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La strategia di Prigozhin che minaccia l'establishment per salire sempre più in alto

Chi è il capo della compagnia militare privata russa Wagner, in prima fila in Ucraina: da ex galeotto ed ex venditore di hot dog a finanziatore di mercenari e "troll". E quell'ambizione che gli potrebbe costare cara "come a Icaro"
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MOSCA - È stato paragonato ora a Rasputin ora a Icaro. Entrambi fecero una brutta fine. Eppure Evgenij Prigozhin, il capo della compagnia militare privata russa Wagner, in prima fila in Ucraina, continua a volare sulle ali dell'ambizione e a titillare l'inaspettata popolarità sopraggiunta dopo anni da eminenza grigia nell'ombra. Non c'è giorno che non se ne esca con una sparata, pronto però a smentirla il giorno dopo. Tanto che oramai ogni sua dichiarazione viene riportata col beneficio del dubbio.

Mercoledì ha annunciato che avrebbe sospeso il fuoco su Bakhmut per consentire una visita "in sicurezza" di giornalisti Usa. Il giorno dopo se l'è rimangiato: "Era umorismo militare. Uno scherzo". Quando si è diffusa la voce confermata soltanto ieri della rimozione del viceministro della Difesa Mikhail Mizintsev, ha scherzato che lo avrebbe preso con sé.

L'ultima provocazione l'a…

MOSCA - È stato paragonato ora a Rasputin ora a Icaro. Entrambi fecero una brutta fine. Eppure Evgenij Prigozhin, il capo della compagnia militare privata russa Wagner, in prima fila in Ucraina, continua a volare sulle ali dell'ambizione e a titillare l'inaspettata popolarità sopraggiunta dopo anni da eminenza grigia nell'ombra. Non c'è giorno che non se ne esca con una sparata, pronto però a smentirla il giorno dopo. Tanto che oramai ogni sua dichiarazione viene riportata col beneficio del dubbio.

Mercoledì ha annunciato che avrebbe sospeso il fuoco su Bakhmut per consentire una visita "in sicurezza" di giornalisti Usa. Il giorno dopo se l'è rimangiato: "Era umorismo militare. Uno scherzo". Quando si è diffusa la voce confermata soltanto ieri della rimozione del viceministro della Difesa Mikhail Mizintsev, ha scherzato che lo avrebbe preso con sé.

L'ultima provocazione l'altro ieri. "Stiamo arrivando al punto in cui Wagner finirà", ha detto intervistato dal blogger militare Semion Pegov denunciando ancora una volta il mancato invio di "proiettili al fronte". È stato il suo modo di mettere le mani avanti, di dire che se la battaglia per Bakhmut fallirà, la colpa non sarà sua, ma della Difesa.

Lo scorso febbraio, per i mancati rifornimenti, era arrivato ad accusare i vertici militari di "tradimento". Tanto che Vladimir Putin, almeno stando ai documenti dell'intelligence statunitense fuoriusciti, lo avrebbe convocato al Cremlino insieme al ministro della Difesa Sergej Shojgu per porre fine alla diatriba.

A quanto pare, non è finita lì. Solo che ora Prigozhin, invece che ingaggiare lo scontro diretto, si fa scudo della facilmente fraintendibile ironia. Spera così di non bruciarsi le ali.

Non è detto che funzioni. A dispetto della sua recente notorietà, non resta che un ex galeotto ed ex venditore di hot-dog. Un uomo d'affari e signorotto della guerra con un rapporto del tutto informale con lo Stato. Che potrebbe spezzarsi da un momento all'altro. Come cera al sole.

Chi è Prigozhin: ex galeotto e venditore di hot dog

La sua biografia parla da sé. Il novello Icaro russo nasce nell'allora Leningrado nel 1961, nove anni dopo il cittadino pietroburghese più illustre, Putin. Appena maggiorenne finisce davanti a un giudice per furto. Torna in tribunale due anni dopo per criminalità organizzata, furto, frode e prostituzione minorile. Condannato a 13 anni di carcere, ne sconta nove. Viene rilasciato nel 1990: l'Urss è agonizzante, ma per quelli sprezzanti delle regole come lui è un periodo di grandi opportunità.

Inizia a vendere hot dog. Prepara la senape nella cucina dell'appartamento di famiglia. Cinque anni dopo decide che è giunto il momento di spiegare le ali. Fonda la società Concord e apre ristoranti che ben presto diventano il luogo di ritrovo di pop star, uomini d'affari e politici. Come il sindaco Anatolij Sobchak e il suo vice: Putin.

Il futuro leader del Cremlino resta così affascinato dalla storia di un uomo che ha creato un impero dal nulla che, una volta diventato presidente, sceglie il suo ristorante "New Island" per ospitare nella sua città natale i presidenti di Francia e Stati Uniti Jacques Chirac e George W. Bush. A servirli è Prigozhin in persona.

Putin finisce con l'affidargli anche il catering degli eventi al Cremlino e ad appaltargli contratti governativi da miliardi di rubli, come la fornitura di cibo a scuole e caserme. È così che Prigozhin si guadagna l'appellativo di "cuoco di Putin". E che diventa miliardario.

La svolta arriva intorno al 2014, anno dell'annessione della Crimea e dell'inizio del conflitto nel Donbass. Prigozhin diventa l'uomo dei lavori sporchi. Fonda Wagner e l'Agenzia di Ricerca su Internet, nota come "fabbrica dei troll", che consentono al Cremlino di combattere le sue guerre sotto copertura, sul campo e sul web. Inizia la straordinaria ascesa che però irrita i vertici della Difesa e gli crea molti nemici.

Per anni Prigozhin smentisce ogni legame con i mercenari e con i soldati digitali intentando persino cause per diffamazione fino ai mesi scorsi quando ne rivendica con "orgoglio" la paternità e si fa riprendere mentre recluta nelle carceri detenuti da mandare a combattere in Ucraina.

Lo scontro con il ministro Shojgu

Arriva la fama e, con essa, l'ambizione che acceca. Venuto allo scoperto, le luci della ribalta lo spingono a lanciare invettive sempre più ardite e, secondo alcuni, persino a bramare un futuro in politica o la cacciata di Shojgu che in passato ha tagliato i suoi contratti milionari. "Ogni giorno cresce il divario tra il ruolo che Putin gli ha assegnato e il posto che Prigozhin crede di meritare", dice bene la politologa Tatiana Stanovaja.

In realtà Prigozhin resta pur sempre un "privato", per di più mal visto dalle élite che non apprezzano la sua demagogia, inviso persino ai nazionalisti come l'ex "ministro della Difesa" di Donetsk Igor "Strelkov" Girkin e - stando a vari sondaggi - poco noto alle folle.

"Non solo non ha uno status formale, ma non ha nemmeno accesso diretto a Putin", prosegue Stanovaja. Le sue dichiarazioni sui social network, oscurate dai media statali, sono la sua unica arma per farsi sentire, perciò non andrebbero esagerate.

Prigozhin non fa parte della stretta cerchia di vecchi amici che condividono con Putin un passato nell'Fsb o nell'amministrazione di San Pietroburgo negli Anni '90. Non è più rinnegabile, ma non è nemmeno accettato nell'establishment.

Putin, sostiene Stanovaja, "non ha mai visto il losco imprenditore come un sostituto di istituzioni ufficiali come l'esercito o i servizi di sicurezza, né ha mai provato a usare Prigozhin come contrappeso a quelle istituzioni". Anzi, nominando a inizio anno a capo dell'intera "operazione speciale" in Ucraina il capo di stato maggiore delle forze armate Valerij Gerasimov, inviso a Prigozhin, gli ha dato un chiaro segnale.

Le ambizioni del "cuoco" resteranno disattese. Come osserva il politologo Konstantin Kalachev, nessuno può fare politica in Russia senza il permesso del Cremlino ed è improbabile che Prigozhin ottenga questo permesso.

Se le vette a cui ambisce restano lontane, nonostante tutti i suoi recenti passi falsi, Prigozhin però al momento non rischia la caduta. Finché genera risultati, Wagner resta una risorsa importante per il Cremlino: è la sua garanzia sul futuro. A patto che non osi sfidare il Sole.