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Gli Usa, "20.000 morti e 80.000 feriti russi in 5 mesi: Bakhmut un po' come le Ardenne per gli americani"

(afp)
Solo negli ultimi cinque mesi sono centomila i russi morti e feriti, di cui almeno la metà appartiene ai mercenari della Wagner. Il costo in vite umane supera quello delle grandi guerre del passato
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Il portavoce del Consiglio nazionale di Sicurezza americano, John Kirby, davanti ai giornalisti ha rivelato le stime fino a oggi secretate sulle perdite russe in Ucraina negli ultimi cinque mesi: centomila fra morti e feriti. I combattenti uccisi sono ventimila e di questi almeno la metà appartengono al gruppo Wagner. Questo dato ci permette di dire che sono morti sul fronte di Bakhmut, la piccola città ucraina che i mercenari guidati da Yevgeny Prigozhin tentano di prendere dall’inizio dell’estate 2022. Il gruppo Wagner si sta dedicando esclusivamente a quella battaglia.

Negli ultimi cinque mesi si è combattuto quasi esclusivamente nella regione del Donbass, nell’Est dell’Ucraina, ed è una guerra di attrito, vale a dire che entrambe le parti puntano a logorare il nemico e a fargli pagare un prezzo alto in vite di soldati e mezzi distrutti, nella speranza che collassi. 

Il portavoce del Consiglio nazionale di Sicurezza americano, John Kirby, davanti ai giornalisti ha rivelato le stime fino a oggi secretate sulle perdite russe in Ucraina negli ultimi cinque mesi: centomila fra morti e feriti. I combattenti uccisi sono ventimila e di questi almeno la metà appartengono al gruppo Wagner. Questo dato ci permette di dire che sono morti sul fronte di Bakhmut, la piccola città ucraina che i mercenari guidati da Yevgeny Prigozhin tentano di prendere dall’inizio dell’estate 2022. Il gruppo Wagner si sta dedicando esclusivamente a quella battaglia.

Negli ultimi cinque mesi si è combattuto quasi esclusivamente nella regione del Donbass, nell’Est dell’Ucraina, ed è una guerra di attrito, vale a dire che entrambe le parti puntano a logorare il nemico e a fargli pagare un prezzo alto in vite di soldati e mezzi distrutti, nella speranza che collassi. 

Il termine inglese usato da Kirby, casualties, comprende sia i morti sia i feriti e indica i soldati che non potranno più tornare sul campo di battaglia. Il fatto che ci siano ventimila combattenti morti e che il resto siano feriti rispetta una regola approssimativa secondo la quale nelle guerre moderne per ogni morto ci sono almeno quattro o cinque feriti.  

Tra i mercenari russi uccisi, sostiene l’Amministrazione Biden, la maggior parte sono ex detenuti, attirati sul fronte ucraino con la promessa di un’amnistia dopo sei mesi di servizio. A partire da luglio dell’anno scorso Prigozhin cominciò una campagna di arruolamento nelle carceri russe che spinse migliaia di prigionieri, condannati per ogni tipo di reato, a offrirsi volontari per andare a combattere in cambio della libertà – una volta e se tornati dalla guerra.

Mosca non aggiorna i dati ufficiali sulle proprie perdite dall’anno scorso, sono ancora fermi a poco più di seimila in tutta l’invasione, ma anche se li aggiornasse non includerebbe i caduti del gruppo Wagner. Prigozhin sostiene di avere perso soltanto 196 uomini. Il portavoce americano Kirby non ha menzionato le perdite ucraine, perché Washington e Kiev hanno una politica comune e non danno mai informazioni sui soldati ucraini uccisi o feriti. 

Le stime dell’Amministrazione Biden rafforzano il partito di chi pensa che valesse la pena difendere Bakhmut, un centro vinicolo del Donbas senza particolare valore strategico, per tutti questi mesi. Il governo ucraino è convinto di sì e ha fatto diventare la battaglia nella “Fortezza Bakhmut” un simbolo di resistenza a oltranza contro l’invasione, ma a questo punto i soldati ucraini controllano soltanto pochi palazzi nella parte ovest della città.

Per prendere Bakhmut i russi hanno perso negli ultimi cinque mesi diecimila combattenti su un settore del fronte largo non più di dieci chilometri. Sono perdite pesanti, a fronte di risultati modesti. Secondo i dati pubblici sulla posizione del fronte, i mercenari sono avanzati di circa tre chilometri al mese, più o meno quanto un campo da calcio al giorno. 

Kirby ha paragonato le perdite russe a Bakhmut a quelle sofferte dai soldati americani durante l’offensiva delle Ardenne, l’ultimo grande tentativo della Wermacht nazista di respingere gli alleati nell’inverno fra il 1944 e il 1945. Si possono fare confronti più recenti. Gli Stati Uniti in Iraq hanno perso 4.300 soldati nel corso di sette anni di guerra e in Afghanistan poco più di 2.400 in vent’anni. Messe assieme, le due guerre hanno avuto un costo in vite umane inferiore alla sola offensiva russa su Bakhmut negli ultimi cinque mesi.