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La mossa a sinistra di Lula per il Primo Maggio: niente tasse per quasi la metà dei lavoratori e salario minimo aumentato

Lula durante le celebrazioni per il Primo Maggio a San Paolo (reuters)
Il presidente dedica la giornata ai più poveri e firma una serie di decreti fiscali e retributivi. Il 40 per cento dei brasiliani che hanno pagato l’Irpef nel 2022 quest’anno non lo farà. Intanto Bolsonaro torna in pubblico accolto dai tanti sostenitori
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Lula festeggia il Primo Maggio regalando ai redditi medio e bassi un generoso esonero fiscale e un aumento consistente del salario minimo. Imprime una svolta decisa a sinistra del suo governo e mantiene l’impegno che si era assunto in campagna elettorale. Il 40 per cento dei brasiliani che hanno pagato l’Irpef nel 2022 quest’anno non lo farà conservando così parte del denaro che avrebbe dovuto sborsare per le tasse. Stesso incentivo, ma in misura e modalità diverse per il salario minimo: salirà di 20 reais, 3 euro. 

Le misure 

Sembra un’inezia, almeno per noi del mondo sviluppato e opulento, abituati a cifre di tutt’altro tenore. Ma se si pensa che in Bra…

Lula festeggia il Primo Maggio regalando ai redditi medio e bassi un generoso esonero fiscale e un aumento consistente del salario minimo. Imprime una svolta decisa a sinistra del suo governo e mantiene l’impegno che si era assunto in campagna elettorale. Il 40 per cento dei brasiliani che hanno pagato l’Irpef nel 2022 quest’anno non lo farà conservando così parte del denaro che avrebbe dovuto sborsare per le tasse. Stesso incentivo, ma in misura e modalità diverse per il salario minimo: salirà di 20 reais, 3 euro. 

Le misure 

Sembra un’inezia, almeno per noi del mondo sviluppato e opulento, abituati a cifre di tutt’altro tenore. Ma se si pensa che in Brasile il salario minimo è di 240 euro, averne tre in più fa la differenza. Riguarda, direttamente o indirettamente, il 25 per cento della popolazione, un quarto dei 210 milioni che affollano il gigante del Sudamerica. Stesso impatto per gli sgravi fiscali che riguarderanno 13 milioni di contribuenti, tutti quelli che guadagnano fino a 2.640 reais, circa 480 euro. Non pagheranno le tasse. Lula vuole prendere i soldi che serviranno a coprire il buco delle mancate entrate tassando i benefici degli investimenti esteri realizzati con le domande. 

La linea del leader della sinistra brasiliana è quella sostenuta dal suo Partido dos trabalhadores. Si fonda su una progressione del cuneo in base al reddito. Ma l’onere si rifletterà soprattutto sui guadagni negli investimenti fatti all’estero. Non è un meccanismo automatico e non va sforato il bilancio. Dopo le continue correzioni di Bolsonaro che hanno fatto sballare i conti, lo stesso Lula ha chiesto al Congresso di votare una legge che sostituisca il tetto di spesa.

Se togli da una parte devi mettere dall’altra. Ma in modo ordinato, senza ricorrere a continue correzioni. Lasciare più soldi nelle tasche dei brasiliani incentiva i consumi e questi stimolano l’economia in un momento in cui, osservano gli analisti, il tasso di interesse è al 13,75 per cento. Lula vuole estendere l’esenzione fiscale a tutti i salari inferiori ai 5.000 reais (913 euro) entro il 2026.

Jair Bolsonaro con Tarcísio de Freitas all'Agrishow Ribeirao Pret (afp)

Il ritorno di Bolsonaro

Poche ore dopo l’annuncio delle nuove misure, Jair Bolsonaro ha fatto la sua prima apparizione in pubblico da quando è rientrato dal suo esilio in Florida. Si è presentato alla Fiera dell’agricoltura, il Ribeirão Preto Agrishow, la più grande esposizione di prodotti agricoli che si tiene 300 chilometri da San Paolo. Il settore rappresenta la percentuale più rilevante del pil. Era stato invitato dal governatore dello Stato Tarcísio de Freitas, suo fedelissimo e probabile candidato alle prossime elezioni se l’ex capitano dovesse essere interdetto da ogni incarico pubblico per i prossimi 8 anni come potrebbe accadere in caso di condanna in una delle sedici inchieste in cui è coinvolto.

Accolto dai sostenitori che sono ancora moltissimi, Jair si è goduto il suo bagno di folla. “Siamo un grande Paese e possiamo essere una superpotenza agricola”, ha detto secondo quanto riporta la Reuters. L’ex presidente si sentiva in casa. De Freitas ha scelto di ospitare lui annullando l’invito che aveva fatto al ministro dell’Agricoltura.