Ucraina-Russia, le mosse del Papa: cosa sappiamo davvero sulla "missione di pace" di Francesco
di Iacopo ScaramuzziNon ne sa nulla il governo ucraino, non ne sa nulla il governo russo. La "missione" a cui ha accennato papa Francesco ha sollevato curiosità, dubbi, interrogativi. "Se ci sono colloqui, stanno avvenendo a nostra insaputa", ha detto l'ufficio stampa di Zelensky. "Non si sa nulla", ha detto da parte sua il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.
Per sbrogliare la matassa di ipotesi bisogna ripartire da quanto detto da Francesco. Sul volo da Budapest a Roma, il Pontefice ha parlato, in risposta alle domande dei giornalisti al seguito, dei colloqui che ha avuto con Viktor Orban, il più filorusso dei leader europei, e con il metropolita russo Hilarion, ex ministro degli esteri di Kirill, ora a Budapest in una sorta di esilio che, però, può tornare utile tanto a Kirill, mai tanto isolato internazionalmente, quanto al Papa, da mesi alla ricerca senza posa di canali per incidere sulla pace in Ucraina. "Lei si immagina che in qu…
Non ne sa nulla il governo ucraino, non ne sa nulla il governo russo. La "missione" a cui ha accennato papa Francesco ha sollevato curiosità, dubbi, interrogativi. "Se ci sono colloqui, stanno avvenendo a nostra insaputa", ha detto l'ufficio stampa di Zelensky. "Non si sa nulla", ha detto da parte sua il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.
Per sbrogliare la matassa di ipotesi bisogna ripartire da quanto detto da Francesco. Sul volo da Budapest a Roma, il Pontefice ha parlato, in risposta alle domande dei giornalisti al seguito, dei colloqui che ha avuto con Viktor Orban, il più filorusso dei leader europei, e con il metropolita russo Hilarion, ex ministro degli esteri di Kirill, ora a Budapest in una sorta di esilio che, però, può tornare utile tanto a Kirill, mai tanto isolato internazionalmente, quanto al Papa, da mesi alla ricerca senza posa di canali per incidere sulla pace in Ucraina. "Lei si immagina che in questo incontro non solo abbiamo parlato di Cappuccetto Rosso, no?", ha detto Francesco, sottolineando poi che "a tutti interessa la strada della pace. Io sono disposto. Sono disposto a fare tutto quello che si deve fare. Anche", ha aggiunto nel suo consueto tono colloquiale, "adesso è in corso una missione, ma ancora non è pubblica. Vediamo come ... Quando sarà pubblica la dirò".
La lettera del disgelo tra Cuba e Stati Uniti
Il Vaticano in queste ore non aggiunge altro: il Papa ne parlerà quando vorrà lui. Le iniziative di un Pontefice, del resto, sono sovrane, e questo Papa, in particolare, suole muoversi con grande autonomia anche sullo scacchiere internazionale. Passa dai collaboratori, sì, ma muove anche altre pedine. Quando anni fa facilitò lo scongelamento dei rapporti tra Stati Uniti e Cuba, per dire, fece recapitare una lettera personale di Raul Castro a Barack Obama grazie al cardinale arcivescovo cubano Jaime Ortega, suo amico da lungo tempo, che con la scusa di una conferenza alla Georgetown University di Washington si presentò poi alla Casa Bianca, e riuscì ad accedere allo studio Ovale senza lasciare traccia sul registro degli ospiti...
La mediazione in Ucraina
Quanto alla Russia e all'Ucraina, Bergoglio ha parlato di una "missione" in corso, non di una mediazione. È dunque ovvio che le autorità dei due Paesi non siano coinvolte. Poco prima del viaggio in Ungheria, del resto, era stato il ministro degli Esteri della Santa Sede in persona, l'arcivescovo Paul Richard Gallagher, a chiarire che "purtroppo, malgrado tutti gli sforzi del Santo Padre e della Santa Sede, ancora non si è aperto uno spiraglio utile per favorire una mediazione di pace tra la Russia e l'Ucraina". L'obiettivo ultimo, aggiungeva il presule britannico, è "l'ideale della pace e la fiducia in Dio che questa guerra finirà, anche se non sarà la fine immaginata dal Presidente Zelensky o dal Presidente Putin". Chiosa don Stefano Caprio, professore al Pontificio Istituto Orientale: "Ora si può puntare a far fermare i combattimenti, a congelare la situazione con un cessate-il-fuoco. Solo tra molti anni i tempi saranno maturi per una pace vera e propria".
La rete di Francesco
È in questa cornice che si va muovendo da mesi il Papa. Parla con tutti, cerca di smuovere le acque: la sua rete è estesa, anche sul campo. In Russia ci sono cinque vescovi, a partire dall'arcivescovo della Madre di Dio a Mosca, monsignor Paolo Pezzi, fedele esecutore delle direttive romane. In Russia c'è anche Leonid Sebastianov, personaggio legato all'entourage putiniano al quale Bergoglio invia saltuariamente biglietti sulla pace. "Sebastianov sta al Papa come Pupo sta a Putin", taglia corto una fonte ben informata.
Personalità chiave è, invece, il nunzio apostolico a Kiev Visvaldas Kulbokas, diplomatico di esperienza, abituato in questi mesi a frenare le apprensioni degli ucraini quando il Papa sembra troppo sbilanciato verso Mosca. Un mondo che il presule lituano, comunque, conosce bene: fu lui a fare da interprete tra il Papa e il patriarca russo Kirill a Cuba nel 2016. E poi da pochi mesi è entrato nella squadra del Papa monsignor Claudio Gugerotti, nuovo prefetto del dicastero per le Chiese orientali, ovviamente presente a Budapest a fianco del Papa: nunzio di carriera, ha rappresentato la Sede apostolica in Ucraina, Bielorussia, Azerbaijan e Armenia, oltre che in Gran Bretagna, conosce perfettamente russo e ucraino. Uomo riservatissimo, ha piena dimestichezza con le spiritualità orientali e le raffinatezze della diplomazia. Jorge Mario Bergoglio è "disposto a fare tutto" il possibile, pubblicamente e riservatamente, per arrivare a un cessate-il-fuoco. Anche con una "missione" che, per ora, resta una carta coperta.