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Droni contro il Cremlino nel cuore della notte: sfida al potere di Putin

Due velivoli varcano le mura della cittadella, Mosca aspetta 12 ore prima di darne notizia. “È un attentato alla vita del presidente, risponderemo”. Zelensky: “Noi non c’entriamo”
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MOSCA - Un nugolo di curiosi si sporge oltre le transenne che da giorni cordonano la Piazza Rossa in vista delle celebrazioni del 9 maggio, Giornata della Vittoria. Cercano di scorgere tracce dell'inedito attacco notturno contro il Cremlino, uno sfregio senza precedenti dai bombardamenti nazisti che scalfirono le torri della cittadella degli zar e dei presidenti tra il '41 e il '42 e dalla bravata del tedesco Mathias Rust che nell'87, in piena Guerra Fredda, planò con un piccolo aereo da turismo sulla Piazza Rossa. Da lontano però non si notano danni sul Palazzo del Senato che si staglia oltre gli spalti già allestiti per la parata e le iconiche mura rosse turrite. S'intravede soltanto un gruppetto di persone affaccendarsi attorno alla cupola sormontata dal tricolore russo. 

È lì che nella notte tra martedì e mercoledì, intorno alle 2.30, si è abbattuto uno dei due droni che hanno violato la sede del…

MOSCA - Un nugolo di curiosi si sporge oltre le transenne che da giorni cordonano la Piazza Rossa in vista delle celebrazioni del 9 maggio, Giornata della Vittoria. Cercano di scorgere tracce dell'inedito attacco notturno contro il Cremlino, uno sfregio senza precedenti dai bombardamenti nazisti che scalfirono le torri della cittadella degli zar e dei presidenti tra il '41 e il '42 e dalla bravata del tedesco Mathias Rust che nell'87, in piena Guerra Fredda, planò con un piccolo aereo da turismo sulla Piazza Rossa. Da lontano però non si notano danni sul Palazzo del Senato che si staglia oltre gli spalti già allestiti per la parata e le iconiche mura rosse turrite. S'intravede soltanto un gruppetto di persone affaccendarsi attorno alla cupola sormontata dal tricolore russo. 

È lì che nella notte tra martedì e mercoledì, intorno alle 2.30, si è abbattuto uno dei due droni che hanno violato la sede del potere russo. Lo hanno filmato le telecamere di sicurezza: un puntino nel cielo prima di esplodere in una pioggia di fuoco. Lo hanno visto dall'altro lato della Moscova anche gli abitanti della famigerata Casa sul Lungofiume, un tempo sede della nomenklatura falcidiata dalle Grandi Purghe: hanno zoomato con i loro telefonini sui detriti incandescenti e poi sul pennacchio di fumo che si è levato tra le cupole dorate. "La forza dell'impatto è stata simile a un tuono. C'erano scintille nel cielo e persone con torce nei pressi delle mura. L'illuminazione del Cremlino e del lungofiume ora è spenta", hanno scritto nella notte nel gruppo Telegram dei quartieri Jakimanka e Zamoskvoreche a Sud della Moscova.

Ci sono però volute circa 12 ore prima che la presidenza russa ammettesse: "Due velivoli senza equipaggio hanno preso di mira il Cremlino". Una pausa sospetta. Come se le autorità avessero provato a contenere la notizia o riflettuto a lungo su cosa dire e come dirlo. I due droni sono stati "disattivati" grazie alle "azioni tempestive dei militari e delle forze speciali con l'uso dei sistemi radar" e sono "precipitati spargendo frammenti, ma senza causare vittime o danni", ha riferito il servizio stampa del Cremlino. Per la Russia si è trattato di un "atto terroristico e attentato alla vita del presidente, in vista della parata del 9 maggio", anche se Vladimir Putin era al sicuro: il 2 maggio si trovava a San Pietroburgo e ieri lavorava nella residenza a Novo-Ogariovo. E in serata il Comitato investigativo ha annunciato l'apertura di un'inchiesta per terrorismo. Mosca ora "si riserva di adottare misure di ritorsione dove e quando lo riterrà opportuno".

Per molti esponenti di governo non bisognerebbe aspettare. "Ci stiamo mettendo troppo", ha commentato l'ex senatore Franz Klintsevich invocando "un raid contro via Bankovaja a Kiev", sede della presidenza ucraina. Appelli simili sono arrivati dal deputato Mikhail Sheremet e dal senatore Sergej Mironov. "Non restano alternative all'eliminazione fisica di Zelensky e della sua cricca", ha incalzato Dmitrij Medvedev, mentre il presidente della Duma Vjacheslav Volodin ha detto che i deputati chiederanno l'uso di armi capaci di "fermare e distruggere il regime terroristico di Kiev".

Le autorità ucraine, dal canto loro, negano ogni responsabilità, benché sembri sospetto il tweet delle 21.17 di martedì del numero due Andriy Yermak: l'emoticon di un missile. "Non attacchiamo Putin o Mosca", ha assicurato il presidente Volodymyr Zelensky, in visita a sorpresa a Helsinki, mentre il suo consigliere Mykhailo Podolyak ha accusato la Russia di cercare pretesti "per giustificare massicci attacchi". Da Washington il segretario di Stato Blinken ha esortato a "prendere con le pinze" le notizie da Mosca. C'è anche chi, come l'ex ministro degli Esteri russo Andrej Kozyrev, ha paragonato l'attacco all'incendio del Reichstag del '33, pretesto per Hitler per abolire i diritti civili. 

A Mosca tuttavia i passanti non cedono al panico e neppure alla rivalsa. "Non siamo gli Usa. Non vogliamo Hiroshima o Nagasaki. Gli ucraini sono nostri fratelli", dice il 33enne Maksim. Elena, 68 anni, è convinta che si sia trattato di un "disperato colpo di coda di Kiev", ma che "bisognerebbe rafforzare la difesa anti-aerea". Fuori dal coro l'ottantenne Polina: "Complimenti a Kiev. Fa bene a colpirci. Siamo gli aggressori". 

L'allerta attentati a Mosca è già massima in vista del 9 maggio tanto che il sindaco Serghej Sobjanin ha imposto il divieto di utilizzare droni. Nel Paese si susseguono notizie di raid: incendi in Crimea e nella regione di Krasnodar; un attacco nella regione di Brjansk; l'arresto di sette presunti agenti ucraini in Crimea; il ritrovamento di un drone a Kolomna, un centinaio di chilometri a Sud-Est di Mosca. Il segno, per Evgenij Prigozhin, capo di Wagner, che la controffensiva ucraina sarebbe "già iniziata". Il portavoce di Putin Dmitrij Peskov, tuttavia, assicura che la parata in Piazza Rossa si terrà come previsto e che l'agenda del presidente non subirà variazioni. Mentre i propagandisti della tv Rossija-1 commentano l'accaduto limitandosi a mandare in onda immagini di repertorio. Niente fiamme sul tricolore. L'obiettivo per ora sembra "normalizzare".