zaldostanov e del suo gruppo risale a un evento per celebrare la vittoria di Dmitrij Medvedev alle elezioni presidenziali nel 2008. Dopo di allora, il "Chirurgo" in giubbotto di pelle è stato ricevuto dal patriarca russo ortodosso Kirill e nel 2011 è andato in moto insieme a Putin, quand'era primo ministro. È stata soltanto la prima di diverse apparizioni fianco a fianco.

Di pari passo, secondo un'inchiesta pubblicata dall'attivista anti-corruzione Aleksej Navalnyj, aumentavano le sovvenzioni governative per "promuovere l'amore verso il Paese, la sua storia e le sue tradizioni": 56 milioni di rubli in soli 18 mesi tra il 2013 e il 2014. Da qui il soprannome "Putin's Angels", Angeli di Putin.

Negli anni i Lupi della Notte hanno aperto filiali nell'Europa orientale e nella Csi, la coalizione di Paesi nata dopo il crollo dell'Urss nel 1991. Hanno persino smesso di definirsi "motociclisti". Sono "motociclisti russi", dicono.

La prossima meta della loro "marcia su Berlino" è l'Est Ucraina. "La gente del Donbass e noi, siamo la stessa gente", "Sosteniamo tutti coloro che difendono la nostra patria", hanno detto sabato a Mosca prima di mettersi in moto. Sono le dichiarazioni che piacciono a Putin, ma che potrebbero costare loro ancora una volta il divieto di ingresso in Europa.